Solo con il test del DNA. Non ci servono figli di altri, aveva sentenziato la suocera.
Solo centomila euro! rise sotto i baffi Elisabetta. Ma guarda che hai dato proprio poco valore alla libertà di tuo figlio! E magari, se ti impegni, ne puoi trovare anche duecentomila?
Se serve, li trovo, borbottò Maria. Allora, accetti? Insomma, se tutto si risolve per una questione di soldi.
Ma dimmi, Maria, chai pensato tanto prima di venire qui a propormi questa storia? chiese Elisabetta. Mettiamo da parte il discorso dei soldi. Dimmi da donna a donna!
Dai, adesso non facciamo le pie prediche, fece una smorfia Maria, nessuna è senza peccato! E tu, che di figli ne hai diversi, dovresti capire che per il proprio bambino…
Cioè, vuoi semplicemente comprarmi? domandò Elisabetta. O vuoi comprare mia Rosalia? Ci ritieni talmente disperate, che basta qualche soldo ed è tutto sistemato, come nei romanzi rosa?
E poi, tuo Antonio, prima ha raccontato frottole a mia Rosalia, lha messa incinta, e ora…
Nemmeno so come dire O scappi nei campi o vai a rifugiarti sotto le gonne di mamma! Così che diciamo noi di sistemare i suoi casini
Elisabetta, parliamoci chiaro, sospirò Maria. Antonio ha solo diciottanni! Cosa vuoi che ne possa di famiglia e figli?
Ha bisogno di finire gli studi! Di trovarsi un lavoro! E dove pensi che vada a lavorare con una famiglia e un figlio sulle spalle?
Però prima il problema non se lè posto, quando ha messo incinta Rosalia, eh? ironizzò Elisabetta. Ora è ora che impari che la vita adulta ha delle conseguenze!
Hai fatto un figlio? Ora ti prendi le tue responsabilità! Altrimenti ci sono sempre i tribunali, lassegno di mantenimento…
Maria sgranò gli occhi.
Arriveranno i corvi! sbottò Elisabetta. Che io lavori da mattina a sera, non vuol dire che non sappia come gira il mondo!
Io non voglio litigare, sono venuta per risolverla con le buone! disse Maria una volta ripresasi. Sono anche pronta a risarcire, se necessario!
E di cosa pagheresti, di grazia? domandò Elisabetta. Per il fatto che Antonio ha messo incinta mia Rosalia? O perché la sta evitando da due mesi?
O perché dovrei portare mia figlia ad abortire? O questo è solo lanticipo dellassegno di mantenimento, quando nascerà il bambino?
Maria rimase interdetta dalla lista. Ma quella dellassegno proprio non le andava giù.
Che a pensarci bene, in un attimo potrebbero incastrare suo figlio e obbligarlo a pagare!
Non mi confondere! alzò il dito Maria. Ti sto offrendo soldi veri per chiudere la questione una volta per tutte!
Come vuoi sistemare la faccenda, poi sono affari tuoi! Vuoi abortire, tieni il bambino o mettilo in orfanotrofio, guarda, non mi importa!
Basta che mio Antonio non centri mai più niente! Se ti sembrano pochi soldi, basta che mi dici quanto vuoi!
Se serve, chiedo il prestito a mio marito!
Maria, ma vai al diavolo! disse Elisabetta. Io, da donna onesta, non posso proprio dirti dove andare, ma ci siamo capite!
Chi si presenta con proposte del genere non ha idea di cosa sia la decenza!
Quindi saprai benissimo dove andare e che puoi infilare i tuoi soldi dove ti pare!
Elisabetta, parliamone con calma! ribatté infastidita Maria.
Per carità, vai con Dio! rispose Elisabetta. O faccio uscire il cane!
Non si sapeva se Maria fosse davvero riuscita a salvaguardare suo figlio, ma Elisabetta, finché era arrabbiata, certo non avrebbe lasciato che Rosalia si avvicinasse ad Antonio.
Quindi, almeno, avrebbe avuto il tempo di riprendersi e continuare a studiare in pace.
E se a Elisabetta fosse cambiata idea, ormai Antonio sarebbe sparito: lo avrebbero mandato in città, alluniversità.
E la città, si sa, è grande: puoi sparire e per centanni nessuno ti trova più!
Maria, intanto, si tratteneva a stento dal tirare una ciocca di capelli a Elisabetta:
Che presuntuosa! Sdegnosa dei soldi!
Ed ero pure venuta con le buone! E quella, il cane le fa uscire! Ma pensa un po!
Con tipi così non ci vai nemmeno a piantare patate, che ti rigira come un calzino!
Però, ancora non sapeva che la storia non finiva lì. Era solo linizio.
Anzi, a dirla tutta, era cominciata anche prima.
I genitori quasi mai scoprono in tempo i guai dei propri figli. Arrivano sempre dopo, quando a sistemare davvero le cose, se si è fortunati, sia ancora in tempo.
Quando una diceria arrivò alle orecchie di Maria, cioè che suo figlio Antonio aveva messo incinta Rosalia, a momenti le si fermò il cuore.
Mio Antonietto con Rosalia? Ma dai, lei si morse la lingua per non dir di peggio, viene da una famiglia numerosa! Non ha niente dietro! Antonio non ci avrebbe mai fatto caso!
Io dico solo quello che so, disse la signora Ignazia. Se non credi a me, chiedilo in paese, lo sanno tutti. Tranne te!
Tra le risate sgraziate di Ignazia, Maria si rifugiò in casa. Né marito né figlio erano in casa, dal mattino erano andati nei campi. Tornavano solo la sera.
Maria avrebbe dovuto sbrigare la casa, ma aveva la testa altrove. Quella notizia di Ignazia non usciva dalla mente.
Ma come? Perché? E chi ci guadagna?
Si rovinò il fegato tutta la giornata. Non appena Antonio rientrò, si gettò su di lui con mille domande:
Ma che ti è venuto in mente? Non ci sono ragazze normali in paese?
Antonio dovette confessare. Pensava di tirare dritto fino alla fine delle vacanze e poi scappare nel paese accanto, dove faceva il tecnico.
Lì, si sarebbe dileguato. Magari la sfangava.
Ma la rabbia della madre, quella no.
Antonio scappò piangendo, cercando un po di compassione.
Non era un adone. Non brillava per intelligenza. Di fascino ne aveva poco. Quindi, con le ragazze, nisba.
Ma letà, le voglie si fanno sentire! E gli amici che lo prendevano in giro: Così resterai scapolo per sempre!
Ma Rosalia era daccordo!
Rosalia direbbe di sì anche a un mostro! tuonò Maria. Ha diciannove anni e i ragazzi le stanno alla larga come fosse la peste!
Un bel guaio: famiglia povera, padre malato, una baracca di fratelli.
Se ti prendi una come Rosalia, poi lavori tutta la vita anche per la sua famiglia!
Mamma, è buona, è dolce! singhiozzava Antonio.
E la sua bruttezza non ti ha per niente fermato? gridò Maria. Come hai fatto
Antonio arrossì e abbassò il capo.
Madonna santa, che sfortuna! si mise le mani al petto Maria.
È successo solo due volte, sussurrò Antonio.
E ne basta una! replicò Maria furiosa. Il risultato lo vedremo presto!
E tra un anno dovresti entrare in università! Dove vuoi andare con un figlio? Ti troverai gli assegni di mantenimento subito!
Magari il bambino non è mio… tentennò Antonio.
Sarebbe bello crederci, ma chi vuoi che si sia preso una come quella? sospirò Maria. In ogni caso, se non si arriva a un accordo, solo test del DNA! Non ci servono figli di altri!
Lei ha giurato che sarebbe stata fedele… mugugnò Antonio.
Speriamo abbia mentito! sbuffò Maria, tirando fuori la scatola dei risparmi. Gabriele!
Chiamava il padre di Antonio, quindi lui se la diede subito a gambe in unaltra stanza.
Gabriele, non ci siamo proprio coi soldi! gridò Maria.
Sono sul libretto, rispose tranquillo Gabriele. Aspettiamo una settimana e maturano. Ti sei scordata?
A chi lo dici! Mi fanno perdere la testa! Maria si lasciò cadere sulla poltrona con la scatola in mano. Hai sentito cosa ha combinato Antonio nostro?
È cresciuto, il ragazzo! sorrise Gabriele. Facciamo la lista nozze?
Ma sei matto?! Nozze con chi?! quasi si strozzava Maria. Mai! Meglio pagare! Dici che centomila bastano?
E che ne so? si strinse nelle spalle Gabriele. Ma ora Elisabetta direbbe di sì anche ai centesimi!
No, pochi spicci non passano, scosse la testa Maria.
Contò i soldi, poi ripensò ai depositi.
Tra contanti e libretto sono ducentomila decise alla fine. Primo offro centomila; se cerca di tirare sul prezzo, glieli do tutti. Tra una settimana, se serve, possiamo arrivare a cinquecento.
Annui Maria, certa del suo piano.
Vuoi che venga anchio? chiese Gabriele.
Se mi avessi seguito meglio il figlio, non dovremmo tirar fuori i soldi! Faccio da sola!
***
La risposta di Elisabetta non sbloccava nulla, e chiedere a Rosalia era inutile. Lei proprio non decideva niente.
Antonio quindi passò sereno fino alla fine delle vacanze, poi andò in paese per lultimo anno di scuola. Gli dissero di non farsi vedere prima dellestate prossima.
E dato che aveva lasciato il paese, tanto valeva non parlarne più.
Il pettegolezzo rimaneva su Rosalia, incinta prima e poi madre. E si scagliavano anche su Elisabetta.
Non è riuscita nemmeno a farsi dare lassegno di mantenimento da Antonio! Ora dovranno mangiare pane e cipolla!
Elisabetta, sentendo i commenti, rispondeva che non erano certo affari loro!
Da voi la carità non la vogliamo! Ce la caveremo, sempre!
A fine giugno Antonio tornò in paese. Ma i genitori, previdenti, non lo lasciavano uscire di casa. Appena finiti gli esami sarebbe andato in città. Niente scene, luniversità lo aspettava.
Ma Antonio fallì gli esami, neanche a pagamento lavrebbero preso.
Gabriele, va dal comandante e vedi che si può fare! ordinava Maria. Se lo prendono a fare il militare, almeno si dimentica tutto! Così, lanno prossimo magari ci riprova!
Non ci fu verso. E per insistenza, a Gabriele prima le contarono di santa ragione e poi lo tennero dentro quindici giorni.
Tornato a casa, Gabriele spiegò lunica via duscita:
O lo sposi Rosalia e riconosce il bambino, così fino ai tre anni del piccolo ha il rinvio. Poi gliene fa un altro e si riparte! Alla fine si salva per età!
Ti hanno spaccato la testa, non il cuore! sbottò Maria. Nemmeno al peggior nemico una parentela così!
O allora va a far il militare! rispose Gabriele.
Maria era meno contenta di vedere Antonio in divisa che sposato con Rosalia! Ma, dire, alternative non ce nerano.
Andiamo con il cappello in mano si arrese Maria. Gabriele, prendi la scatola dei soldi! Magari accetta
Dopo che tha mandato a quel paese? rise Gabriele. E dopo tutto quello che ha sentito in paese questanno?
Meglio lasciar perdere! O vuoi che Elisabetta ci insegua per il paese?
Mi butterò ai suoi piedi! E tu pure! tagliò corto Maria. Chiederemo, imploreremo!
Non credo proprio che accetti, Maria. Nemmeno sotto tortura! scosse la testa Gabriele. Meglio portare Antonio in montagna, farlo vivere lì fino a ventisette anni!
Prendi la scatola e andiamo! comandò Maria.






