La nipote della nonnaMentre la piccola corse verso il vecchio pergolato del giardino, scoprì una scatola di ricordi che la sua nonna aveva custodito per anni.

Ciao, ti racconto una cosa che è successa a una cara amica, così come se ti stessimo chiacchierando al bar.

Cè la mamma, poi cè la figlia. E la figlia, in realtà, è la bambina di unamica mia, Ines.

Durante una vacanza estiva in Grecia, Ines è rimasta incinta e, qualche mese dopo, ha partorito una piccola dal viso dorato, occhi neri come il carbone. Lho chiamata Ginevra. Una bimba dolce, un po abbronzata, tutta viva.

Ines lavorava, mentre la sua piccola stava con la nonna Rosa. La sera, però, Ines usciva per staccare un po la spina dalla routine quotidiana. A volte portava a casa qualcuna; la mamma di Ginevra sapeva di queste uscite, ma non si intrometteva nei suoi affari.

Quando Ginevra ha compiuto cinque anni, Ines le ha detto che se ne andava a vivere con un uomo. Lui, intanto, non sapeva dellesistenza della bambina. Ines ha chiesto alla nonna di tenere Ginevra con lei, così la nonna ha dovuto lasciare il suo lavoro e passare a una pensione modesta. Qualche volta Ines le mandava qualche euro sul conto.

Ginevra sentiva la mancanza della mamma. Stava a guardare fuori dalla finestra, sobbalzava al minimo rumore del palazzo. Le visite di Ines diventavano sempre più rare, e le ricariche sulla carta prepagata scarseggiavano.

Un giorno, però, Ines ha deciso di andare a trovare la piccola. Ha comprato dei regali, dei dolci, ed è arrivata verso sera, quando Ginevra, dopo il bagnetto, era già in pigiama sul divano a guardare Buonanotte, piccoli.

Appena ha sentito la voce della mamma, Ginevra è saltata giù, lha afferrata per il collo e ha gridato: Mamma, ti ho tanto voluta! Ti voglio bene!.

Ginevra, lascia un attimo, mi fa male il collo. Anchio ti voglio bene, le ha risposto Ines, cercando di sciogliere le manine piccole.

Ma la bambina non voleva mollare: ha stretto le mani ai piedi di Ines.
Non te ne vai? Non mi lascerai più? Saremo sempre insieme, per sempre?

Aspetta un attimo, Ginevra, fra poco la mamma tornerà a prenderti. Adesso devo andare, le ha detto Ines.

Io, nel frattempo, ero in cucina, le lacrime mi scivolavano giù come granelli di pioggia. Ines ha cercato nella sua borsa qualche pastiglia per il mal di testa, poi ha salutato, sbattuto la porta e se nè andata.

Ginevra è rimasta seduta sul pavimento, le mani sulle ginocchia, senza piangere, fissando un punto immobile.
Mia mamma non mi vuole, mi ha lasciata. E papà non cè. Tutti gli altri ne hanno uno, io no.

Allora la nonna Rosa lha sollevata.
Tesoro, io sono qui, le ha detto, accarezzandole la testa.

Ginevra ha abbracciato la nonna, poggiandole la testa sulla spalla.
Nonna, mi racconti la favola del gallo e della volpe?

Certo, amore. Prima ti metto a letto e poi ti racconto.

Io ho alzato la mano per salutare Ines, e lei mi ha risposto con quel sorriso che capisci senza parole.

Che Dio benedica la nonna, che abbia la salute per crescere questa piccola. Chissà, magari Ines cambierà idea; nella vita succedono di tutto.

Anchio ho vissuto una storia simile negli anni 70: una donna aveva avuto una relazione, ma non aveva detto nulla al compagno del bambino. Un anno dopo, durante una visita medica, la verità è venuta fuori. Luomo, saputo che lei lo aveva tradito e aveva abbandonato il figlio, lha lasciata dicendo che una tale madre non sarebbe servita ai suoi futuri figli.

Speriamo sempre in un finale migliore, no? Un abbraccio.

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La nipote della nonnaMentre la piccola corse verso il vecchio pergolato del giardino, scoprì una scatola di ricordi che la sua nonna aveva custodito per anni.
Mamma! Eccoti di nuovo!