Va bene, non ti cacceremo di casa per le feste. Prepara tre camere: le mie sorelle e la nipote resteranno a dormire. Io passerò la notte in cucina.
Signora Grazia Vescovi, non importa che io sia lunica proprietaria di questa abitazione, ho anche i documenti che lo attestano. Non provate nemmeno a entrare, vi porteranno via con la polizia.
Oggi, dopo il turno, Valentina doveva fermarsi al centro commerciale di Milano. Tra due settimane sarebbe stato Capodanno. Laveva invitata a casa sua la vecchia amica Eleonora.
Valentina sapeva che anche a quella serata si sarebbe radunata una grande compagnia: la figlia della padrona di casa con marito e figli, la sorella, la nipotestudentessa.
Era solita andare a trovare Eleonora e conosceva tutti. Perciò voleva già acquistare i regali in anticipo.
Scegliere i doni era una sua dote, ma donarli lo rendeva felice. Immaginava già il piacere di passeggiare tra le corsie illuminate da ghirlande, osservare i commessi avvolgere gli acquisti in carta luccicante.
Il suo umore si rovinò non appena uscì in strada: al parcheggio, accanto alla sua auto, la aspettava Rita, sorella del suo ex marito.
Ciao, Val! salutò Rita. Che freddo, sto quasi congelata.
Buongiorno, Rita. Non ti aspettavo qui.
Perché no? Siamo parenti, dopotutto per ventanni lo siamo stati.
Fortunatamente non lo siamo più rispose Valentina, pronta ad aprire lo sportello.
Ma Rita la fermò.
Ascolta, Val, ho una richiesta. Non è solo mia, è di tutta la famiglia.
Di quale famiglia parli? Da un anno non ho più rapporti con la tua. Non voglio ascoltare altre domande replicò Valentina.
No, ascolta solo. Non so come tu e Michele abbiate diviso i beni, ma tua madre crede ancora che la casa in cui vivi appartenga alla nostra famiglia.
Lavete comprata insieme a Michele, e lui lha sistemata per dieci anni. Qui tutta la famiglia si riuniva a Capodanno e a Pasqua. E adesso?
Mia madre voleva per il suo compleanno di maggio radunare tutti nella casa, mettere la tavola sul terrazzo, come al solito. Tu ci hai chiuso fuori, sei sparita.
Non capisco perché mi stai raccontando tutto questo disse Valentina. Sono partita a trovare unamica, ho deciso di andare via. Scusa, ho dimenticato di chiedere il permesso.
E dimentica le nostre cene familiari in casa mia. Quando Michele ed io ci siamo separati, abbiamo deciso così: lappartamento, lauto e il garage a lui, la casa a me. È tutto ufficiale. Quindi potete riunirvi da Michele. Tutto.
Val, mia madre ha chiesto di poter ospitare gli invitati il 31 dicembre, come una volta. Verrà molta gente, non sapremo dove sistemare tutti disse Rita.
Grazia Vescovi rispose Valentina, sorpresa non posso crederci! Dopo ventanni di pretese, ora chiede. Dille che non sono daccordo e che la famiglia dovrà prenotare gli alberghi.
Valentina salì in auto. Non le rimaneva più voglia di andare a comprare regali. Domani li prenderò, pensò, e tornò a casa.
Con Michele aveva vissuto quasi ventanni. La casa di cui parlava Rita era stata comprata dieci anni prima.
Un anno prima, il marito aveva dichiarato che a quarantacinque anni la vita non finisce e che avrebbe costruito il suo futuro con una giovane segretaria attraente.
Valentina non lo trattenne, ma non si sminuì. Conservò la casa e i risparmi familiari; Michele ricevette un appartamento bilocale, una Fiat Tipo e il garage.
Poiché rimaneva la figliastudentessa, Michele non pretendéva più il conto comune.
Qualche giorno prima, Lisa le telefonò: avrebbe trascorso il Capodanno al dormitorio universitario.
Mamma, non ti offenderai? Tornerò a casa per le vacanze.
Allora Valentina accettò linvito di Eleonora. Con quella compagnia non si sarebbe annoiata.
Conoscendo Rita, capì che non era ancora finita: non lavrebbero lasciata in pace, e non sbagliò.
Quella stessa sera, la ex suocera la chiamò:
Valentina, non stai prendendo troppi rischi? Hai usurpato la casa di Michele e ora credi che nessuno ti possa fermare?
Allora sentite: Questanno Capodanno lo festeggeremo tutti nella nostra casa! Quella dove mio figlio ti ha gentilmente lasciato stare. Capito?
Va bene, non ti cacceremo per le feste. Prepara tre camere: le mie sorelle e la nipote dormiranno; io passerò la notte in cucina.
Grazia Vescovi, non importa che io sia lunica proprietaria, ho i titoli. Non provate ad entrare o vi porterà via la polizia.
Vedremo chi vi farà uscire! Preparate le stanze, noi portiamo il cibo, così non dovrai cucinare. E non opporre resistenza, perché ricorderai questo Capodanno per tutta la vita!
A mio avviso, questanno la madre di Michele è diventata una bestia, pensò Valentina.
Grazia Vescovi non era mai stata una pacifista, ma la sua prestazione colpì lex nuora. Sperava davvero che Valentina si spaventasse e obbedisse ai suoi ordini?
Un tempo Valentina era considerata la migliore nuora; le altre due avevano accettato il ruolo autoritario della suocera.
Ora, dopo la separazione da Michele, le parole della suocera provocarono solo stupore in Valentina: cosa volevano ottenere?
Intanto, nella casa di Grazia Vescovi si tramava un piano.
Rita, tu e Alessandro vi occuperete della spesa. Comprate tutto in anticipo, preparo la cena del 31 e del 1° gennaio.
Ci occuperemo di insalate e di piatti freddi. Silvana e Olivia si occuperanno delle insalate. Metteremo tutto in contenitori, i piatti li prenderemo da Valentina: so che le rimangono due servizi da tavola. Quando Michele si è trasferito, non ha portato i piatti.
Mamma, se Valentina si rifiuta di farci entrare? chiese Rita.
Che provi a chiuderci fuori! Siamo in dodici, tutta la famiglia. Vedrai che non potrà farcela!
Il 31 dicembre, alle nove di sera, tre auto si fermarono davanti alla casa numero quattordici in Via Est, a Napoli.
Strano commentò Alessandro, il marito di Rita le luci non sono accese. Forse Valentina non è a casa?
Dovè? È a casa. E Lidia è arrivata anche lei. Si stanno nascondendo, ci stanno sfuggendo rise Grazia Vescovi. Suonate.
Nessuno rispose al campanello, né venne aperta la porta.
Aspettate, ho le chiavi disse Grazia Vescovi. Ho preso la chiave per caso, così Valentina non potrà farci entrare.
Sfiancarono il portone e lintera comitiva si infilò nel cortile.
Aspettate, apro subito la porta di casa. Accendete le luci e portate tutto in cucina, prepariamo subito la tavola. Valentina, se vuole, può nascondersi; non la inviteremo nemmeno al tavolo.
Dopo venti minuti, un frastuono si levò dal corridoio.
Ecco la padrona di casa disse Alessandro.
Ma non era la padrona.
Valentina, nel frattempo, aiutava Eleonora a apparecchiare: gli ospiti avrebbero dovuto arrivare a ogni minuto. Improvvisamente il suo telefono squillò.
Signora Valentina Bianchi? Lallarme della sua casa è scattato, è arrivata la pattuglia.
Ci sono dodici persone, affermano di essere vostri parenti e di essere qui con il vostro permesso.
Non ho dato a nessuno il permesso di entrare. Probabilmente sono i parenti del mio ex marito, non li ho invitati. Sono entrati di loro spontaneamente.
Farà una denuncia?
Certo. Ma adesso non sono in città, tornerò dopodomani.
Gli ospiti non invitati furono condotti al comando di polizia, dove trascorsero qualche ora. Quando arrivarono alla casa di Grazia Vescovi, le insalate avevano già iniziato a colare e il cibo caldo si era raffreddato.
Al ritorno a casa, Valentina ricevette una chiamata dal suo ex marito, che le chiedeva di ritirare la denuncia.
Val, pensavi di cambiare la serratura, vero? chiese.
Non lho cambiata, perché rovinare le porte? Ho messo il nuovo, lo uso. rispose.
Perché, quando sei partita, hai chiuso con il vecchio?
Sapevo che tua madre non si sarebbe calmata e sarebbe venuta con i suoi ospiti spiegò Valentina. Non volevo che gli ospiti indesiderati rovinassero la porta.
Quindi hai intenzionalmente chiuso con la vecchia serratura, da cui tua madre aveva la chiave, e hai attivato lallarme? Li hai provocati! replicò Michele.
I tuoi parenti avrebbero potuto festeggiare a casa loro, ma hanno scelto di venire qui e ora la polizia li ha fermati. Non è colpa mia.
Perché non hai avvertito Rita del nuovo allarme? domandò Michele.
Non dovevo? Cè un cartello sul portone: Protetto dalla polizia. Tutti sanno leggere.
Allora dì a tua madre, a Rita, ad Alessandro e a tutti gli altri che non li aspetterò più a casa mia concluse Valentina.
Prenderò la denuncia questa volta, ma non succederà più. Rispetteremo la legge con rigore
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