Non cera più Caterina I figli arrivarono dalla città al paese per il funerale.
Almeno ora si sono fatti vedere, mormoravano le vicine. Hanno fatto in tempo a salutare la madre nellultimo viaggio.
Finite le commemorazioni, i figli con le famiglie iniziavano già a prepararsi per tornare a casa. Improvvisamente, nella casa entrò zia Lidia, la sorella di Caterina.
Zia Lidia, è ora che andiamo, iniziò il figlio maggiore. Bisogna chiudere casa. Anche lei forse dovrebbe tornare in città.
Andare via?! esclamò Lidia sorpresa. Ma questa è casa mia! Non ho motivo di andare da nessuna parte.
Tutti guardarono Lidia con stupore.
Rita e Matteo si sposarono e andarono a vivere dalla madre di Matteo.
Il matrimonio fu semplice. Decisero di risparmiare i soldi messi da parte per qualcosa di diverso, non per comprare una casa.
Prima abitavano separati: Matteo con la madre, Rita in una residenza universitaria. Lei a casa non viveva, perché la madre ogni tanto si perdeva nelle sue serate eccessive
Il padre Rita non laveva mai conosciuto.
La madre decise di lasciare un po di spazio alla giovane coppia. Chiese le ferie e andò dalla sorella Caterina, che abitava in campagna.
Le piaceva stare lì. La sorella viveva da sola. Suo marito era venuto a mancare, e i due figli la visitavano di rado. E nemmeno telefonavano spesso.
Almeno una chiamata, se la madre avesse bisogno Ma avevano, a quanto pare, ben altro da fare.
Caterina ci restava male. Davvero, a una madre non si può nemmeno fare una telefonata?
Ma non chiedeva mai nulla ai figli. Dove riusciva faceva da sé; per il resto chiedeva ai vicini, oppure ogni tanto arrivavano i nipoti con la sorella.
Matteo era in gamba. Prima veniva spesso con la madre, ma ora che si era sposato anche lui, probabilmente si sarebbe dimenticato della zia come i suoi figli avevano fatto con lei.
Quelli nemmeno le mogli avevano mai presentato alla madre. Solo al matrimonio le aveva viste, sempre schive. E nipoti, per ora, niente. Dicono che è troppo presto.
Lidia, sei arrivata! La mia sorellina! si rallegrò Caterina.
Stare insieme le faceva bene. Dallinfanzia sempre unite, poi però Lidia era andata a Firenze e lì si era sposata.
Caterina era rimasta in paese. Entrambe persero il marito nello stesso anno e non si risposarono mai.
Farai tu da padrona di casa questa settimana, che io ho ferie solo tra una settimana. Perché Matteo non è venuto? Poteva venire con sua moglie, presentarla alla zia in campagna. Oppure saranno andati in viaggio di nozze al mare?
No, risparmiano soldi. Il matrimonio era molto piccolo, giusto le firme e basta. E Rita praticamente famiglia non ne ha: la madre è sempre stata un po matta
Lei già da ragazza viveva da sola. Peccato, è davvero una brava ragazza.
E perché non li hai portati con te?
Li ho lasciati stare. Meglio che si abituino alla vita da sposati. E poi io non do fastidio. Almeno per un mese hanno pace senza di me.
Temevo nemmeno si sposasse, ormai trentanni Meno male che ha trovato la sua felicità.
Ormai si sono abituati luno allaltra anche senza di te. Però, perché restare in città in luna di miele? Che vengano qui con la moglie. Tu chiamali.
La casa è grande, spazio ce nè per tutti. E se non gli piace, tornano subito indietro.
Matteo e Rita arrivarono il giorno dopo. Zia Caterina felice. I suoi figli, invece, mai si vedevano.
Sono così felice! I miei non vengono mai. Chiamali pure, tanto non vengono Dicono sempre che hanno altro da fare, sospirò Caterina.
Rita si trovava bene in campagna; le tornavano in mente i giorni dallamata nonna, che non cè più da quando aveva quindici anni. Da allora si era sempre arrangiata tra studio e lavoro
Caterina lavorava, Lidia si riposava e cucinava per tutti.
Matteo aggiustò la staccionata e rimise a posto il tetto della legnaia.
Rita sempre nellorto, dalla mattina alla sera.
Ma lascialo stare, Rita, lorto! Tra poco sono in ferie, ci penso io Rilassatevi.
Non è fatica per me, Lidia. Da piccola già lo facevo da mia nonna. Mi piace lavorare la terra.
E poi, quando siete in ferie, godetevi il riposo!
La vacanza passò velocemente. Tutti tornarono a casa, e Caterina restò sola. Tutto era stato fatto. Ma la solitudine la intristiva.
La sera sentiva la mancanza di qualcuno. Così chiamò il figlio maggiore.
Che succede?
Niente di grave. Volevo solo sapere come stai. Magari ti va di venire a trovarmi?
No, non abbiamo tempo. Prova a sentire tuo fratello, magari lui non va più al mare.
Chiamò il figlio minore, stessa risposta. Andranno al mare, non vogliono passare nemmeno qualche giorno con la madre.
Pazienza. Matteo aveva promesso di tornare
Passarono gli anni. Matteo e Rita comprarono casa a Pisa. Non si dimenticavano mai della zia. Venivano spesso ad aiutarla nei lavori di casa, portavano i figli.
Anche i bambini trascorrevano spesso lestate con le nonne: Caterina e Lidia, ormai in pensione.
Caterina, però, ai suoi veri nipoti non fece mai da nonna. Il figlio minore si era sposato con una donna che aveva già un figlio, e il maggiore Sempre troppo impegnato con la carriera, poi ormai era tardi.
Si vedevano una volta ogni tre o quattro anni: Vedi, mamma, non ci siamo dimenticati!
Per fortuna cerano Matteo, Rita e la sorella.
E così vissero, finché Caterina non iniziò a sentirsi male. Aveva bisogno di cure, servivano soldi. Chiamò laltro figlio, spiegò la situazione.
Mamma, non sei mai stata alle terme in tutta la vita, non iniziare adesso! Guarisci a casa, che le pareti aiutano!
Il soggiorno alle terme glielo regalarono Matteo e Rita, per lei e per la zia, così potevano stare insieme e farsi forza.
Caterina se ne andò dopo quattro anni. I figli vennero al paese per la commemorazione.
Almeno ora si sono visti, sussurravano le vicine. Nella sua ultima ora le sono stati vicini.
I figli stavano già per tornare in città con le rispettive famiglie. In casa erano rimasti zia Lidia e la famiglia di Matteo.
Zia Lidia, sa dobbiamo andare. Serve chiudere la casa. Anche lei dovrebbe pensare a tornare in città, suggerì il maggiore.
Andare via?! Ma io qui sono a casa! Dove dovrei andare? replicò sorpresa Lidia.
Tutti rimasero a guardarla, smarriti.
Questa è la casa di mamma! sbottò il figlio minore. Ora spetta a noi. La venderemo. Se vuole un ricordo, prenda un vaso, una tazza, tanto butteremo tutto via.
Voi prendete pure qualcosa per ricordare vostra madre, ma la casa me lha lasciata Caterina quando si è ammalata, dopo le terme. Lo aveva deciso.
Le terme? Ti ha lasciato tutto? Ma noi siamo i figli!
Ora ve ne ricordate? E doveravate quando lei era malata? Mai una visita, mai una carezza. Figli, eh!
I figli se ne andarono, senza dire più nulla. Ormai non avevano più una casa dove tornare, né una madre a cui telefonare.
Lidia si trasferì nella casa della sorella, affitta la sua vecchia casa e aiuta il figlio e la sua famiglia.
Loro la amano e la sostengono. Una famiglia vera, unita; manca solo Caterina
Ma Caterina è sempre lì, nei loro cuori.
Quando si dimentica chi ci ha amato, si rischia di perdere molto più di una casa: si perde la propria storia, la propria anima. Bisogna saper essere presenti, prima che sia troppo tardi.







