Credete nel destino!
Caterina era una donna daffari di successo, e come spesso accade, la sua vita privata era un po come la pizza senza mozzarella: mancava sempre qualcosa. Il suo calendario era più fitto di quello di un ministro: tra riunioni in ufficio, viaggi di lavoro e qualche rara domenica passata a recuperare sonno, il tempo libero era un miraggio. Organizzata e precisa come una nonna con la dispensa, Caterina aveva sempre un piano per tutto. Trentadue anni, niente marito, niente figli, solo unagenzia di viaggi che le faceva guadagnare bene e una sola amica fidata. I suoi genitori erano venuti a mancare presto (un incidente dauto, purtroppo), così era cresciuta con la nonna, che con la pensione faceva miracoli per darle il meglio, anche se non navigavano nelloro (Caterina sognava fin da piccola di diventare ricca e coccolare la sua cara nonna). E così fu: liceo, università, laurea con lode e un business che decollava come un Frecciarossa. A ventisette anni si comprò un appartamento a Milano, a trenta una Fiat nuova fiammante. Non dimenticava mai la nonna: medicine costose, vestiti eleganti, qualche panettone di lusso. La nonna se ne andò quando Caterina aveva trentuno anni, lasciandola sola come un caffè senza zucchero. Lamica, Martina, era lunica con cui ogni tanto si concedeva una giornata di shopping o una gita fuori porta, ma per il resto, il vuoto. Caterina aveva standard altissimi per gli uomini: dopo tutto quello che aveva raggiunto, voleva accanto a sé qualcuno di brillante e premuroso. Gli anni passavano e il principe azzurro non si vedeva, così lei si buttava anima e corpo nel lavoro. Un giorno, tornando da una trasferta in Spagna, non riusciva a prendere sonno sullaereo, nonostante la stanchezza. Vicino a lei, una banda di bambini urlava e giocava come se fossero al Carnevale di Venezia. Alla fine, chiese alla hostess di cambiarle posto, lontano dai piccoli terremoti. Appena seduta, si addormentò come una pietra. Al risveglio, allatterraggio, aprì gli occhi e lo vide! Un uomo sui trentotto, affascinante e raffinato, che sembrava uscito da una pubblicità di caffè. Si pentì di aver dormito tutto il viaggio. Fu colpo di fulmine. Scesero dallaereo e si ritrovarono in fila al controllo passaporti. La conversazione tra loro fu così piacevole che il tempo volò. Marco le confessò che anche lui tornava da una trasferta, che laveva notata già in aeroporto a Madrid, ma non aveva osato avvicinarsi, pensando che fosse sicuramente sposata. Si scambiarono i numeri di telefono e si salutarono. Il giorno dopo, in ufficio, Caterina ricevette un enorme mazzo di fiori e un biglietto: Ti aspetto stasera al ristorante. Da lì iniziò la loro storia! Dopo cinque mesi, Marco le chiese di sposarlo. Ora Caterina ha trentasei anni, una famiglia, un marito adorato, due gemelli vivaci e il suo business che va a gonfie vele. Certo, ora non può gestirlo da sola, ma con Marco fanno squadra e riescono in tutto! Amatevi e credete nel destino!







