— Va bene, ragazzi, la pesca aspetterà, — decise Vincenzo afferrando la rete da pesca. — Dobbiamo salvare il sventuratoMentre l’acqua si rischiarava, il giovane pescatore emerse, sorridente, con il cucciolo di delfino stretto tra le braccia.

Va bene, ragazzi, la pesca può attendere ho pensato, afferrando la rete da pescatore. Dobbiamo salvare quel poverino.

Stavo conducendo il mio motoscafo sulle acque placide del Lago di Garda, quando i miei passeggeri turisti provenienti da Verona lanciavano le esche con entusiasmo. Il giorno era splendido: il sole brillava alto, una brezza leggera accarezzava la superficie e i pesci abboccavano al volo.

Vittorio, là in fondo cosa si sta muovendo? ha esclamato allimprovviso uno dei visitatori, indicando lorizzonte.

Il capitano si è strettò gli occhi, scrutando lacqua lontana:

Sembra un uccello o forse no, è qualcosa di strano.

Avvicinandoci, tutti si sono scambiati sguardi perplessi. Nel lago, quasi sommerso, lottava disperatamente un gatto. Rosso, bagnato, completamente esausto.

Accidenti! ho scosso la testa. Come è finito lì? La riva è a un chilometro e cinquanta!

Forse è caduto dalla barca? ha ipotizzato un turista.

O forse lattuale lo ha trascinato, ha aggiunto un altro.

Il felino ha emesso un miagolio lamentoso e ha cercato di avvicinarsi al motoscafo, ma le sue forze diminuivano a ogni colpo.

Va bene, ragazzi, la pesca aspetterà ancora ho deciso, afferrando la rete da pescatore. Dobbiamo soccorrere quel disgraziato.

Estrarre il gatto è stato più difficile del previsto: si è spaventato, graffiava, si agitava da una parte allaltra. Alla fine, però, lho avvicinato alla rete e, con delicatezza, lho sollevato a bordo.

È davvero esausto ho sospirato, avvolgendo il tremolante animale in una vecchia giacca di pelle. Quanto tempo è rimasto in acqua?

Il gatto si è rannicchiato in un angolo del ponte, guardando noi con occhi timorosi. Il pelo era fradicio, le vibrisse vibravano.

Che bel cucciolo si è commossa la moglie di uno dei turisti, una signora dal sorriso dolce. E sembra ancora giovane.

Dobbiamo portarlo dal veterinario mi sono preoccupato. Chissà quanta acqua ha ingerito.

Il veterinario ha esaminato il felino e ha rassicurato tutti:

È sano, seppur stremato. Disidratato e spaventato, ma ancora vivo. Se riposa per dieci giorni, tornerà come nuovo.

E se cerchiamo i proprietari? ho chiesto.

Si può mettere un annuncio, ma sembra un randagio. Dalla sua figura sembra proprio un gatto di strada.

Ho portato il gatto a casa. Mia moglie Giulia lo ha accolto con calore:

Oh, che magro! Lo nutriremo subito!

Nei primi giorni il felino si è nascosto sotto il divano, uscendo solo per mangiare. Poco a poco ha iniziato a esplorare il nuovo ambiente. Dopo una settimana, già faceva le fusa quando Giulia gli accarezzava la schiena.

Sai ho detto a Giulia forse dovremmo tenerlo con noi. È improbabile che i padroni compaiano.

Non mi dispiace ha sorriso Giulia. Da tempo sognavo un gattino. Come lo chiameremo?

Fortunato ho risposto subito. Non tutti riescono a salvarsi in mare aperto.

Il gatto, udite le nuove parole, ha alzato la testa e ha miagolato forte, quasi a dare il suo consenso.

Un mese è passato, e Fortunato è ormai parte integrante della famiglia. Ci accoglie allingresso, si scalda sulle ginocchia di Giulia e, con garbo, chiede il pesce nella cucina. Lunica cosa che ancora evita è lacqua: si avvicina cautamente alla sua ciotola.

Deve aver subito un trauma psicologico raccontava Giulia alle vicine. Dopo una cosa simile non è strano.

Magari è il destino che ha voluto così? rifletteva la vicina Tiziana. È arrivato proprio da noi.

Ho accarezzato Fortunato dietro lorecchio:

Forse è davvero il destino. È stato un bene che quel giorno abbiamo deciso di andare a pescare, altrimenti

Il gatto si è strofinato contro la mia mano, ronronando soddisfatto, come a dire: «Andrà tutto bene. Sono con voi, per sempre.»

E noi, Giulia e io, abbiamo annuito in silenzio.

Talvolta un aiuto offerto al momento giusto si trasforma nella più inaspettata felicità. A volte il soccorso arriva dove meno lo cerchi, ma la vera fortuna nuota verso di te. Limportante è non perdere il momento in cui qualcuno ha bisogno di noi.

È proprio in quegli attimi che nella vita entra qualcosa di nuovo, di inaspettato, di amore. E anche se linizio è stato agitato, i legami più solidi nascono spesso nelle ore più difficili.

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— Va bene, ragazzi, la pesca aspetterà, — decise Vincenzo afferrando la rete da pesca. — Dobbiamo salvare il sventuratoMentre l’acqua si rischiarava, il giovane pescatore emerse, sorridente, con il cucciolo di delfino stretto tra le braccia.
Ce la farà