Caro diario,
sono Marco, 38 anni, e vivo con la mia compagna, Laura, in un bilocale di Bologna che paghiamo a rate, con bollette, lavoro dal mattino allalba e fino a notte fonda.
La suocera, Teresa, abita in un paesino di collina vicino a Modena, dove vive anche la cognata, Ginevra. Finché non hanno deciso che il nostro appartamento fosse il loro rifugio per il weekend, tutto andava bene. Allinizio il loro annuncio sembrava dolce:
Sabato facciamo un salto da voi.
Ma solo un po.
Siamo parenti, dopotutto.
Solo un po per loro significava pernotto; salto con le valigie, le pentole vuote e gli sguardi famelici pronti a un banchetto.
Ogni fine settimana è la stessa scena: torno dal lavoro, corro al supermercato, cucino, lavo, apparecchio la tavola, sorrido, e poi alle due di notte continuo a lavare i piatti e a fare le pulizie. Teresa commenta:
Ma perché linsalata è senza mais?
Io preferisco il ragù più corposo.
Da noi in campagna non lo facciamo così.
E Ginevra aggiunge:
Oh, sono stanca di viaggio.
E il dolce?
Mai un grazie, mai un posso aiutare.
Una sera, al limite, mi rivolgo a Laura:
Non siamo delle cameriere, non voglio servire la tua famiglia ogni fine settimana.
Dobbiamo davvero trovare una soluzione.
Allora mi è venuta unidea.
La settimana successiva Teresa chiama:
Sabato veniamo da voi.
Io, calmo, rispondo:
Abbiamo già programmi per il weekend.
Che programmi?
I nostri, niente di più.
E così, davvero, siamo partiti, ma non verso i nostri piani, bensì verso la casa di Teresa. Sabato mattina, Laura e io ci troviamo davanti al suo portone. Teresa apre la porta e resta senza parole.
Che cosa è questa?
Siamo venuti a farvi visita, solo per un attimo.
Dovete avvisare, non ho preparato nulla! Sapete quanto costa ospitare gli ospiti!
La guardo e, con tono tranquillo, dico:
Ecco, è così che vivo ogni fine settimana.
Vuoi insegnarmi la lezione? Che sfrontata!
Il suo grido è così forte che i vicini spiano la scena, e noi torniamo a casa.
Da quel giorno, nessuna visita senza invito. Niente più facciamo un salto e più fine settimana trascorsi a pulire per gli altri. A volte, per farsi sentire, basta semplicemente far capire alle persone comè stare al tuo posto.
Ho imparato che stabilire dei limiti è un atto di rispetto verso se stessi: è lunico modo per preservare la propria serenità.







