Ho scelto una “ragazza semplice” per dare fastidio ai miei ricchi genitori — ma lei nascondeva un segreto così sconvolgente che mi ha fatto perdere la terra sotto i piedi…

Ho scelto una ragazza semplice per fare dispetto ai miei genitori ricchi ma lei custodiva un segreto tale che quasi mi veniva da svenire…

Ho scelto una ragazza semplice per far impazzire i miei genitori danarosi, ma lei… aveva un segreto

I miei illustri genitori, col portafoglio più gonfio di una valigia in agosto, mi dissero che dovevo sposarmi per ereditare lazienda di famiglia. E io, per ripicca, puntai su una ragazza normale pensavo di rendere la cena di Natale indimenticabile, anche se non nel senso che intendevano loro. Ma, sorpresa delle sorprese, la ragazza aveva un segreto enorme…

Lo ammetto subito, non è che sia stato un gran signore allinizio. Non cercavo una storia vera, figurarsi i sentimenti. Mi interessava solo vedere la faccia di mamma quando avrei presentato una fidanzata tuttaltro che da passerella.

La questione era questa: ho sempre fatto quel che mi pareva. Feste, macchine che consumano più benzina di un traghetto, viaggi che finirebbero il credito anche a un cardinale. Perché mai no? La mia famiglia era piena di euro come i pasticceri di panettoni a dicembre, e sapevo che la loro azienda, prima o poi, sarebbe finita nelle mie mani.

Poi quellincontro serio con i miei.

Ascolta, Riccardo, disse mio padre, prendendomi sottobraccio come se stessimo trattando la pace mondiale, io e tua madre crediamo che sia ora di crescere.

Crescere? Intendi sposarmi?

Esatto, annuì fissandomi come se stessi per firmare il trattato dei trattati. Hai quasi trentanni. Se vuoi prendere le redini dellazienda, serve maturità. Ciò vuol dire: una moglie, una casa… Basta girare come una trottola!

Mia madre rincarò la dose scuotendo la testa come uno spettatore a uno spettacolo troppo rumoroso. Tuo padre si è fatto dal niente, Riccardo. Non possiamo lasciare tutto a chi vive come in una commedia allitaliana!

Ero furioso. Una moglie, volevano? Beh, gliela avrei trovata io, la moglie! E che si pentissero pure di aver preteso tanto. Mi sarei presentato con una normale, una vera scossa per le loro cene di gala.

Così conobbi Bianca.

Bianca non era per nulla come le solite che orbitavano nei miei ambienti scintillanti. Lho notata a una raccolta fondi di quartiere, mentre aiutava gli anziani della Caritas. Vestito semplice, capelli raccolti, aria discreta. Niente firme da boutique, solo un sorriso autentico e pochi fronzoli.

Quando le ho detto ciao lei ha annuito con un Piacere, Riccardo, senza nemmeno degnarmi di unocchiata extra. Nulla poteva turbarla.

Allora, Bianca, di dove sei?

Mah, di un paesino in provincia, sorrideva senza sbirciare il cellulare. Niente di che, davvero. Parole basse, occhi furbi ma diffidenti.

Perfetto.

E senti, Bianca… Che ne pensi del matrimonio?

Lei alzò un sopracciglio. Scusa?!

So che suona strano, fingevo simpatia come un presentatore in seconda serata, ma sto cercando qualcuno con cui… beh, sposarmi. Per ragioni tutte mie. Però ci sarebbe da passare qualche… prova.

Bianca mi ha lanciato unocchiata e ha riso piano: Divertente, ha detto, e negli occhi brillava qualcosa che non so se fosse follia o genialità. Sai che ci stavo pensando anche io? Magari sposarmi non sarebbe una cattiva idea…

Davvero?

Però promettimi una cosa, disse lei.

Cosa?

Zero domande sul mio passato. Presentiamomi per quello che sono ragazza semplice di provincia. Ai tuoi basta questo, giusto?

Perfetto.

Quando la presentai ai miei, lo spettacolo era meglio di un cinepanettone. Mia madre fissava il vestitino di cotone di Bianca come se avesse visto un UFO. Papà era più rigido di una sedia di legno della nonna.

Oh, Bianca, giusto? balbettò mamma, accennando un sorriso più tirato dei conti in banca di papà.

Papà addirittura sbuffò. Riccardo… non era proprio questo che avevamo in mente.

Beh, volevate che mi accasassi, risposi sfoderando la mia faccia tosta. E Bianca è perfetta. Niente amore per gli orologi da 10.000 euro, niente manie di grandezza.

Bianca era unattrice perfetta. Risposte educate, sorrisi ironici, sguardi che parevano dire ma dove sono finita?. I miei non reggevano la tensione contavano i minuti come alle cene coi parenti noiosi.

Eppure… qualcosa in lei non quadrava. Faceva la parte della ragazza ingenua, ma ogni tanto le sfuggiva uno sguardo da chi sa il fatto suo.

Ci pensi sul serio, Riccardo? mi chiese una sera dopo cena dai miei.

Altro che, risi. Li sto facendo impazzire. Funziona alla grande.

Felice di essere daiuto, rispose, ma con quella voce talmente morbida che quasi minsospettì. Solo quasi, però…

Ero troppo preso a godermi il teatrino dei miei per capire cosa stesse passando per la testa a Bianca.

Arrivò il gran ballo di beneficenza, quello che i miei organizzano una volta lanno solo per mostrare, col pretesto della solidarietà, quante posate dargento riescono a mettere in tavola. Lampadari, tovaglie più candide di un detersivo, e via dicendo.

Bianca, con il suo vestitino da battaglia, spiccava tra i vestiti da sogno. Era esattamente la scenetta che volevo.

Solo ricorda, le sussurrai, questa è la prova finale.

Lei annuì: So come funziona.

Le stavo sempre accanto, mentre lei chiacchierava piano coi vecchi, sorrideva gentile e sembrava invisibile a tutto quel circo di fronzoli. I miei intanto la fissavano come si fissa lultimo biscotto rimasto nel pacchetto.

Poi, allimprovviso, si avvicina il sindaco della città, sorridente come avesse appena vinto alla lotteria.

Oh, Bianca! Che bella sorpresa! esclama stringendole la mano con entusiasmo.

I miei genitori sembravano due statue di sale. Pure io ho sgranato gli occhi. Il sindaco conosce Bianca?

Bianca sorride, a metà tra imbarazzata e cortese. È un piacere, signor sindaco.

Guardi, ancora oggi si parla dellorfanotrofio che la sua famiglia ha contribuito a realizzare, dice lui. Un gesto che ha segnato davvero tutta la nostra comunità.

Bianca annuisce. Siamo felici di poter aiutare. Non serve far troppo rumore.

Quando il sindaco se ne va, cala il gelo. Mamma finalmente rompe il silenzio: Riccardo… che storia è questa?

Neanche il tempo di rispondere, che appiccica un nostro vecchio amico di famiglia, Enzo, sbalordito a mille. Bianca! Non sapevo fossi tornata in città!

Lei ride piano: Sono tornata per… il mio matrimonio, dice.

Enzo mi mira tra il serio e il faceto: Riccardo, ma lo sai con chi ti sposi? Bianca, la Principessa della Beneficienza! La sua famiglia è tra i più grandi benefattori del paese!

Mi si seccò la gola. Quellappellativo… sì, lo conoscevo. Tutti, in città, lo conoscevano. Non mi era mai venuto in mente che Bianca fosse proprio… quella Bianca.

Più tardi, la tiro da parte. Allora, Principessa della Beneficienza?

Lei sosprira. Sì, la mia famiglia gestisce la principale fondazione benefica della regione. Ma io cerco di vivere per conto mio, lontana da tutto ciò.

E perché non me lhai detto?

Per lo stesso motivo per cui tu non mi hai detto del tuo piano. Ognuno i suoi segreti, Riccardo.

Allora lhai capito che fingevamo entrambi?

Annuisce: Sono stanca di sentirmi dire chi devo sposare solo per mantenere il potere in famiglia. Quando ho conosciuto te ho pensato che, forse, potevamo aiutarci a vicenda…

La guardavo con occhi nuovi. Non era affatto una ragazza banale. Forte, sveglia, indipendente.

Tanto io giocavo a fare il ribelle, tanto lei aveva mollato il suo nome altisonante pur di vivere in santa pace. Ha accettato la mia farsa per fuggire dalla sua gabbia dorata.

Una sera, organizzando lennesima scusa per evitare i nostri, la guardai fisso.

Cosa cè? disse lei.

Non pensavo fossi così forte, ammetto. Gestisci tutto meglio di me.

Mi sorrise dolce: Lo faccio per me, Riccardo. Non per loro.

In quellattimo capii che qualcosa era cambiato. Il gioco era diventato realtà. Ora la stimavo sul serio. E, forse, volevo davvero stare con lei.

Bianca, dissi, forse è il caso di dire la verità ai nostri.

Lei annuì. Addio finzione.

Il giorno dopo, sedemmo davanti ai miei genitori. Pronti a raccontare tutto. Stranamente ero calmo. Nessuna paura. Solo una certezza: andare avanti, ma insieme a Bianca.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

eight + 7 =

Ho scelto una “ragazza semplice” per dare fastidio ai miei ricchi genitori — ma lei nascondeva un segreto così sconvolgente che mi ha fatto perdere la terra sotto i piedi…
Mi vergognavo di andare al matrimonio di mio figlio perché il mio vestito era vecchio; in chiesa mol…