Luca è tornato a casa dei genitori per una visita. Ha preso dalla mamma una grande borsa e si è messo in cammino verso il mercato per fare la spesa. – Compra anche le salsicce fatte in casa! – ha gridato la mamma. – Sono sempre freschissime al mercato! – Va bene, mamma! – ha risposto, uscendo in strada… Luca ha quasi finito gli acquisti e stava per tornare a casa, quando improvvisamente una donna ha attirato la sua attenzione. L’ha guardata fisso, fermo con la borsa in mano. – Non può essere, – ha borbottato.

Ehi, caro, ti racconto un po della vita di Alessio, perché la storia è un vero giro di montagne russe, tipica di noi italiani.

Alessio è tornato a far visita ai genitori a Borgo San Lorenzo. La mamma gli ha dato una grande borsa e gli ha chiesto di andare al mercato a comprare le provviste. «Ancora della salsiccia fatta in casa!» ha gridato, «sul bancone è sempre fresca!» Alessio ha annuito, ha salutato e ha preso la strada.

Ha comprato quasi tutto, stava per rientrare quando ha notato una donna che lo ha fatto fermare di colpo, con la borsa ancora stretta in mano. «Non può essere vero», ha borbottato sotto voce.

Quella donna era Ginevra, una bellezza mozzafiato. Non è il tipo di donna che ti fa perdere la testa per il suo aspetto: è il suo modo di essere, il suo fascino che ti fa desiderare solo di stare accanto a lei. Aveva i capelli biondi lisci raccolti in uno chignon, mani gentili, voce dolce e occhi azzurri che ti scrutavano con tenerezza. Saprebbe ascoltare, confortare, e anche se non dava consigli in un momento difficile, un semplice sospiro suo bastava a far sentire meglio chiunque fosse vicino.

Alessio e Ginevra avevano due anni di differenza e crescevano nello stesso cortile. Da bambini quelletà sembrava una distanza enorme, ma il tempo è volato. Un giorno Alessio, senza accorgersi, ha scoperto che la sua adorata Ginevra si era sposata. «Come è possibile? Quando è successo?» ha chiesto, sconvolto. La nonna, con una risata, gli ha risposto: «Che ti aspettavi? Intorno a lei cerano sempre i ragazzi. È buona danimo e divertente. Ora devi cercare una sposa, ma più attentamente.»

Alessio, però, ha risposto: «Di una come lei non ce ne sono» e ha sospirato. Ha iniziato a frequentare le serate di ballo, a conoscere ragazze, ma nulla gli sembrava giusto. A un matrimonio di un amico ha incontrato Vittoria, una ragazza energica, decisa e colorata, la migliore amica della sposa. Prima che potesse dire altro, Vittoria lo ha preso come partner per il ballo e, tra risate e spumante, la serata è diventata un vortice di divertimento.

Il mattino dopo Alessio si è svegliato tra le braccia di Vittoria, a casa sua. Non ricordava più molto della notte, e i loro amici sono arrivati subito dopo, facendo battute sul futuro matrimonio. Alessio ha accettato di stare da Vittoria per una notte, poi per una settimana intera. Vittoria, impaziente, ha spinto per la registrazione al Comune.

«Voglio sposarmi con te, Alessio! Credimi o no, è amore a prima vista!» ha dichiarato. La franchezza di Vittoria lo ha attratto e allo stesso tempo intimorito. Non aveva immaginato che il suo amore potesse essere così improvviso, ma Vittoria è rimasta incinta e si sono sposati.

Il matrimonio non è stato un gran finale. Vittoria era studentessa e i suoi genitori non hanno approvato una cerimonia affrettata, così come facevano i genitori di Alessio. Presto hanno capito che non erano fatti luno per laltro. Dopo pochi mesi, la loro convivenza è diventata insopportabile: il carattere rigido e autoritario di Vittoria non lasciava ad Alessio spazio per crescere come capo di famiglia. Alessio è scappato verso la città più grande, ha trovato lavoro in un dormitorio e, poco dopo, i due si sono separati.

Alessio ha preso la figlia di Vittoria, ha pagato regolarmente gli alimenti e ha continuato a farle visita nei weekend, quando poteva tornare al suo piccolo paese. Dopo quattro anni, si è risposato con una donna più tranquilla, paziente e riservata. Lei aveva un figlio di un precedente matrimonio, Valentina, che in qualche modo ricordava Ginevra, ma era comunque diversa. Alessio non smetteva di pensare che nessuna donna potesse superare lideale che aveva in Ginevra.

Quando la madre chiedeva di come andasse la sua vita con la nuova famiglia, Alessio rispondeva: «Tutto bene, mamma» e la madre, un po malinconica, ribatteva: «Davvero tutto bene? Ti ricordi ancora di Ginevra?». Alessio, un po a disagio, rispondeva: «Che cè da ricordare? Non abbiamo avuto molto, solo». La madre gli rimproverava: «Lamicizia è una cosa, lamore è unaltra. Non ti illudere, figlio, vivi il presente e apprezza quello che hai.»

Il rapporto con la seconda moglie non è stato più felice: sembrava tutto senza scintilla, solo una convivenza di comodo. Dopo dieci anni di matrimonio, Valentina ha chiesto il divorzio. Alessio, senza più forze, ha firmato i documenti, ricordandosi di aver aiutato il figlio di Valentina a mettersi in piedi. Ha mantenuto i contatti sia con il figlio, Marco, che con la figlia di Vittoria, Olivia.

Un giorno, di nuovo in visita ai genitori, Alessio ha preso la borsa e si è diretto al mercato. «Ancora della salsiccia casereccia!», ha richiamato la mamma. Dopo aver comprato quasi tutto, è tornato indietro quando ha incrociato una donna che lha fermato di colpo: era proprio Ginevra!

Il cuore gli ha saltato un battito. «Ciao, Ginevra», le ha sussurrato, «perché sei vestita di nero?». Lei, con un sorriso spento, ha risposto: «Ciao, Alessio. Ho seppellito mio marito è passato già otto mesi, ma non riesco a togliere questo abito nero, è troppo pesante.»

Alessio le ha proposto di andare insieme, dato che le loro case erano vicine, ma Ginevra ha detto di abitare dallaltro lato della città, in un quartiere nuovo. Lui ha offerto di accompagnarla e di chiacchierare. Il suo sguardo dolce ha convinto Ginevra a fare un passo.

Ha scoperto che Ginevra vive con la figlia, una studentessa universitaria. Dopo quellincontro, Alessio si sente di nuovo innamorato, temendo solo di perderla. Dopo due settimane, è tornato da sua madre e le ha detto: «Mamma, voglio sposare Ginevra. Cosa ne pensi, accetterà?»

La madre, vedendo la serietà del figlio, gli ha risposto con tono deciso: «Siediti, mangia il tuo minestrone, poi ne parleremo. Non sembri più quel ragazzo spensierato, ma la vita è così. Se ti è capitato di sbagliare, prova ancora la felicità. Vai da Ginevra, ma sii paziente, non forzarla.»

Alessio ha chiamato Ginevra, chiedendo di incontrarsi al parco centrale. Lei, capendo le intenzioni, è venuta. Quando lui, emozionato, le porgeva dei fiori e parlava della sua solitudine degli ultimi due anni, Ginevra lo ha interrotto: «Alessio, capisco tutto, ma è strano che improvvisamente decidi»

Alessio, pallido, ha cercato di spiegare a bassa voce: «Ascoltami, per favore. Se non ti dico tutto adesso, non capirai.»

Ginevra si è fermata, ha preso posto su una panchina e ha iniziato a raccontare: «Da giovane, per stupidità, ti ho perso. Non sapevo come parlare con te, era troppo presto. Ma ti ho sempre amato, solo te.»

Ha continuato: «La prima moglie è stata solo un tentativo di dimenticarti, niente è cambiato. La seconda non ha sopportato il mio modo di fare, non cera amore. Ho sempre confrontato tutte le donne con te, perché tu sei lunica che conta. Sei la migliore, non solo per me, ma per tutti.»

Alessio, toccato, ha ascoltato il silenzio. Ginevra ha poi detto: «Se non ti avessi conosciuto da bambini, non ti crederei. Ma sei sempre stato gentile, sensibile, timido.»

«Cosa significa?» ha chiesto Alessio, guardando i suoi piedi.

«Significa che ho bisogno di tempo, è tutto», ha risposto Ginevra, sospirando. «Ti aspetterò, quanto? Non lo so, è ancora presto, ma grazie per farmi sentire ancora voluta.»

Alessio ha chiesto se sarebbero stati insieme, anche solo come amici, e Ginevra ha risposto onestamente: «Non voglio affrettare le cose, dammi solo un po di tempo.»

Dopo quel pomeriggio, Alessio è tornato in provincia per lavoro, ma non ha smesso di pensare a Ginevra. Ogni fine settimana le portava regali, dolci e una gabbia per il suo gatto, Loredana. Ginevra, imbarazzata per le visite così frequenti, gli ha detto: «Non incontriamoci davanti a casa, i vicini parleranno. Aspetta un anno, per favore.»

Alessio ha risposto: «Come vuoi, voglio solo vederti. Vieni a casa mia, ti presento il mio gatto, è una bellezza. Ho due settimane di vacanza, i miei genitori sono in una spa, devo solo nutrire il gatto e sistemare i lavori di ristrutturazione.»

Quella sera Ginevra non è tornata a casa, è rimasta da Alessio. Quando i genitori di Alessio sono tornati, hanno notato il cambiamento: il corridoio era sistemato, cera musica leggera, fiori nei vasi. La madre, curiosa, ha chiesto: «Allora, come va?»

Alessio, con tono fiero, ha risposto: «Mamma, viviamo con Ginevra, tutto è bello.» Il padre ha riso: «Allora è bello che tuo figlio si sia risposato di nuovo.»

La madre ha commentato: «È giusto che lei non voglia ancora registrarsi, ma lasciamo che le cose vadano a loro modo.» Alessio ha concluso: «Limportante è che domani lei si trasferirà da me.»

Il padre ha scherzato: «Bravo, Alessio, sei sempre stato prudente, il tuo cappotto è al posto giusto.» La madre ha alzato le spalle: «Lui ti vuole bene da tanto tempo.»

Il giorno dopo, Ginevra e Alessio hanno pranzato con le rispettive famiglie, un incontro di tipo benedizione di genitori. Da allora sono passati decenni. Alessio e Ginevra sono ancora insieme, con rispetto e tenerezza, come se non avessero mai vissuto quegli anni di separazione. Non hanno figli, ma nipoti e amici li adorano. Alessio non la chiama più Ginevra, ma Ginevriò, con affetto.

Sembrano non invecchiare mai, Ginevra frequenta la chiesa, accende candele, prega e ringrazia Dio per la sua vita: «Ho perso un marito non buono, ma Dio mi ha mandato una persona degna, luomo che conoscevo fin da piccolo così è la vita.»

Ecco, amico, questa è la saga di Alessio, di amori, di errori, ma soprattutto di una seconda possibilità che ha davvero funzionato. Un abbraccio!

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Luca è tornato a casa dei genitori per una visita. Ha preso dalla mamma una grande borsa e si è messo in cammino verso il mercato per fare la spesa. – Compra anche le salsicce fatte in casa! – ha gridato la mamma. – Sono sempre freschissime al mercato! – Va bene, mamma! – ha risposto, uscendo in strada… Luca ha quasi finito gli acquisti e stava per tornare a casa, quando improvvisamente una donna ha attirato la sua attenzione. L’ha guardata fisso, fermo con la borsa in mano. – Non può essere, – ha borbottato.
È colpa vostra se non ho una famiglia!” urlò la nipote, prendendosi l’appartamento