10 giugnoÈ una di quelle sere in cui il passato mi pesa sul petto. Forse dovrei smettere di rimuginare
Sono tornata a Verona, la città in cui sono cresciuta, dopo più di trentanni. Le strade mi sembravano
Mi trovavo a Milano, quarantotto anni addosso, quando scoprii di essere incinta. A questetà?
15 aprile 2025 Caro diario, Sono seduta al tavolo della cucina, lo sguardo fisso sullanello di fidanzamento
30 ottobre 2024 Diario Oggi, a più di cinquantanni, mi trovavo convinto che la vita fosse ormai un copione
“Guardala… crede davvero che diventerà qualcuno. Poverina, con quella vecchia valigetta.” Lucia ascoltò queste parole stringendo con forza la sua valigetta consunta. Non era di marca, né nuova, ma per lei era il simbolo del suo futuro. Sognava di diventare imprenditrice, anche se non aveva una casa, né soldi, né un posto fisso dove dormire. Un giorno venne a sapere di un evento in cui grandi imprenditori italiani avrebbero condiviso idee per creare nuove imprese. “Ci andrò”, pensò. Si presentò con abiti semplici e la sua valigetta in mano. La gente la derise, sussurrò e la guardò con disprezzo. Eppure, Lucia avanzò con decisione verso l’ingresso. —Vorrei dire due parole —chiese. Il presentatore la bloccò bruscamente: —Non permetteremo che una sconosciuta senza risorse rovini il nostro evento. Allora, un imprenditore di grande prestigio si alzò: —Se ha avuto il coraggio di venire, forse ha davvero qualcosa di importante da dire. Le diedero il microfono. Lucia fece un respiro profondo, aprì la sua valigetta e tirò fuori un foglio accuratamente piegato. —Qualche mese fa ho fatto un sogno. Ho immaginato un’auto come non si era mai vista prima… e so di poterla realizzare. L’imprenditore osservò il progetto e rimase colpito. —Questa è l’idea più innovativa sentita oggi. La invitò a pranzo, ascoltò la sua storia e insieme firmarono un accordo. In meno di un anno, Lucia divenne proprietaria della concessionaria di auto più grande di Milano. Non lasciò mai la sua vecchia valigetta: le ricordava da dove veniva. Ricorda: molti ti giudicheranno per ciò che vedono, altri rideranno di ciò che non comprendono e alcuni cercheranno di chiuderti ogni porta prima ancora di ascoltarti. Ma se credi davvero nella tua visione e hai il coraggio di difenderla, un giorno quelle stesse voci che ti avevano sottovalutato saranno testimoni del tuo successo… e tu camminerai a testa alta, sapendo che nessuno è mai riuscito a spegnere il tuo sogno.
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Non dimentico mai quella fredda notte di dicembre, quando mi chiama in lacrime. Mamma, non ce la faccio
Nella sala dattesa del cardiologo, accanto a me si accomodò uno sconosciuto. Invece del consueto buongiorno
Le portiere della Fiat si aprirono con uno sbattimento, e dal vano ne scese un cane. Non lo portarono
Suonò il campanello. Guardai lorologio: erano appena le cinque del pomeriggio, Marco tornava sempre più