Allinizio di questanno mi trovo in una quinta superiore durante una lezione. In aula, una ragazza di nome Giulia chiede con educazione di poter andare in bagno, ma il professore le risponde di no. Giulia fa un secondo tentativo, sempre gentilmente, ma riceve ancora un rifiuto.
Passano alcuni minuti e Giulia insiste, spiegando che è urgente, ma il professore, ormai visibilmente infastidito, le nega ancora il permesso. Quando Giulia, dopo altri cinque minuti, ripete la richiesta dicendo che ha una vera emergenza, il professore risponde con tono severo: No. A quel punto Giulia si alza in piedi, arrossisce di vergogna con tutti che la osservano, ma trova il coraggio di dire davanti alla classe che ha il ciclo e ha davvero bisogno di andare in bagno.
In quellistante in aula cala il silenzio, tutti restano sbalorditi. Il professore, dopo una breve pausa, le intima di sedersi di nuovo e insiste nel non lasciarla uscire. Tutti ci sentiamo a disagio, ma poi un ragazzo, Marco, con la faccia da calciatore, si alza e gli chiede: Lei ha una moglie? È cresciuto con una madre o una sorella? Ha appena detto che ha il ciclo e deve andare in bagno. Ci andrà, che lei sia daccordo oppure no.
Marco prende Giulia per mano e la accompagna fuori dallaula fino ai bagni. Al loro ritorno, il professore li accusa di comportamento scorretto e assegna una nota disciplinare a Marco. Quella giornata non la dimenticherò mai.
Quel ragazzo, Marco, si è dimostrato molto più maturo e intelligente del professore stesso.







