LA SPOSA

SPOSA

Vittoria assiste inorridita mentre il suo fidanzato, col volto deformato dalla rabbia, colpisce Marfisa, la bassotta che aveva calpestato per sbaglio le sue candide sneakers con una zampa infangata. Palla, il suo meticcio fedele, si getta per difendere la piccola e riceve un colpo forte sul muso con il pesante guinzaglio di cuoio. In quel momento Vittoria capisce a fondo perché i suoi gatti e cani detestano così tanto Massimo.

Ora, la sera dinverno è calata su Milano, le luci alle finestre brillano, ma a Vittoria non importa: per lei è lo stesso che sia giorno o notte. Ha un appartamento e un buon lavoro, non ha nulla da invidiare alle sue coetanee, eppure in amore non trova mai fortuna. Il tempo scorre veloce, tutte le sue amiche si sono già sposate e hanno figli: solo lei sembra destinata alla solitudine.

Ma perché proprio io? pensa, stringendo a sé i suoi amici pelosi che le mostrano tutto il loro affetto. I genitori di Vittoria sono mancati presto e lei è cresciuta con la nonna, decisa a diventare infermiera. Finito il liceo si iscrive alla scuola per operatori sanitari e ora lavora in ambulanza, turni infiniti e poco sonno.

La nonna, che la adora, si è trasferita a vivere in una villetta fuori città, sperando che la nipote possa sistemarsi e trovare un uomo da sposare, ma tutto sembra andare storto.

Da bambina Vittoria sognava un gatto e un cane, ma la madre era allergica al pelo. Se ne accorsero subito, quando Vittoria portò a casa un gattino randagio e la mamma ebbe una crisi di asma. Così il piccolo Bignè dovette andare a vivere dalla nonna.

Dopo la scomparsa dei genitori arrivò anche il micio Tito, raccolto vicino ai cassonetti. Vittoria avrebbe voluto anche un cane, ma la nonna temeva la responsabilità.

Adesso, al posto di un compagno, Vittoria convive con cinque amici inseparabili. Palla, la cagnolina meticcia, lha scoperta affamata davanti al supermercato Coop durante una gelida giornata di gennaio. La povera bestiola cercava riparo tra le porte scorrevoli, ma i commessi la cacciavano. Vittoria l’ha infilata nella borsa ed è corsa a casa.

Da subito si è dimostrata una vivacissima compagna di giochi: ha meritato il nome Palla, perché rotolava ovunque instancabile. In poche settimane ha fatto amicizia con Tito.

Ma la famiglia non era ancora al completo. Dopo poco arriva Marfisa, una bassotta intelligente e buffa, lasciata dagli ex proprietari nel cortile condominiale perché rovinerebbe il parquet nuovo. Così, in pieno inverno, Marfisa piange da giorni finché il gruppo di padroni del quartiere avverte Vittoria, che la porta a casa sua e curando con pazienza le sue orecchie infreddolite. Era una cagnetta ideale, calma e casalinga, quasi come una zia saggia. Quando linverno si faceva pungente, Vittoria le legava sulle orecchie una sciarpina di lana. Marfisa ne andava fiera, anche se scodinzolava allegra sembrando una vecchietta in miniatura.

Poi è arrivata Gatta Nicolina: una mattina, uscendo per il turno di notte, Vittoria trova davanti al portone una massa di pelo bianco-azzurro, in realtà una micia che implora aiuto. Subito la fa entrare nellandrone, le dà dei pezzetti di pane con prosciutto, e lascia un biglietto: Per favore, non cacciate la gatta! Tornerò dopo il turno, la prenderò con me. Grazie, Vittoria del n. 12.

A casa la chiama subito Nicolina, col suo proprio secondo nome, e la micia, fiera e imponente, si adatta in fretta prendendo in mano la situazione. Tutti gli animali si inchinano allautorità della nuova capobanda che tiene la casa splendente. Ogni notte fa il giro di controllo: niente può sfuggirle.

Lultimo arrivato è Micio Orlando, trovato al parco Sempione mentre due cornacchie quasi lo aggredivano. È sempre rimasto, anche da adulto, dolce e timido, incapace di litigare o ribellarsi. Tutti e cinque, ex randagi, vivono ora in armonia, facendo del loro meglio per non dare fastidio a Vittoria.

Vittoria ama da morire i suoi animali. Sa però che non tutti gli uomini accettano una famiglia così allargata. Sua nonna la mette sempre in guardia: Ma ti rendi conto, Vitto, due cani e tre gatti, ci vuole coraggio! La gente oggi preferisce meno complicazioni.

Se a qualcuno non piaccio così, non fa per me, risponde Vittoria decisa.

Così è stato con Luca, un collega con cui si era frequentata sei mesi, finché non ha scoperto che lui odiava gli animali domestici. Poi ha conosciuto Massimo, bellissimo, sempre allegro, campione regionale di nuoto e molto corteggiato. Sapeva corteggiarla e a volte portava a spasso le cagnette. Ma, col tempo, i suoi amici a quattro zampe hanno iniziato a scansarlo. Palla lo guardava storto, Marfisa si nascondeva dietro Vittoria e ringhiava, i gatti fuggevano e Nicolina si gonfiava fino a fargli passare la voglia di avvicinarsi.

Una sera, mentre Vittoria è intenta a preparare la cena, lo vede dal balcone: Massimo perde le staffe per una zampa sporca sulla scarpa e colpisce la bassotta, mentre Palla, accorsa in difesa, prende una brutta bastonata.

Vittoria si precipita giù, strappa i guinzagli dalle mani di Massimo e gli dà un colpo sul braccio. Lui la guarda incredulo: Ma sei matta? Fa male!

Ah, fa male? E loro no? Con che coraggio picchi i miei animali?! Magari un giorno colpirai anche me?

Era solo per insegnare a non sporcarmi le scarpe.

Fuori di casa, adesso! E non tornare più!

Massimo ride, sprezzante: Tanto meglio, qui sembra uno zoo, pieno di parassiti!

Vittoria soffre tanto per questa rottura amara, riascoltandone le parole in mente ancora e ancora. Per un anno aveva creduto che Massimo fosse la sua fortuna, invece non laveva mai davvero conosciuto.

Il tempo passa, quasi si convince di dover restare sola. Ma poi si innamora davvero, come non era mai successo. In una notte al pronto soccorso incontra Alessandro Giacobbe, medico ortopedico, durante il ricovero di un incidente stradale. Lui alza gli occhi ed è come se una scarica elettrica le attraversasse il cuore. Vittoria, scettica sullamore a prima vista, ora deve ricredersi.

Alessandro trova il suo numero sui documenti di lavoro e le telefona: iniziano a frequentarsi. Vittoria sente che lui è serio e affidabile, ma la paura di unennesima delusione la frena. Decide di non rivelargli nulla sulla sua tribù. Dopo sposata, si vedrà! si dice.

Dopo sei mesi Alessandro la presenta alla sorella Silvia e al cognato, poi la conduce dai suoi genitori tra le colline del Piemonte. Vittoria lo invita dalla nonna e conosce la sua casa impeccabile. Ma lui da lei non cè mai stato: le scuse di parenti in visita o influenza non funzionano più. Le tocca prendere una decisione: confessare o continuare a mentire.

Alla fine sistemano tutti gli animali dalla nonna. Palla e Marfisa ci sono già state più volte e i gatti adorano la nonna. Solo lei è preoccupata: Non è giusto cominciare una storia così, Vitto. Alessandro è un uomo in gamba, e tu già gli tieni nascosto qualcosa.

Non posso rischiare di perderlo, nonna, ma vivere senza di loro mi ucciderebbe. Non so che fare.

Allora vieni ogni giorno qui. Però ti avverto: non finirà bene.

Vittoria ogni giorno corre dalla sua squadra pelosa, sente già che Alessandro non sospetta nulla e, poco tempo dopo, lui le propone di sposarla, regalandole un anello dametista a cuore.

Guarda che io di ricca dote non ne ho! scherza Vittoria, mentre lorganizzazione del matrimonio la impegna completamente. Mancano pochi giorni e serve ancora decidere la lista degli invitati, il menù del ristorante e passare dalla gioielleria.

Nel trambusto dei preparativi, rientrano a casa tardi esausti. Mentre fanno i conti e bevono il tè con dei pasticcini alla crema, Alessandro va a buttare la spazzatura, ma trova il bidone pieno di confezioni di cibo per animali.

E queste, da dove saltano fuori?

Oh, Sandro, poi ti spiego

Nel frattempo la nonna ha liberato Palla e Marfisa nel cortile per una corsa sulla neve fresca, poco dopo arriva il postino con la pensione. Nel farsi prendere dalla fretta il portoncino resta socchiuso: Nicolina, Tito e Orlando ne approfittano per uscire. La squadra si riunisce sotto il cancello, poi, una dietro laltra, segue Palla che ricorda perfettamente la strada: direzione casa di Vittoria!

Chi passa per le strisce pedonali nel quartiere San Siro si ferma a godersi la scena, specialmente vedendo la bassotta con la sciarpa slacciata. Alessandro sente gratta alla porta e apre, restando incredulo: una processione innevata di cani e gatti entra trionfale nellingresso.

Ma che armata è questa?

Vittoria, mortificata, si abbandona su una panca, la testa bassa tra le mani. Le lacrime scendono silenziose.

Vittoria sono tutti tuoi?

Sì, stavano dalla nonna.

Palla e Marfisa abbaiano ad Alessandro, Nicolina si gonfia e sibila.

Allora non è vero che non hai una dote da portare! sorride amaro Alessandro, che poi prende il cappotto, esce e parte.

Vittoria chiama la nonna per tranquillizzarla e pensa: È finita. Me lo merito. Non trova più la forza di spiegare nulla, piange fino a gonfiarsi il volto.

Passano ore. Allimprovviso il campanello. È Alessandro, con un carico di cibo di marca e un sorriso.

Non chiudere, torno subito.

Rientra dopo poco con una bassotta in tuta rossa al guinzaglio.

Questa è la mia cagnolina, Nicky. E questa è Mafalda, la gatta rimasta da mia sorella. Sfila da sotto il giubbotto una gatta rossa: Le accettate nella vostra squadra?

Gli anni passano. Oggi, Vittoria e Alessandro ricordano insieme quella storia e sorridono. Chissà, senza quel patrimonio di code, forse la loro famiglia non sarebbe stata così piena e felice da tanti anni.

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