Essere con un parassita scende al di sotto della mia dignità: non si può convivere con tali persone né permettere loro di moltiplicarsi; con orgoglio la donna mi ha risposto alla mia proposta.

Essere con un mezzoguadagnatore è al di sotto del mio valore. Con gente così non si può vivere, né tanto meno lasciarli proliferare. Con orgoglio mi ha risposto la donna a cui avevo appena avanzato la proposta.

Ma sei una donna, è il tuo ruolo, è nella natura stessa. Tu sei la custode del focolare. e lei ha replicato Tu devi essere il procuratore, ma ahimè, sei un mezzoguadagnatore. Perciò con persone così non si può convivere, non si può lasciare che si moltiplichino.

Cosa intendi? Propongo una relazione adulta normale.
No, Michele. Stai proponendo una vita troppo comoda per te.
Ma sei una donna. La vita domestica è naturale.
Allora dove sei il procuratore? O il patriarcato è diventato 5050 anche qui?

A quel punto mi è quasi ronzato nelle orecchie. È una cosa, quando una donna rifiuta con calma, senza crisi o umiliazioni, semplicemente perché non cè chimica. È ben diversa la sensazione quando ti guarda come se fossi un ragazzino di cinquantanni, un imbroglione di poco spessore che ha tentato un piano lowcost e è stato beccato alla grande. E la parte più fastidiosa non è stato il rifiuto, ma il disprezzo con cui lha detto, come se 5050 fosse una diagnosi, unetichetta, una scusa per non solo bandire la relazione, ma quasi per darmi una pulizia postappuntamento.

Mi chiamo Michele, ho 54 anni, ho divorziato, una figlia adulta, gli alimenti sono finiti da tempo, lex moglie vive da sola e, a quanto pare, se la cava bene, considerando quanti anni ho sopportato da solo tutti quegli obblighi familiari: ristrutturazioni, mutui, vacanze, liti, acquisti, chalet, frigoriferi, lavatrici e tutta la frullatrice domestica che trasforma luomo in un semplice porta, paga, aggiusta. Dopo il divorzio ho deciso, con una determinazione da ferro: il secondo giro su quel parco giochi chiamato luomo che deve è fuori menu. Non per avarizia, ma perché sono stanco di fare lATM con le zampe.

Ho conosciuto Livia su un sito di incontri. Ha 49 anni, è curata, tranquilla, ha un buon impiego, senza le solite crisi da excavalli o uomini abusivi che ormai le donne sopra i quarantanni citano a memoria. Abbiamo scambiato messaggi per tre settimane, poi ci siamo sentiti al telefono, ci siamo incontrati un paio di volte, abbiamo preso un caffè, fatto due passeggiate, e mi sembrava di aver trovato finalmente una persona adulta e ragionevole, che capisce che a questetà le relazioni non sono più principi su cavalli bianco, ma comfort, serenità e convivenza mutuamente vantaggiosa.

Fin da subito ho messo le carte in tavola. A 54 anni, le sorprese romantiche non sono più il mio sport. Gli ho detto chiaro e tondo: ho bisogno di una relazione tranquilla, senza drammi, senza richieste di dimostra amore, senza che la tua mano si infiltri nel mio portafoglio per finanziare una seconda giovinezza. Ho già pagato il conto. Basta.

Livia ascoltava serena, annuiva, accettava qualche punto, e io mi rilassavo. Finalmente, una donna matura che vede la coppia come partnership, non come ricerca di uno sponsor. Una sera, seduti a casa sua, sorseggiando un calice di Chianti, la conversazione è slittata spontaneamente verso la convivenza.

Livia ha un grande appartamento di tre locali in un quartiere bene, io ho un monolocale. E, nella più logica delle mie idee, ho proposto quello che mi sembrava ideale per due adulti.

Ascolta, ho pensato: potremmo abitare da te, io affitto il mio monolocale. ho detto.
E poi? ha chiesto.

I soldi dellaffitto vanno al budget comune per la spesa. Le bollette le dividiamo a metà. La spesa o ciascuno per sé, o ci mettiamo tutti. Tutto onesto.

Ecco, per la prima volta, ho notato un cambiamento nel suo volto. Non è stato un brusco mutamento, né una scenografia, ma quel caldo interesse nei suoi occhi è svanito, sostituito da qualcosaltro.

Ha posato il bicchiere sul tavolo e ha chiesto:

Quindi mi proponi di vivere nel mio appartamento, gestire la casa e poi dividere le spese?

Non ho capito da dove venisse quella reazione.

Ma che cè di strano? Siamo adulti.

Ed è arrivata una frase che mi ha colpito come una scintilla.

Essere con un mezzoguadagnatore è al di sotto del mio valore.

Ho pensato di aver sentito male.

Cosa? ho chiesto.

Livia mi ha guardato con una calma glaciale.

In senso letterale, Michele. Ho già vissuto con persone come te.

Quel persone come te è stato particolarmente tagliente, come se esistesse una categoria a parte di uomini difettosi, economici, scomodi.

Mi sono irritato.

Propongo una relazione adulta normale.

Lei ha sorriso.

No. Tu proponi una vita troppo comoda per te.

A questo punto ho cominciato a rimuginare. Non capivo quale fosse il problema. Non le chiedevvo di mantenermi, né di comprarmi auto, né di pagare i miei mutui o di nutrirmi gratis. Era solo uno schema onesto, adulto.

Ma Livia sembrava vedere le cose diversamente.

Vuoi vivere nella tua casa, affittare la mia e vivere con quei soldi. E la gestione domestica diventa automaticamente la mia.

Ho risposto subito:

Ma sei una donna, è naturale.

E lei mi ha guardato come se davanti a lei non fosse un uomo, ma un insetto che chiacchiera.

Cosa è naturale? ha replicato La donna è custode del focolare. Ha riso, ma non era una risata allegra, era fredda.

Quindi devo cucinare, lavare, pulire, creare latmosfera, e tu starai lì a esistere?

Questa distorsione mi ha fatto arrabbiare.

Perché esistere? Anchio contribuisco.

Dove?

Nelle bollette, nella spesa

Lei ha interrotto:

E la casa di chi? La tua. E la gestione domestica di chi? Ho cominciato a innervosirmi:

Stai esagerando. Donnacustode del focolare!

E allora è arrivata la frase che ancora oggi mi ronza in testa.

Tu devi essere il procuratore, Michele. Ma ahimè, sei un mezzoguadagnatore. Perciò con persone così non si può convivere.

Sono rimasto immobile.

Che vuole dire? ho chiesto.

Ha bevuto un sorso di vino e, con calma, ha concluso:

Non si può permettere che si moltiplichino.

Il mio viso si è acceso. Cinquantquattro anni. Un uomo adulto.

Ero seduto in un appartamento altrui, ascoltando una donna di quasi cinquantanni parlare del fatto che non posso moltiplicarmi perché non voglio sostenerla completamente.

Allora non ho più retto.

Quindi ti serve uno sponsor?

Lei ha alzato le spalle.

No. Ho bisogno di un uomo.

E io?

Sei un tipo che vuole sistemarsi più comodamente.

Questa frase mi ha colpito più di tutte le altre, perché credevo davvero di proporre un modello di relazione equilibrato, senza sbilanciamenti, senza che luomo dovesse portare tutto da solo. Ma più parlava, più percepivo nei suoi occhi la perdita totale di rispetto. Non era il rifiuto, non era la discussione. Era la mancanza di rispetto.

Prima, le donne almeno fingevano di apprezzare lonestà delluomo. Oggi, se non sei pronto a gravarti di tutto, vieni subito etichettato come scarso, sfuttatore o mezzoguadagnatore.

Il più divertente è che Livia guadagna quasi quanto me. Ha un buon lavoro, un figlio adulto, il suo appartamento. Vive bene da sola. Eppure, luomo deve ancora essere il procuratore. Luguaglianza è completa fino al momento in cui bisogna pagare le bollette.

Sono uscito da lì furioso, senza neanche salutare bene, ho preso la giacca e sono andato via. Per tutta la strada verso casa, mi gira in testa il suo non si può permettere che si moltiplichino. Come se fossi spazzatura genetica. Poi, già a notte fonda, ho pensato: forse non era il 5050 a colpirla, ma il fatto che avevo già fissato i ruoli.

Lei la casa.
Io aiuto.

Le donne si sono ingrassate, cercano solo soldi, vogliono sponsor. Ma, a cinquanta, si sa bene chi sta davvero a che punto del conto.

La cosa più irritante è che non ha nemmeno provato a trattenermi. Nessuna telefonata, nessun messaggio, nessuna spiegazione. Ha semplicemente messo la diagnosi e ha proseguito la sua vita.

E ancora a volte mi chiedo: è davvero impossibile proporre un rapporto adulto senza essere subito etichettati come il sfuttatore?

**Analisi psicologica**
In questa vicenda si confrontano due modelli di relazione. Luomo vede la sua proposta 5050 come giusta e razionale, stanco di essere il continuo fornitore. Tuttavia, mantiene lattesa tradizionale: i compiti domestici e lassistenza emotiva rimangono a carico della donna. La donna capisce subito il conflitto. Il suo disagio non è tanto la divisione dei costi, ma la disuguaglianza dei ruoli: lui offre parità finanziaria, ma non condivide il focolare. Il termine mezzoguadagnatore è unetichetta emotiva che nasconde la paura di tornare in una relazione in cui la donna finisce per dare più di quanto luomo riconosca. Luomo reagisce con rabbia perché percepisce il rifiuto come una svalutazione del suo ruolo maschile e della sua esperienza di vita.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

two × 4 =

Essere con un parassita scende al di sotto della mia dignità: non si può convivere con tali persone né permettere loro di moltiplicarsi; con orgoglio la donna mi ha risposto alla mia proposta.
Come ho fatto sfigurare mia suocera davanti a tutti: ancora oggi se lo ricorda, anche dopo tanti anni!