Ma con chi è tuo marito in questa foto? si stupì la mia amica. Sei sicura che sia davvero il mio Andrea?
Non ho mai sopportato quando Andrea partiva per settimane intere. Quando abbiamo deciso di sposarci, sognavamo una vita insieme, senza mai separarci. Poi però è arrivata quella proposta di lavoro: turni lunghi, pagati molto bene, così non si è tirato indietro. Ricordo ancora i suoi occhi scintillanti quando è tornato a casa con la notizia: Marti, pensa solo a quanti euro ci ritroveremo presto! In pochi anni avremmo avuto abbastanza per comprare la casetta dei nostri sogni, magari con un giardino e chissà, anche dei bimbi. Avrei voluto convincerlo a lasciar perdere, ma Andrea aveva già deciso.
Solo due o tre anni, Martina! Poi quella villa col pergolato che tanto vuoi sarà nostra. I bambini potranno giocare fuori, tu ti rilasserai tra le rose Il tempo volerà, vedrai. Quante argomentazioni ho provato, invano. Andrea era irremovibile, così alla fine ho acconsentito. Ventigiorni lontani, dieci a casa e pure quegli scampoli di tempo coincidevano con i miei turni a lavoro.
Se vuoi puoi licenziarti, mi ripeteva lui, così questi dieci giorni li passeremmo insieme, ventiquattro ore su ventiquattro. Mi manchi da morire, Marti però penso a quando finirà questa separazione e mi sento meglio.
Sei matto ribattevo spesso a casa sola impazzirei! Anzi, vedi piuttosto di liberarti tu di questo lavoro.
Finalmente, una sera Andrea è tornato a casa e mi ha annunciato che ormai avevamo messo da parte abbastanza. Ancora un paio di trasferte e avrebbe mollato tutto. Ci saremmo messi a cercare la nostra casa! Ero al settimo cielo, sembrava di volare. Dopo la sua partenza, ogni giorno cancellavo sul calendario le date che mi separavano dalla libertà dalla fine di quella nemica, come ormai chiamavo il suo lavoro.
Una sera dautunno, dentro la mia poltrona preferita, mi ero immersa sul portatile a guardare foto di case rustiche in Toscana e Lombardia, fantasticavo a occhi aperti immaginando il nostro futuro nido. Avevo letto che per ottenere qualcosa, bisogna prima sognarlo, visualizzarlo nitidamente; allora cercavo la nostra casa ideale in ogni dettaglio: due piani, legno scuro, balconcino per respirare laria fresca della campagna toscana E proprio allora trovai limmagine perfetta: una villa in legno con ampie vetrate che si affacciavano sul bosco.
La foto era pubblicata in un gruppo Facebook locale al quale mi ero iscritta da poco. Mi incuriosii così tanto che andai a vedere il profilo della proprietaria della foto: una ragazza bionda e abbronzata. Ma, con mio sgomento, ecco tra i suoi album comparire delle foto di Andrea! Lì, sdraiato su un lettino a bordo piscina con un cocktail in mano. Lì, che saluta dal balcone del secondo piano. E sotto ogni foto il commento: Il mio amore. Ed ecco la doccia fredda: Andrea con lei, la bionda, su una spiaggia dal mare trasparente. Sotto cera scritto: La nostra luna di miele. Una scossa mi attraversò tutta, mi sentivo soffocare. Richiusi il portatile, camminai avanti e indietro per casa, poi presi coraggio e chiamai la mia amica dinfanzia, Chiara. Senza di lei, a questora sarei già crollata: a volte mi invitava a vedere un film, altre mi tirava subito fuori di casa; anche io le davo una mano quando potevo, visto che viveva con la nonna bisognosa. Ora lavevo davvero bisogno.
Finisco di sistemare la nonna e arrivo, mi promise. Quei quaranta minuti sembravano non passare mai.
Ogni due per tre buttavo locchio sul portatile: e se mi fossi sbagliata? Forse non era Andrea
Dai, cosè successo? Chiara non appena entrò iniziò a parlare a raffica. Tutto bene? Allora forza, sfogati.
Guarda qui.
Con la mano indicai il portatile, posando la fronte sulle dita.
Ma chi è questa con tuo marito? Una parente? Chiara inarcò un sopracciglio. Sei sicura sia Andrea?
Non lo so più. Ma lui dovrebbe essere in trasferta, e queste foto sono di ieri!
Passami il computer, Chiara si accomodò, iniziando a scorrere le pagine. Ecco qui, nei commenti chiedono quando si siano sposati e lei risponde che non è importante, che presto ufficializzeranno tutto dopo il divorzio da quel vecchio contratto di matrimonio.
Chiara chiuse il portatile, mani sui fianchi.
Una recita bene il tuo marito perfetto! Forse Andrea ha trovato una con i soldi, oppure si è innamorato sul serio e ora vuole pure cambiare casa e moglie?
Non lo so, Chiara… la cosa peggiore è che non riesco a contattarlo. Diceva di stare in un posto sperduto senza segnale, ma a questo punto era solo una scusa per non rispondermi mentre si godeva la vacanza con lei?
Non piangere, Marti! mi abbracciò forte. Non mi convince per niente questa storia. Se stesse con lei da tempo, perché tornare ogni mese da te? Forse anche lei sè bevuta la storia dei turni Che casino con questi uomini! Meglio da sole, guarda.
Ma noi stavamo bene come ha potuto? E se avessi davvero sbagliato tutto su di lui?
Capiremo solo quando tornerà, cerca di non fasciarti la testa prima del tempo. Forza, tieni duro! Ora torno dalla nonna, ma appena ho novità ti chiamo. Su col morale!
Rimasta sola, iniziai a ripensare a tutti i possibili indizi che mi erano sfuggiti. Andrea sembrava sempre impeccabile, eppure chi vive davvero isolato non ha nessuna possibilità di chiamare o almeno, ogni tanto, scrivere una lettera? Io glielavevo chiesto più volte. “Ti racconterò tutto di persona”, mi ripeteva. E poi mai un regalo, solo fiori comprati al chiosco allangolo. Perché? Avrebbe potuto portarmi almeno qualcosa, qualunque cosa.
Quella notte non chiusi occhio e il mattino dopo, finito il lavoro, decisi di andare dalla suocera. Comprai una torta e feci suonare il campanello, con un nodo allo stomaco.
Martina, che sorpresa! mi accolse la signora Rita con un sorriso affettuoso Se sapessi, avrei preparato una crostata!
Ho portato io il dolce, signora! Resto poco, non voglio disturbarla.
Non diciamo sciocchezze! Raccontami, come stai?
Non trovai il coraggio di chiederle nulla sul presunto tradimento. Ero troppo preoccupata per la sua salute fragile.
Rita, mi manca tanto Andrea. Se solo avessimo almeno un po di notizie da lassù…
Lei sospirò:
Anchio vorrei sentire mio figlio più spesso. Fortunatamente, ha detto che tra poco smette. Non vedo lora di avere dei nipotini con questo lavoro non se ne parla nemmeno.
Cambiai discorso per non intristirla. Poi lei si illuminò:
Aspetta, è ora che tu veda lalbum dinfanzia di Andrea! Lho appena ritrovato.
Mi mostrò le foto e da una pagina cadde una vecchia immagine di due bambini sorridenti.
Chi è laltro? chiesi.
Era il fratellino di Andrea. Una gemellanza sfortunata, purtroppo. Il piccolo non ce lha fatta a sopravvivere. Non abbiamo mai detto niente ad Andrea, volevamo proteggerlo
Quindi potrebbe essere successo uno scambio? le chiesi scherzando per sdrammatizzare, anche se dentro di me cresceva la speranza che nella foto non fosse mio marito.
La sera ripensai a tutto, ma appena vidi il maglione di lana a rombi che avevo regalato ad Andrea proprio quello indossato nella foto con la bionda tutte le illusioni svanirono. Lui mi aveva tradita.
Mi assalì la voglia di scrivere alla bionda e dirle tutto, lasciarle il campo libero; lasciare che Andrea venga a prendersi le sue cose e chiudere questa triste commedia…
Raccontai la mia idea a Chiara il giorno dopo.
Scrivile, Marti, perché no? Come dice mia nonna: Peggio di così non può andare.
Mentre mi aggiravo per lufficio, la collega Elena mi interruppe:
Martina, ma la casa la cercate ancora? Conosco gente che vende una villa bellissima, affare vero!
Avrei voluto piangere. Siamo passati dal progettare una famiglia a dover lasciare tutto.
Quella sera, facendomi coraggio, mandai un messaggio alla bionda: Andrea è mio marito. Sono pronta a concedergli il divorzio. Non cè motivo di attendere la fine del turno.
Risposta secca e glaciale: Siamo felici che tu abbia capito. Non serbare rancore: ognuno merita la felicità. Andrea passerà a riprendersi le sue cose quando sarà il momento.
Chiusi il computer e mi abbandonai sul divano, svuotata.
La mattina seguente andai in Comune a firmare per il divorzio. Durante il fine settimana iniziai a raccogliere tutte le cose di Andrea. Ogni sussulto, ogni oggetto che mi ricordava i suoi occhi, mi lacerava il cuore, ma ormai era tutto deciso.
Assaporai la malinconia della città coperta di neve dalla finestra. Quella vista mi riportò al primo inverno insieme, quando, camminando mano nella mano sotto la neve, Andrea mi aveva detto: Spero che non sia lultima volta che ci vediamo.
A lavoro non passò molto prima che la notizia si diffondesse; Elena e la collega Vera non tardarono a offrire commenti. Vera, esperta di mariti infedeli e perdoni, disse:
Ma davvero ti sei fidata di quelle foto online? Adesso con lintelligenza artificiale si fa tutto Fosse stato un altro, chissà!
Rimasi perplessa. Possibile che tutto fosse davvero uninvenzione? Ma anche lo scambio di messaggi con la bionda? Vera sembrava convinta.
Un pensiero mi attraversò la mente: Chiara. Lei, la mia confidente, così brava coi computer… Impossibile, mi dicevo, ma il dubbio restava. Quella sera, mentre sfornavo una torta e mi presentavo da lei, notai qualcosa di strano: si comportava come al solito, ma tutta un tratto vidi sul suo computer delle mie foto ritoccate. Chiesi spiegazioni: Che cosè questo? Nuovo programma per lintelligenza artificiale? domandai.
Chiara arrossì: Era un segreto, Marti, presto avresti scoperto tutto È parte di un progetto che ti volevo mostrare!
Non volli sentire altro, me ne andai furiosa. Ero delusa più che mai: persino la persona di cui mi fidavo di più mi aveva tradita? Che dolore!
Il decimo giorno, a fine della trasferta di Andrea, mi sentivo ancora confusa e sola. Ma una nuova foto apparve sulla pagina della bionda: Andrea incontra i miei! Li vidi insieme, e lo stomaco mi si chiuse di nuovo.
Presa dallo sconforto, chiamai la suocera. Rita era agitata: Vieni subito! Andrea è tornato visibilmente scosso non parla, chissà che gli è successo.
Corsi subito a casa sua. Mi raccontò che Andrea era arrivato ubriaco, uno stato per lui sconosciuto. Quando si riprese, Rita ed io iniziammo a ricostruire la vicenda. Scoprimmo un messaggio che lui aveva ricevuto durante il viaggio, una foto di me, con Federico il collega informatico in atteggiamenti compromettenti. E io con la stessa foto di lui e la bionda. Una montatura!
Avemmo la conferma: tutto era stato architettato da Elena, la collega invidiosa. Il suo obiettivo era separarci per unantica gelosia mai sopita.
Quella notte Andrea ed io restammo a parlare ore. Lacrime, baci, promesse: giurò che avrebbe lasciato quel lavoro subito, anche a costo di prendere meno soldi, e insieme avremmo cominciato davvero la nostra vita insieme.
Qualche sera dopo, Chiara venne da noi: Ho scoperto tutto, Elena ha orchestrato tutto da sola! Ha usato la tua postazione… I nostri informatici se ne sono accorti subito. Voleva dividervi per ripicca, perché da anni è gelosa. Ma non le è riuscita!
La serenità tornò pian piano. Andrea mi abbracciava: Ora basta sacrifici, Marti domani lascio il lavoro e inizio il nuovo. Abbiamo abbastanza per comprare la casa, ce la caveremo!
Dopo qualche giorno, Elena lasciò il lavoro. Nessuno più la vide in città.
Andrea e io riuscimmo a realizzare il nostro sogno: una villetta sulle colline vicino Arezzo, un piccolo giardino, tante promesse per il futuro. Alla festa di inaugurazione Chiara ci regalò un quadro meraviglioso: noi due nella nostra nuova veranda, vestiti come antichi signori toscani.
Questo era il mio famoso regalo segreto peccato per la guancia che mi brucia ancora! ridemmo insieme, dimenticando finalmente tutte le ombre. Mi accorsi che la vera ricchezza è sapere che non tutti gli amici ti tradiranno: alcuni restano accanto a te, qualsiasi tempesta debba attraversare il cuore.







