Tutti contro di noi, ma l’amore è più forte: una studentessa universitaria di Roma vuole sposare un giovane meccanico nonostante l’opposizione dei genitori benestanti

Tutti contro, ma lamore è più forte

Mamma, papà, stasera vengo a casa con Leonardo. Voglio presentarvelo disse a colazione Donatella, che frequentava il secondo anno di università a Firenze.

Ma lui studia con te? chiese la mamma, Simona, mentre il padre, Giuseppe, fissava la figlia con curiosità dietro gli occhiali.

No, mamma… Leo studia al tecnico, fa il meccanico

Donatella, cosa ci fai con uno che va al tecnico? Perché non trovi almeno un medico, o un informatico! sospirò Simona, sistemando i piatti. Tua madre è ragioniera capo, tuo padre è dentista! Noi ti abbiamo dato tutto e… vuoi proprio un ragazzo che passa le giornate a smontare motori e sporcare la tuta?

Adesso devo scappare, sono in ritardo per le lezioni. Grazie mamma per la colazione!

Donatella uscì di corsa dalla cucina, lasciando i genitori immersi nei loro pensieri.

Che ne dici, Beppe? chiese Simona, aggrottando le sopracciglia. È la nostra unica figlia…

Giuseppe strinse le labbra e scrollò le spalle senza parole.

La sera Donatella tornò con Leonardo: alta, occhi verdi sotto riccioli neri, Leonardo stringeva la sua mano con forza, tremando un po dallemozione.

Almeno è bello da vedere pensò la mamma.

Si chiama Leonardo, annunciò Donatella. Leonardo si chinò leggermente.

Buonasera a tutti.

Appena si furono seduti a tavola, Donatella sganciò la notizia:

Mamma, papà Leonardo e io ci sposiamo. Abbiamo già fatto domanda al Comune. Tra poco ci sarà il matrimonio.

Il silenzio cadde sulla stanza, pesante come la nebbia del mattino.

Non stai scherzando, vero Donatella? chiese la madre, tesa.

Non scherzo rispose la figlia con fermezza, mentre Leonardo fissava il tovagliolo.

Ma sei al secondo anno di università! E se rimanessi incinta? Si agitò Simona.

Non sono incinta, mamma, tranquilla.

Leonardo, dove vivrete? E soprattutto… con che soldi? chiese seccamente la madre.

Leonardo si schiarì la voce, impacciato.

Possiamo vivere in casa mia almeno per un po, nella mia stanza. Mio fratello lavora in trasferta e sta per prendersi casa sua

Quante stanze avete?

Tre. Una io, una mio padre, una mia nonna. Mio fratello è via quasi sempre.

Il viso di Simona si fece scuro.

Donatella, hai mai vissuto in una casa con tre generazioni? O vuoi andare in affitto in qualche stanzetta a campo di Marte, con le pareti ammuffite e i vicini che fanno casino tutte le notti?

Mamma, quando mi laureo lavorerò e potremo prendere casa con un mutuo, replicò Donatella.

Simona trattenne la lingua: avrebbe voluto urlare che non avevano idea di cosa fosse una famiglia vera, che erano solo due ragazzi con le nuvole in testa.

Leonardo, e la tua famiglia comè? chiese allora Giuseppe.

Mamma non cè più, è mancata quando avevo dieci anni. Mi ha cresciuto la nonna, perché papà beve spesso ed è muratore… anche mio fratello lavora nelledilizia. La nonna era maestra dasilo, finì lui, provando un sorriso.

Simona pensò che forse la nonna era lunica persona normale di quella casa, ma non disse nulla.

Dopo un attimo, domandò ancora:

I tuoi sanno che vuoi sposare Donatella?

No, volevamo prima dirvelo a voi.

Va bene, ora vai a casa tua e dai la notizia anche a loro. Noi parleremo qui concluse Simona, alzandosi.

Donatella accompagnò Leonardo alla porta.

A casa sua, Leonardo annunciò:

Mi sposo con Donatella.

Il fratello rise sguaiatamente:

A diciannove anni! Fatti un giro in esercito prima! gridò.

Chi è la sposa? Studia? biascicò il padre, con la voce impastata dal vino.

Studia alluniversità.

Insegnerà allora! Magari diventerà ballerina! rise il fratello ancora.

Leonardo si chiuse in camera al buio. Più tardi entrò la nonna, silenziosa come una nuvola che attraversa la cucina.

Leonardino caro, non ascoltare nessuno. Se vi amate, sposatevi. Ti manca tutto, ma sei tenace, e se vuoi una cosa la ottieni. Io sono con te.

Poco dopo il fratello tornò:

E i genitori della tua fidanzata? chiese.

Lui dentista, lei ragioniera capo.

Il fratello quasi fischiò:

Mamma mia, Leo, lasciala perdere. Studia, vai a fare il militare, e poi lavora. Quando avrai qualche euro da parte, allora pensa al matrimonio.

A casa di Donatella la tensione era densa come il caffè nero.

Hai una laurea davanti, Leo no, non avrà letto neppure un libro, esclamò la madre.

Basta mamma, non insultare Leonardo! urlò la figlia.

Il padre intervenne:

Ragazze, tutto sembra più semplice la mattina. Dormiamoci su.

Quella notte nessuno prese sonno. Simona sospirava nel buio, Giuseppe si rigirava nei lenzuoli pensando che forse era solo la prima cotta della figlia.

Donatella fissava la luna che filtrava tra le tende.

Voglio davvero Leonardo Ma non voglio ferire mamma, che è la persona più importante per me. Leonardo è buono, allegro… con lui sto bene. Quando mi prende la mano, mi sembra di volare.

La mattina dopo, Leonardo attendeva Donatella davanti alluniversità. Appena si videro, corsero uno verso laltra e si strinsero stretti, come se il resto del mondo si fosse sgretolato via.

Donatella, ieri tua madre ti ha fatto una scenata? chiese Leo.

Un po, ma papà ci ha separato in tempo. E tu?

Sì Non lhanno presa bene neanche loro.

E adesso? Torniamo al Comune a ritirare la domanda?

Mai! esclamò Leonardo. Ho deciso: vado a lavorare dallamico di mio fratello, in officina. Così guadagno qualche soldo, affittiamo insieme un monolocale, e più avanti chissà, magari le famiglie si rassegnano…

Ma… si fermò Leo.

Ma cosa?

Niente matrimonio in bianco, niente vestito, Donatella Non abbiamo soldi. E so che per tutte è importante sognare labito.

Ma che importa… Facciamo solo la firma, e poi ce la festeggiamo da soli, rispose Donatella, sorridendo.

Tu… sei sicura?

Sono sicura di voler stare con te.

Dio, quanto ti amo, Donatella… Vieni, prendiamoci un caffè e un bombolone, disse, strappandola via con sé.

Donatella e Leonardo si sposarono. Alla fine i genitori cedettero. Il ricevimento fu in una piccola trattoria; la sposa in bianco, lo sposo elegante in cravatta. Che importanza avevano pochi invitati? Erano felici, e sembrava di nuotare tra le nuvole nel cielo destate.

Il padre di Leonardo bevve un po troppo, il fratello era assente, la nonna sorrideva radiosa. Simona aveva ancora il muso duro, ma Giuseppe si dava da fare per rendere la festa allegra.

Tutti erano contro, ma lamore era più forte di tutto.

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