Un passo dall’altare

Un passo dallaltare

Chiara sta davanti allo specchio della sua camera e non riesce a smettere di ammirarsi. Si gira lentamente a destra e a sinistra, incantata dal riflesso, e un sorriso largo le illumina il volto. Labitoquello da sposale cade addosso morbido, la gonna ampia ondeggia leggermente a ogni suo movimento. Chiara solleva appena lorlo, poi lo lascia ricadere, già immaginando il momento in cui sfilerà verso laltare.

Nella porta appare Laura, la sorella maggiore. Si appoggia allo stipite, incrocia le braccia e osserva Chiara, divertita.

Sei bellissima, davvero, dice infine, senza trattenere una risata. Però secondo me ti serve un secondo vestito. Non resisterai tutto il giorno e tutta la sera con una nuvola di tulle addosso! Immagina: cena, balli, ospiti E tu ingabbiata in questa struttura che non ti fa quasi muovere!

Chiara si blocca e si scruta meglio allo specchio. Le parole della sorella la fanno riflettere. In effetti, perché non ci aveva pensato prima? Questo vestito era perfetto per la cerimonia e le fotoesattamente come lo sognava: elegante, solenne, autenticamente nuziale. Ma per i balli, per la festa con amici e parenti, forse sarebbe meglio qualcosa di più semplice. Un abitino bianco corto, al ginocchio, leggero e comodo, per potersi scatenare senza pensieri.

Dici? chiede, corrugando la fronte mentre pizzica la gonna per valutare quanto è ingombrante. Va bene Mi aiuti a scegliere?

Certo che sì! risponde pronta Laura. Ti conosco: se ti lascio sola finisci per restare in negozio fino alla chiusura, provando tutto quello che cè, e alla fine non compri nulla. Anzi, mi sorprendo che tu sia riuscita a prendere questo!

Chiara abbassa gli occhi, un po imbarazzata.

Lho fatto fare su misura. Una sarta bravissima ha realizzato tutto seguendo i miei disegni. Se avessi dovuto scegliere in atelier, sarei ancora là! Ci sono talmente tante opzioni, tanti dettagli mi perdevo!

Si allontana dallo specchio e si siede sul bordo del letto, guardando Laura con occhi pieni di speranza.

Domani sei libera? Mi accompagni nello shopping? Senza di te, mi confondo e basta.

Laura si avvicina, liscia qualche piega inesistente del vestito candido e sorride calda.

Per te metto in pausa tutto quello che ho da fare. Non è ogni giorno che la mia sorellina si sposa! Troveremo il tuo vestito perfetto per ballare!

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Chiara è seduta al tavolo della cucina, circondata da pile di inviti nuziali bianchissimi. Fuori è già calata la sera, la finestra incornicia il blu della notte, sul tavolo il lume getta una luce tiepida sulle file ordinate di biglietti e buste. Piegata su una nuova partecipazione, Chiara ci mette tutta lattenzione nel tracciare con calligrafia elegante i nomi degli invitati. Vuole che ognuno sia speciale, per questo ha rinunciato alla stampa: scrivere a mano significa dare al suo matrimonio un tocco danima.

Mamma e sorella avevano provato ad aiutarla, ma lei ha insistito: È il mio matrimonio! Qualcosa dovrò fare da sola, no?

Ne restano pochi, mormora, girando una nuova busta. La mano inizia a farle male, le dita tremano dopo ore di scrittura, Non sono più abituata a scrivere così tanto Mi fa male la mano, ormai!

Laura compare sulla soglia. Rimane a guardare la sorella per qualche minuto, poi viene avanti e si siede di fronte, su una poltrona, accavallando le gambe e sorridendo divertita allimpegno della Chiara sposa.

Vuoi che ti dia una mano? domanda Laura, chinandosi un po verso il tavolo. Guarda lì quanti te ne mancano E poi, perché Davide non ti aiuta? Metà buste saranno anche per i suoi ospiti

Chiara posa la penna, sgranchisce le dita e si lascia andare sulla spalliera della sedia. La pausa ci voleva proprio.

Non cè mai, è sempre in ufficio, spiega, accarezzando la pila dei biglietti finiti. Vuole chiudere tutto prima delle ferie. Lo sai come funziona: prima di andare in vacanza bisogna sbrigare tutto, per non avere pensieri dopo.

Sorride appena, lo sguardo si fa sognante.

Dopo le nozze ce ne andiamo via Solo noi, da qualche parte calda e tranquilla. Voglio davvero iniziare la nostra famiglia lontano dal caos.

Eppure, dieci inviti potrebbe anche trovargli il tempo di firmarli, dice Laura, cercando di tenere la voce neutra.

Dentro, però, Laura non riesce a non pensare a quanto Davide sembri distante riguardo alle nozze. Da subito le era sembrato… poco autentico. Mentre Chiara brillava di gioia accanto a lui, Laura vedeva altro.

E se fossi io a esagerare? Da sorella maggiore, magari mi preoccupo troppo. Non tutti sono espansivi come me. Forse lui è solo riservato

Ma il dubbio non sparisce. Ogni volta che osserva Davide, la sensazione è la stessa: sembra non capire che cosa stia per succedere. O non voler capire. Nei suoi occhi a volte cè qualcosa di assente, come se dicesse sì a tutto quello che Chiara propone, galleggiando fra le sue decisioni.

Il paradosso è che proprio lui per primo ha parlato di matrimonio. Uscivano insieme da appena tre mesiun attimo per un passo del generema Davide era stato determinato e si era buttato a capofitto nei preparativi.

Voglio che questo giorno ti rimanga nel cuore per sempre, diceva Chiara, mostrandole fotografie di allestimenti da sogno. Caldo il tono, il sorriso sincero. Guarda che stile: tinte pastello, fiori freschi sarà indimenticabile.

Sceglieva il ristorante, insisteva sullinvitare molta gente, perché non si può scontentare i parenti.

I miei vengono da mezza Italia solo per noi, ci tengo che sia una festa grande, ribatteva mentre scorreva la lista degli invitati. Sarebbe triste fare una cosa in piccolo. È il nostro matrimonio, dopo tutto!

Chiara lo osservava piena di entusiasmo, sognando a occhi aperti. Non notava le strane pause di Davide, il suo improvviso silenzio, quello sguardo che si spegneva quando si parlava del futuro.

Laura vede tutta la scena e si trova senza opinioni definitive. Da un lato, Davide sembra coinvolto, si dà da fare. Dallaltro, in lui cè qualcosa di forzato, come se stesse recitando la parte del fidanzato perfetto senza sapere davvero perché.

O sarà solo ansia? cerca di rassicurarsi Laura. In fondo il matrimonio è un passo importante. Ma allora perché questo disagio non mi lascia mai del tutto?

Si volta verso Chiara, che guarda i campioni di tessuti da allestimento, e sospira. Adesso conta solo la sua felicità. Tutto il resto lo dirà il tempo.

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Chiara, almeno, sente che i preparativi vanno per il meglio. Davide si è occupato dei costi principali: ha scelto un ristorante elegante, ha fissato il fotografo migliore della città, ha prenotato un viaggio di nozze al caldo. A lei spetta solo labito dei sogni, lacconciatura, il trucco, e qualche ultimo dettaglio organizzativo. Un grande sollievo, e apprezza sinceramente lo sforzo del suo futuro marito per regalarle una festa perfetta.

Una sera, mentre le due sorelle sono in cucina con una tazza di tè, Laura non resiste e abbozza con cautela una domanda. Rimane in silenzio a lungo, osservando la felicità di Chiara, ma la preoccupazione è più forte.

Non stai correndo un po, sorellina? sussurra Laura, facendo ruotare il cucchiaino sul bordo della tazza. Vi conoscete da così poco Come farete a convivere sotto lo stesso tetto? E se poi scoppiaste a litigare per la vita di tutti i giorni? Perché non vi godete un po di convivenza, e magari il matrimonio lo fate tra qualche mese?

Ma Chiara non si offendeanzi, sorride con calore, sapendo che Laura parla per affetto.

Non preoccuparti, Laurina Andrà tutto bene, vedrai, risponde sognante, lo sguardo lontano, quasi vedesse già il futuro felice. Cucino bene, conosco mille ricette, quindi a tavola non si annoierà mai. A me piace pulire, mi rilassa; sì, magari lui sarà sempre in ufficio e poco presente in casa, ma pazienza, me la cavo benissimo da sola! E nella peggiore delle ipotesi, prendo qualcuno che mi dia una mano.

Beve ancora un sorso e prosegue, emozionata:

Lo amo, Laura! Mai nessuno mi ha fatto sentire così È come aver trovato finalmente ciò che cercavo da sempre. E questa occasione non posso lasciarmela sfuggire!

Laura ascolta con attenzione, nascondendo le sue perplessità. Vede come si illumina Chiara, come negli occhi le brilli qualcosa di speciale ogni volta che parla di Davide. Forse questo è davvero lamore: quando gli ostacoli sembrano niente, e il futuro è solo fatto di colori.

Sei sicura di lui, allora? domanda Laura, ancora alla ricerca di basi solide per tanta contentezza.

Sicurissima, assicura Chiara. Sì, ci conosciamo da poco, ma sento che lui è la mia metà. Andiamo daccordo su tutto, ci capiamo subito e vogliamo la stessa cosa: una famiglia unita.

Laura sospira e sorride. Nonostante le proprie paure, sa di dover sostenere la sorella.

Va bene, se sei felice io lo sono per te, dice, mettendole una mano sopra la sua. Vorrei solo vederti sempre sorridente.

Chiara stringe con gratitudine le dita della sorella.

Grazie, Laurina. So che ti preoccupi. Ma credimi: sono davvero felice. E sento che questa è solo la prima pagina di una bellissima storia.

Non si poteva negare che Davide sapesse come coccolarla. Ogni appuntamento era una piccola scena da commedia romantica. Ora un mazzo di fiori per nessun motivo, ora una cartolina con parole gentili, ora la sorpresa della sua cioccolata preferita. Soprattutto, colleghe e amici di Chiara erano stupiti dalla consegna quotidiana di caffè in ufficio alle 9 precisemacchiatone con sciroppo di mandorla e panna, la bevanda che le piace di più. E sul bicchiere, la scritta: Per la più bella. Chiara rideva, si schermiva, ma era chiaro quanto le facesse piacere.

Inoltre Davide aveva preso la sana abitudine di portarla al lavoro ogni mattina e di andarla a riprendere alla sera. Ogni volta si avvicinava allingresso, le apriva la portiera, la prendeva per mano. Le colleghe la guardavano dallalto delle finestre scuotendo la testa:

Ma dove lhai trovato un cavaliere così?, commentavano con una punta di invidia. Fortunata!

Chiara sorrideva, quasi incredula che tutto quello stesse succedendo proprio a lei.

Eppure, Laura continuava a chiedersi se la sua ansia non fosse ingiustificata. Davide, obiettivamente, era attento, premuroso, presente. Ma in fondo a lei restava una strana sensazione, come se dietro alla perfezione si celasse qualcosa di stonato.

Una sera, con una tazza di tè tra le mani, Laura prende coraggio:

Sai, tutto fantastico Però io avverto qualcosa di strano. Non so spiegarlo, ho solo questa sensazione che qualcosa non torni.

Chiara la guarda sorpresa:

Laura, cosa intendi? Davide mi riempie di attenzioni, fa di tutto per farmi sentire bene.

Laura riflette un attimo prima di rispondere. Non vuole ferirla, ma non può tacere.

Non dico che sia una cattiva persona. Solo è tutto così perfetto. Fiori, regali, caffè al mattinoè meraviglioso. Però voglio che tu guardi più in là. Come si comporta quando le cose vanno storte? Se qualcosa va fuori programma, come reagisce?

Chiara rimane un istante in silenzio, poi sorride dolcemente:

Sei sempre stata quella seria. Non cerchiamo i problemi dove non ci sono, dai. Io sono veramente felice. E sono certa che andrà tutto bene.

Laura sospira e annuisce piano:

Va bene, vedremo concede controvoglia.

Ma quella vocina dentro continua a metterla in guardia. E, purtroppo, aveva ragione. Davanti a loro cera davvero una brutta sorpresa che nemmeno Laura avrebbe mai immaginato nei suoi timori peggiori.

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Chiara arriva da Davide con il sorriso, una cartellina di appunti in mano: vuole rivedere con lui le ultime scelte, la disposizione dei tavoli, la musica, gli ultimi dettagli per lallestimento. Si immagina una serata allegra, fatta di risate, magari una pizza sul divano.

Ma appena mette piede in casa, avverte che cè qualcosa che non va. Davide la aspetta in corridoio, ma non labbraccia, non sorride come al solito; sta in piedi con le mani in tasca e lo sguardo lontano. Il suo viso è teso e freddo come non mai.

In che senso non ci sarà il matrimonio? sussurra Chiara, sentendo il terreno mancargli sotto i piedi. Le labbra faticano a muoversi, sembrano di ghiaccio. Cosa ti è successo? Perché sei così distante? Ho fatto qualcosa che non andava? Davide, ti prego, parlami!

Lui la fissa, ma negli occhi non cè più tenerezzaanzi, un ghigno amaro gli contrae il volto.

Che hai fatto Niente di particolare, risponde quasi con indifferenza, glaciale, come se parlasse di una sciocchezza. Hai solo la colpa di essere donna. E voi donne pensate solo ai soldi. Appena trovate uno con più possibilità addio! Vi odio, tutte quante

Chiara resta di sasso. Non può credere alle sue orecchie. Che senso ha tutto ciò? Quando mai gli ha dato motivo di pensare una cosa simile? Era tutta dedita a lui, aveva messo da parte amici, vacanze, hobby, ogni energia nellorganizzare il loro giorno.

Davide, non capisco prova a dire, stringendo i fogli con tanta forza da farli quasi scricchiolare. Che vuoi dire? Io non ho guardato nessun altro! Lo sai bene.

Lui scuote le spalle, si volta verso la finestra.

Lo so? Non puoi dimostrarlo. Siete tutte uguali. Pensi che non mi accorga di come sorridi agli altri? Di come li guardi quando passano?

Il magone sale in gola a Chiara. Vorrebbe protestare, spiegare, ma le parole le muoiono dentro. Davanti a lei non cè più il Davide che aveva amato. Non luomo che le portava il caffè al mattino, che le stringeva le mani con dolcezza. Cè un altro: freddo, straniero, pieno di rabbie e paure che lei non ha mai conosciuto.

Ma io mai ritenta, con la voce rotta.

Basta, non serve giustificarsi, taglia corto lui, stancamente. Si capisce tutto da sé. Credevo fossi diversa. Invece sei come tutte.

Chiara rimane lì immobile. La mente piena di domande, ma nessuna risposta. Come può qualcosa crollare in pochi minuti? Come può chi ti ha promesso amore ieri guardarti con tanto odio oggi? Avverte solo un vuoto terribile dentroquello che resta quando si spengono i sogni in cui credevi davvero.

Si morde le labbra tremanti, le gambe vacillano. Vorrebbe piangere, gridare, supplicare Ma la voce è un sussurro:

Ma io ti amo non voglio nessun altro, davvero, ripete stringendo i pugni per fermare la paura. Devi credermi!

Davide alza la testa di scatto. Nei suoi occhi si legge solo sofferenza, una ferita mai rimarginata che avvelena tutto. Non la sente, sente solo il peso dei suoi incubi.

Una volta a una ci ho creduto. Sai come è andata? Ho buttato via soldi, tempo, sogni E al matrimonio mi ha detto davanti a tutti che non ero abbastanza.

Era più giovane, pieno di speranza. Aveva preparato la festa, scelto lanello, sognato il futuro. Nel giorno delle nozze, davanti a duecento invitati, lei lo aveva guardato con quello stesso sorriso, e aveva detto: Scusami. Ho cambiato idea.

Ti spiace, vero, essere lasciata a un passo dallaltare? sogghigna Davide guardando nel vuoto. Almeno tu non te lo senti dire davanti a tutti. Vai via. Sono stufo di te.

Quelle parole la colpiscono come uno schiaffo. Chiara vacilla, regge in silenzio, cerca dentro di sé una spiegazionema non trova nemmeno la forza. Esce dallappartamento senza dire nulla.

La porta si chiude dolcemente alle sue spalle, lasciando Davide solo nella casa vuota. Si butta sul divano coprendosi il volto con le mani, per nascondersi dalla realtà, dai suoi stessi pensieri, da quellangoscia che lo lacera.

Forse è tempo di chiamare uno psicologo, pensa amaramente.

E sì, Chiara gli piaceva davvero. Era buona, attenta, capace di ascoltarlo, aveva imparato a ridere delle sue battute, cucinava le sue zuppe preferite. Ma più le cose si facevano serie, più gli capitava di vedere in lei unaltra donna: Elena. Elena con il sorriso timido, gli occhi azzurri, quella voce dolce e ironica.

E ogni volta che Chiara parlava di un futuro insieme, di bambini, di casa, lui era assalito dal panicovedevo di nuovo Elena, che con lo stesso sorriso sereno gli avrebbe detto:

Scusami, ma ho conosciuto un altro. Unora fa mi ha chiesto di sposarlo. Capisci, è la mia occasione per una vita migliore. E tu, cosa puoi darmi?

Chiude forte gli occhi, cercando di scacciare quellimmagine troppo viva.

Con un sospiro si prende il telefono. Lo schermo si illumina, indugia su un nome in rubrica, poi chiama.

Pronto, sono io, la voce si spezza dalle emozioni. Ho bisogno di aiuto. Ho paura. Ho paura che tutto si ripeta. Di restare di nuovo solo, umiliato, distrutto. Voglio smetterla.

Dallaltra parte una voce gentile:

Hai fatto bene a chiamare. Vediamo cosa si può fare. Quando vuoi venire in studio?

Davide guarda fuori, verso il tramonto che si spegne, e sussurra:

Anche domani

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Un anno dopo, Chiara è di nuovo al centro di una sala piena di luce, circondata da amici e parenti. Indossa proprio quellabito da sognoelegante, gonna vaporosa e maniche di pizzo.

Parte la musica, lenta e dolce. Chiara prende Davide per mano e lo segue in pista. Lui le sorride appena, la stringe più forte, e iniziano a volteggiare persi nel ballo.

Allora, marito, mormora lei fissandolo negli occhi, come ti senti?

È strano, confessa Davide, socchiudendo gli occhi. Sembra tutto uguale, ma è tutto diverso.

Perché ora è vero, sorride Chiara. Senza paura, senza e se.

Ricorda perfettamente il giorno in cui, un anno fa, era uscita dalla sua casa a pezzi per quelle parole. Le sembrava finisse il mondo, che tutto quello in cui credeva svanisse in un attimo. Ma proprio quella caduta le aveva dato la forza di rialzarsi.

Il giorno dopo era tornata da Davide. Non con rimproveri, né con supplichema con il desiderio sincero di parlare davvero.

Non me ne vado finché non capiamo insieme, aveva detto, fissandolo negli occhi. So che hai paura. Paura che si ripeta il passato. Ma non per questo dobbiamo distruggere il nostro futuro. Possiamo affrontarlo insieme.

Davide era rimasto a lungo in silenzio. Poi con voce bassa aveva ammesso:

Non lo capisci Non voglio più provare quel dolore.

E io non voglio che tu viva nella paura, aveva replicato Chiara. Cerchiamo una strada, insieme.

Fu così che, per la prima volta, varcarono insieme la porta di uno studio di psicologia. Passo dopo passo, Davide cominciò ad aprirsi, a raccontare quella vecchia ferita, il tradimento, la vergogna portata dentro per anni.

Chiara restò sempre al suo fianco. Non giudicò, non spinsesolo ascoltò, sostenne, gli ricordò che non era solo. Lei imparava a comprendere le sue paure, lui a fidarsi davvero.

E adesso eccoli qui: marito e moglie, che ballano applauditi da tutti. Negli occhi di Davide non cè più il gelo, ma solo calore, sicurezza, gratitudine.

Lo sai, sussurra, stringendole forte la mano, sono grato che tu non abbia mollato.

Anchio, risponde Chiara, avvicinandosi di più. Ora so che il nostro amore è più forte di qualsiasi paura.

E mentre la musica si fa pian piano più flebile, il loro ballo continuacalmo, intenso, pieno di quella felicità silenziosa che si trova solo quando, insieme, si supera tutto.

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