DonnaMentre il tramonto tingeva di rosso le strade di Venezia, la misteriosa donna aprì la vecchia cassa di legno, rivelando al suo interno un antico diario che avrebbe cambiato per sempre il destino della città.

Che nipote hai, Vito DiMatteo, occhi di corvo e denti bianchi.
Chi è così? Non è tua?

Come no, è mia, signore. Una di quelle che nasce una volta ogni generazione, dopo tutti quegli anni la figlia di mio figlio Arcadio, e a me spetterà la bisnipote.

Ma allora, Vito DiMatteo, tutti i vostri sono biondolci so tutti gli Evseev, eravate dei servitori del mio nonno i vostri antenati servivano con fede e onore

Sì, signore, erano, ma sai da dove veniamo? Servivamo i signori; il mio bisnonno era un funzionario, poi il nonno, il padre e anchio

I figli si sono spostati in città: Luca è carrettiere per la signora, una signora ricca che ha messo su figli e nipoti.
Sempronio è un burocrate in una bottega, vive bene e sta per aprire una sua attività.

Arcadio, nonno di Annetta, è un ufficiale dellesercito, ha raggiunto un alto grado e ha ricevuto decorazioni; il principe lo lodava tanto e lo aveva al suo seguito, aiutandolo molto.

Arcadio vive bene, gestisce la tenuta con fermezza.

Ha sposato il figlio Antonio con una brava ragazza; da loro è nata Annette, gioia di tutti.

Le donne nella nostra famiglia sono rare, signore, per lo più sono maschi; quando nasce una figlia, è sempre una Annette

Così è, signore

Seduto cè il vecchio Edoardo, sistema le reti, mentre accanto a lui gira la piccola Annette, occhi di corvo, mani agili, dita sottili, una bellezza che non si vede in un bambino.

Accanto sta il giovane signor Sergio Serafino, che non riesce a distogliere lo sguardo da Annette.

Loredina, vorrai sposarmi?

Sono ancora piccola, signore

Certo, crescereti non ti farà mai perdere la speranza. Quando sarai grande, accetterai?

Quando io crescerò, tu sarai già vecchio. Che cosa vuoi da me? Io andrò con un ragazzo più giovane.

E con chi? Hai già trovato qualcuno?

No, ancora no, il tempo non è ancora arrivato. La nonna Donatella dice che capirò quando arriverà

Parla come se fosse già adulta, i suoi occhi sono seri.

Nonna Donatella? Vito DiMatteo, non capisco. Chi è questa Donatella? La moglie di Arcadio è del nostro villaggio, è Violetta, no? Che cosè questa Donatella?

Ah, signore non ascoltare quella bambina, sta ancora tessendo sogni, è solo una piccola.

Signore, posso giocare con Bricco? la bambina, dun tratto, diventa un bimbo e corre sul sentiero verso il ruscello, inseguendo il cane da caccia del signore, chiamato Bricco.

Come conosce il nome del cane? Vito DiMatteo?

Non lo so, forse lo hai sentito dire, o qualcuno lha detto

Lho portato qui proprio oggi

Signore, lei è un uomo saggio, non inventare cose che non esistono, la bambina scherza e anche lei dovrebbe

La piccola correva felice lungo la riva, mentre il cane con le orecchie lunghe la seguiva.

Questa storia colpì il cuore di Sergio Serafino, giovane come tutti i suoi coetanei, appassionato di mistica, di poesia, eppure un ragazzo assai curioso.

In autunno incontrarono di nuovo Annette, che era andata a raccogliere i funghi con il nonno, e Sergio, accompagnato da Bricco, passeggiava.

Il giovane signor serpeggiava versi tra sé, e Bricco, che prima girava ai suoi piedi, si precipitò avanti, tenendo le orecchie piegate.

Bricco, Bricco, sentì Sergio la voce di una bambina.

Camminò sul sentiero, vide il cane cadere sulla schiena e dimenarsi mentre una bimba si chinava sopra di lui.

Buongiorno, Annetta.

Buongiorno, Sergio Serafino

Sei sola?

No, il nonno sta raccogliendo i funghi.

Andarono insieme verso la casa del nonno.

Allora, Annetta, non hai cambiato idea? Potresti accettare di sposarmi?

No, signore, il tuo destino è altrove. Dovrai vivere in terra straniera, cercare la tua fortuna, e lintera vita penserai alla patria ma non a me.

Per te?

Sì, ci vedremo ancora, quando sarò grande, ma lincontro sarà difficile, come la separazione.

Ah, le passioni che esprimi, Annetta.

Non sono le mie, è la nonna Donatella che parla

Chi è questa Donatella?

Una strega, diceva la nonna

Ma perché mi racconti la leggenda della nostra famiglia, Vito DiMatteo? Perché nascono delle ragazze come Annette?

Ah, guarda, seduto sul tronco, sorride il vecchio, non sei davvero di questo ramo, Sergio?
Non lo so, è un pensiero che gira nella testa, non mi dà pace, voglio sapere.

Vuoi sapere? Allora ascolta.

Molti anni fa, in terre vicine alle vostre, accampò una troupe di zingari. Cantavano, ballavano, suonavano. Il signore dellepoca amava i zingari, era ricco, li ospitava a casa sua e andava a trovarli nei loro tendoni.

Una zingara, una bimba con una bellezza soprannaturale, occhi birichini, labbra rosse, denti come perle, chioma di capelli sotto un velo scintillante, il suo vestito era di velluto. Quando iniziava a danzare, i vortici giravano intorno a lei, quando cantava, le lacrime scendevano spontanee.

La chiamavano Shuvani, una strega, ma era nata così, una Donatella di nascita.

Quel signore se ne innamorò, andò dal padre della bambina e chiese di potere comprarla o venderla.

Come posso venderla o darla in sposa, signore? sbuffò il vecchio Zaccaria, non è una schiava, è una zingara libera, se vuole andare, lo farà; se non vuole, il destino la trattiene.

Donatella rise forte, facendo tremare le foglie.

Signore, non sono una nuora per voi Come osate propormi una cosa del genere?

Il signore, impazzito, le afferrò la gonna e tentò di baciarla, lanciando denaro a destra e a sinistra per impressionarla.

Vieni con me, ti presenterò allimperatrice, ti porterò in corte.

Perché dovrei? Io sono già una principessa della steppa, non ho bisogno di palazzi, di abiti, di carrozze doro.

La mia carrozza è una carrozza zingara, i miei piedi corrono a piedi nudi sullerba.

E soprattutto mi toglieresti la libertà, mi rinchiuderesti in una gabbia dorata No, signore vattene, o ti perderai.

Il signore non ascoltò.

Quella notte gli zingari, vedendo che il signore era ossessionato da Donatella, fuggirono dal campo, ma lui, furioso, li inseguì con i gendarmi, accusandoli di aver rubato i cavalli.

Un grido si levò sopra il campo, e il signore, con gli occhi fiammeggianti, propose di scambiare i zingari con Donatella.

Una ragazza uscì, ordinò di liberare gli zingari, poi se ne andò a piedi cantando una canzone.

Il signore la seguì, ma la donna, con un sorriso, gli disse:

Ti avevo avvertito, la sventura ti colpirà, perderai ciò che più ami.

Il signore impazzì, lanciò soldi a ventura, organizzò balli sontuosi, invitò poeti, dedicò le sue poesie a Donatella.

Quando diventerai mia moglie? chiedeva il signore.

Non è ancora il momento, rispondeva, non mi hai ancora divertito.

Donatella, però, fece distribuire ricchezze ai contadini, sprecò monete come se fosse pazza.

Arrivò il figlio del signore, Vito, figlio illegittimo riconosciuto, erede di tutto.

È il mio momento, disse Donatella al signore.

Due settimane dopo, Donatella tornò nelle steppe per riprendere il suo campo, e Vito la seguì.

Latteso giorno arrivò, Donatella e il suo sposo si incontrarono, ma il signore fu avvertito:

Non partire, implorava luomo folle.

No, signore, ti ho già detto che prenderò ciò che più ti è caro.

Cedi il figlio è lunico tesoro che ho.

Non lo voglio, signore, non ti seguirò, è una scelta damore

E si allontanarono nella notte, verso le tende zingare, dove i fuochi ardevano.

Che fine ha avuto il signore Vito? chiese con curiosità Sergio Serafino.

Impazzito, il suo bisnonno lo aveva accolto, erano vicini

Anni dopo comparve Vito, con un figlio e una bambina dagli occhi scuri, discendenti di Donatella.

Il loro antenato Sergio Serafino aveva accolto il bisnonno di Vito, lo aveva nominato funzionario e aiutato i figli.

Così la nostra famiglia si radicò qui, signore

Che fine ha fatto Donatella? chiese Sergio, Perché è tornato solo Vito, senza di lei?

Nessuno lo sa, forse è morta qualcuno dice che abbia trovato un altro zingaro

Non è vero, Donatella non ha trovato nessuno, concluse Annette, amava suo marito con una forza sovrumana, lo teneva stretta, ma è andata via presto. Vito voleva crescere i figli in buone condizioni, ma non ci è riuscito senza la sua amata

Il vecchio tace, non risponde alla bisnipote.

Una sola volta nella generazione nasce una bambina, tutte con la forza di Donatella, anche se non è enorme; la nonna ha benedetto Annette, pensa il vecchio.

Per qualche anno Sergio e Annette sparirono, ma lui ricordava la storia della famiglia Evseev, trovò documenti che provavano che terre a est del suo podere appartenevano ai Eliessi.

I vecchi morirono, Sergio si immerse in nuove idee.

Il paese cambiò, ma le cose non andarono come sperava.

Fu arrestato, insieme ai compagni, nella vecchia casa del padre di Sergei, dove li tennero fino al comando di un alto ufficiale.

Sergei Serafino, signore udì una voce femminile nella notte, alla finestra, una giovane dal volto incantevole al chiaro di luna, Sergei Serafino lo chiamò piano, vieni, solo mezzora, poi gli guardiani si sveglieranno.

Uscirono di soppiatto, seguirono la ragazza in una grotta sconosciuta.

Il mio popolo si nasconde qui da secoli, non temete, vi aiuterò.

Annette? Loredina come sei cambiata!

Che vuoi, signore? Ti piaccio? sorrise da adulta.

Mi piaci, Anya

Ricorda, signore, la leggenda della nostra stirpe

La ragazza aiutò Sergei e i compagni a raggiungere il porto, li presentò alle persone giuste e li fece lasciare il paese.

Annette, vieni con me, sei più di unamica.

Non posso, signore il mio destino è qui, addio.

Annetta, andiamo, solo un attimo

No, Sergei devo rimanere e percorrere la mia strada, addio, signore.

In esilio, Sergei disegnò di memoria il volto di Annette e lo mostrò a un pittore, che realizzò il ritratto.

Si sposò, amò la moglie, ma limmagine di Annette rimase nel cuore, pura e immacolata.

Solo quando divenne un vecchio decrepito gli abitanti scoprirono il segreto del dipinto.

Annetta visse a lungo, sposò il grande capo che era giunto quella notte per salvarlo, fu deportata durante le repressioni, poi riabilitata, ebbe tre figli e una figlia.

Morì prima di vedere i suoi nipoti, ma quando la figlia del suo nipote nacque, tutti rimasero sorpresi per la somiglianza con la bisnonna.

Nicola Nicola, perché la vostra Annamaria è così chiara, sembra non appartenere al nostro sangue chiese il vicino di casa.

È nostra, è nostra rise Nicola Nicola, è davvero nostra.

Annamaria, come si chiama la tua bambola? È una zingara? Guarda i gioielli al collo.

Non sono gioielli, è un monile rispose la ragazzina, guardando con occhi neri e limpidi il vicino e si chiama Donatella.

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