I bambini vengono da me per riposarsi e nemmeno si preoccupano di chiedermi se ho bisogno di aiuto

Due figli ormai grandi e nu posso contare su alcun aiuto da parte loro. Arrivano in visita qui, come se fossero ospiti in una villa sul lago di Como, venindosi a relaxare come turişti. Io invece sono come una domestica: devo accogliere, ospitare, cucinare, pulire e prendermi cura di toată lumea. Nici măcar un gesto de ajutor, ca să nu mai vorbesc di qualche euro.

Ho un figlio, Matteo, e una figlia, Fiorella. Per me rimarranno sempre bambini, ma ormai sono adulti, con le loro famiglie. Matteo ha due figli, Fiorella per ora solo una bambina piccola. Vivono tutti in città Milano e Pavia ma vengono spesso nella mia casa in campagna, vicino a Monferrato. E ogni anno, queste visite mi sembrano sempre più faticose.

I miei figli vengono qui come se fosse una vacanza, lo hanno sempre fatto: io mi occupo di tutto, faccio la spesa, preparo i letti, cucino piatti tradizionali della nostra famiglia, tirando fuori il meglio per accogliere gli ospiti. Quando ero piccola, la mia mamma ci riceveva sempre così, con tavolate colme e tanto calore. Però, io e mia sorella mai ci siamo comportate come loro: sapevamo che per mamma era dura fare tutto da sola. Così lavavamo noi i piatti, badavamo ai bambini, aiutavamo con la pulizia generale, facevamo la spesa insieme. Mamma non ci ha mai chiesto nulla, ma noi sentivamo il dovere di darle una mano.

Adesso invece, i miei figli vengono, a volte si degnano di pulire un piatto, e pensano sia abbastanza. Sui miei nuora e genero, non ho niente da dire sono comunque ospiti, non mi aspettavo altro. Ma mi fa male vedere che proprio Matteo e Fiorella non sanno cosa voglia dire aiutare. Mangiano, guardano la TV, oppure mi lasciano i nipotini per uscire a fare una passeggiata o una visita agli amici. Poi resto io, con tutte le stoviglie da lavare, la tavola da preparare, il pranzo e la cena da organizzare, i pavimenti da pulire e la casa piena di gente. E pure a tener dietro ai nipoti ci penso solo io.

Ogni volta mi pesa di più, perché la schiena mi fa male e non ho più la forza di stare così tanto ai fornelli. Eppure, la mia educazione non mi permette di ignorare tutto, di lasciar correre. Non si fa: bisogna accogliere gli ospiti come si deve, con rispetto e generosità. Nei fine settimana, mi agito per preparare tutto, poi per giorni resto esausta dopo queste avventure.

Penso che avrei bisogno di aiuto, ma mi sembra sconveniente chiederlo. Ho paura che i figli si offendano, che pensino di non essere abbastanza. Eppure mi farebbe tanto piacere avere un po di sollievo, anche se mi costa ammetterlo. Ci sono anche dei lavori da fare che proprio non riesco più a gestire. Ma mi vergogno troppo per domandare. Loro lavorano, e penso: non devono lavorare anche per me.

Non so che fare; la mia educazione, questa paura di disturbare, mi tiene bloccata. Fare tutto da sola è pesante, sono sempre più stanca. Dentro di me, so che avrei bisogno di aiuto, in qualsiasi modo. Ma daltra parte, la vergogna di chiedere è fortissima: noi non ci siamo mai permessi di chiedere aiuto, abbiamo imparato a cavarcela da soli, così ci hanno cresciuti i nostri genitori. E così soffro in silenzio, senza riuscire a superare questa barriera. È qualcosa che mi fa stare male, ma ormai non riesco a cambiarlo. Non capisco perché i miei figli non si offrano di aiutarmi; dovrebbero vedere che non ho più ventanni né il cuore di una ragazza. Non cè motivo di offesa, ma comunque mi sento ferita. Sto cercando una soluzione, ma ancora non la trovo.

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I bambini vengono da me per riposarsi e nemmeno si preoccupano di chiedermi se ho bisogno di aiuto
Mio fratello mi chiedeva spesso soldi mentre era sdraiato sul divano, ma una volta che gli ho detto di no, la reazione di nostra madre mi ha lasciato senza parole.