Lattaia in ritardo per l’aereo — per la prima volta in vita sua in vacanza, quando improvvisamente una costosa automobile si fermò accanto.

Lunedì, nella grande sala luminosa della fattoria Il Sole in Maremma, il brusio era simile al ronzio di unape in agitazione. Si stava svolgendo lultima riunione dellanno, ma la maggior parte dei presenti aveva già la mente rivolta alle proprie faccende. Allimprovviso il direttore, un uomo robusto di circa cinquantanni di nome Vittorio Bianchi, sempre impeccabile nella sua camicia a quadri, alzò la mano per chiedere silenzio.

Il suo sguardo scivolò tra le file e si fermò su Loredana Aricò. Lei era seduta con lo sguardo bassi, leggermente di lato, quasi a voler scomparire nella parete. Loredana non amava le attenzioni, specialmente quelle improvvise.

Loredana, per favore, si avvicini la sua voce risuonò più dolce del solito.

Loredana, donna di bassa statura con occhi gentili ma stanchi, si alzò lentamente. Un fruscio di bisbigli attraversò la sala. Avvicinandosi al podio, stringeva nervosamente il bordo della sua maglia da lavoro. Il direttore le sorrise e le porse una busta lucida e pesante.

Questo è per lei, Loredana annunciò a gran voce, poi, abbassando il tono, aggiunse: Glielo è meritato. Che nella sua vita ci sia un po di magia.

Le mani di Loredana tremarono quando afferrò la busta. Aprendola, non riuscì a trattenere un esclamazione. Dentro non cera il consueto premio in denaro, ma un voucher brillante come larcobaleno per un resort di lusso sulla Costiera Amalfitana. Unimmagine di mare cristallino e sabbia candida sembrava provenire da un mondo distante e inarrivabile.

Vittorio non merito balbettò, guardandolo confusa.

Merita e deve! replicò fermamente, rivolgendosi a tutti i presenti. Questanno Loredana ha fatto per noi più di quanto molti riescano a fare in tutta la loro carriera. Ha rivoluzionato la fattoria, e lo ha fatto in senso positivo!

Un ruggito di approvazione si spandeva nella sala, mescolato a scherzi bonari.

Guardate un po, amore e colombe, versione moderna! sbuffò qualcuno del reparto contabilità.

Il giovane trattore Giacomo Petrovi, più noto per la sua passione per Loredana, urlò entusiasta:

Aspetta che arrivi il cavaliere sul cavallo bianco, Loredanina! Per la nostra Loredana!

Un compagno, non meno ironico, aggiunse subito:

Speriamo solo che il cavallo non cada di nuovo per terra, come lultima volta dopo la festa aziendale!

La sala scoppiò di risa. Loredana arrossì fino alle punte dei capelli, ma rise insieme a tutti. Quei commenti rozzi e quei toni scherzosi le erano divenuti ormai familiari: il segno che, qui, era davvero accettata.

Guardò il capo con gratitudine.

E non è tutto le fece locchiolino il direttore. Dopo la riunione passi in contabilità, ti aspetta una buona gratifica per i vestiti!

Loredana tornò al suo posto stringendo lambita busta. Limmagine della spiaggia le girava nella mente, incapace di credere che fosse realtà. Un pensiero quasi dimenticato, quasi impossibile, le sussurrava: «Dio, davvero può capitare un miracolo a me?»

Quella sera, al termine della giornata, Loredana si sedeva sulla veranda della piccola casa che la fattoria le aveva assegnato. Una brezza leggera portava lodore dellerba appena tagliata e del latte fresco. Quanto era cambiato tutto nellultimo anno! Eppure, non molto tempo prima sembrava che la vita non le avrebbe più donato nulla.

Dieci anni prima la vita era unaltra. Era appena uscita dalla facoltà di Lettere, piena di speranze e sogni di una brillante carriera cittadina. Le strade rumorose, le lezioni universitarie, gli amici, i libri, le notti insonni. E allora era comparso Paolo, un affascinante ingegnere intelligente, con cui credeva di aver trovato la felicità.

Col tempo il romanticismo svanì. Prima arrivarono i delicati suggerimenti: «Che lavoro fai? Io ti sosterrò». Poi le pretese, e infine gli scoppi dira. Una volta la colpì per una sciocca zuppa troppo salata. Lei pianse, lui chiese scusa, e lei perdonò. Così iniziò un circolo vizioso.

Il tutto culminò in una gelida notte dinverno. Dopo unaltra accesa discussione, Loredana, in camicia e ciabatte, scappò fuori. Intorno a lei cera solo neve, dolore e paura. Solo in ospedale, tra le lenzuola, trovò accanto a sé una donna buona Grazia Andreani, vedova di un veterano. Fu lei a proporle di trasferirsi a San Martino, un piccolo borgo di campagna.

Così cominciò la sua nuova vita. Lavorò nella fattoria, studiò, sbagliò, ma non si arrese. Col tempo divenne parte del gruppo di paese, fu accolta, amata, persino Giacomo, con la sua fisarmonica, divenne un amico sincero.

La più dura delle prove fu linverno in cui una forte tormenta spense lelettricità e il fienile dei vitelli divenne gelido. Loredana prese una decisione da cui dipendeva lintera azienda: salvare gli animali a tutti i costi. Aprì le porte di casa sua ai neonati, trascorse la notte tra paglia, latte e il calore delle mani umane.

Fu proprio dopo quellimpresa che Vittorio Bianchi decise che un semplice premio non fosse abbastanza Loredana meritava un vero miracolo.

Le preparazioni per la vacanza sembravano un sogno. Si provava davanti allo specchio, indossando i vestiti comprati con la gratifica. È davvero io quella donna sorridente, viva, con gli occhi che brillano? si chiedeva.

Le amiche le consigliarono di prendere un taxi per la città, ma Loredana, abituata a risparmiare, rifiutò.

Nessun problema, lautobus mi porterà. È più economico e familiare.

A metà percorso lautobus si fermò improvvisamente in mezzo al bosco. Il segnale del cellulare sparì. Loredana scese, con la valigia in mano, sentendo una panico noto crescere dentro di sé. «Tutto andrà a rotoli di nuovo», pensava, trattenendo le lacrime.

In quel momento, da una curva, apparve un convoglio strano due auto nere e, tra di loro, un SUV scintillante. Si fermò accanto a lei. Dallo sportello scese un uomo alto in un cappotto di cashmere. La voce era morbida ma determinata:

È successo qualcosa? Perché piange?

Loredana lo guardò sorpresa, senza sapere che quel caso avrebbe cambiato il suo destino.

Con un fazzoletto asciugò le lacrime e, traballante, raccontò del bus in panne e del viaggio interrotto. Luomo, che si presentò come Alessandro Vittorio, ascoltò attentamente, poi disse:

Vado al sud per affari con un aereo privato. Se non ha paura, posso portarla.

Loredana rimase senza parole. Un aereo privato? Sembrava una scena di film. Balbettò:

Non so nemmeno come ringraziarla

Sali, sorrise, aprendo la portiera dellauto.

Unora dopo era già seduta in un comodo sedile di unauto di lusso, guardando loblò verso le nuvole bianche. È davvero accaduto? Un vero miracolo? continuava a chiedersi.

Alessandro si rivelò un uomo sorprendentemente semplice e cordiale. Ordinò due caffè e la conversazione fluì senza pause.

Scusi se le sono troppo personale disse, fissandola negli occhi , ma mi incuriosisce: è una donna istruita, laureata in Lettere, perché lavora come bovina?

Loredana, senza capire bene perché, cominciò a raccontare. Parlò della facoltà, dei sogni di una grande carriera, di Paolo, di come si fosse persa. Non entrò nei dettagli più dolorosi, ma fece capire di aver attraversato linferno.

Alessandro ascoltava, senza interrompere, con unespressione di pura compassione. Poi, parlò di sé:

Sa, la invidio. A San Martino cè gente vera. Io, invece, mi circondo solo di maschere, di amici falsi che vogliono i miei soldi. Ventanni fa ho tradito il mio migliore amico. Lho tradito e non ho mai avuto il coraggio di chiedere perdono. È sparito, e io sono rimasto solo con quel dolore.

Rimase in silenzio, guardando fuori dal finestrino. Loredana percepì una stretta al cuore, un senso di affinità con la sofferenza altrui. Anche io ho avuto un vero amico, Grazia Andreani. Ora cerco anchio il mio posto nel mondo, pensò.

Dobbiamo rivederci in vacanza propose Alessandro quando laereo iniziò a scendere. E continuare a parlare.

I primi giorni al resort sembravano un sogno. Loredana, per prudenza, si spalmarono tutta di crema solare, ma finì per scottarsi, rossa come una barbabietola. Alessandro rise, la trascinò in acqua, sostenendo che il mare fosse la migliore medicina.

La sera si sedettero a tavola in un piccolo ristorante sul lungomare. Candele tremolanti, musica leggera, il suono delle onde. Loredana sentì gli anni di tensione e paura sciogliersi. Finalmente poteva rilassarsi.

Evito le persone confessò Alessandro. Perché una volta ho tradito chi più mi aveva dato fiducia.

Raccontò di una festa universitaria, di un piccolo errore che aveva spezzato unamicizia. Non era successo nulla di drammatico, ma il tradimento era stato reale. Lamico non disse niente, se ne andò, tagliando ogni legame.

Ha una sua foto? chiese Loredana timidamente.

Alessandro annuì, estraendo dalla tasca una vecchia fotografia. Due ragazzi giovani abbracciati davanti al dormitorio universitario. Loredana riconobbe il volto del secondo: era incredibilmente simile a Vittorio Bianchi.

Si chiama Vittorio? chiese con voce tremante.

Alessandro alzò le sopracciglia, sorpreso.

Sì Vittorio. E lei lo conosce?

Vittorio Bianchi sussurrò. È il nostro direttore.

Ritornata a casa, Loredana era trasformata. Quando lSUV di Alessandro si fermò davanti alla sua porta, alla soglia la aspettava Giacomo, con la fisarmonica stretta al petto e gli occhi pieni di determinazione.

Loredana! Sposami! sbottò senza preambolo. Ti aiuterò a riparare il tetto, a rifare il recinto!

Loredana rise e gli accarezzò gentilmente la spalla.

Giacomo, caro, grazie. Ma credo sia giunto il momento di scegliere la mia strada. Non essere arrabbiato con me.

Alessandro scese dallauto. Giacomo lo osservò con una punta di invidia, scaraventando qualche commento sui cittadini di città, poi si allontanò, suonando una melodia malinconica con la sua fisarmonica.

Alessandro, nervoso come un ragazzo a scuola, entrò nella casa di Vittorio. Il direttore era già al tavolo, a preparare il tè, guardando fuori dalla finestra. Quando Alessandro varcò la soglia, i due uomini si fissarono, incapaci di distogliere lo sguardo. Dietro di loro erano ventanni di dolore, rancore e separazione.

LoredLoredana, sorridendo, vide la pace ricongiungersi tra tutti e compresse che, finalmente, il suo futuro le apparteneva.

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