Era un venerdì sera a Milano. Alessia aveva passato una giornata pesante. C’erano contratti da chiudere, colloqui con i dirigenti e, come se non bastasse, doveva ancora mostrare alcuni appartamenti ai potenziali inquilini. Alla fine della settimana lavorativa, sentiva che si meritava una cena fuori.
Aveva scelto uno dei ristoranti più esclusivi di Corso Venezia, un locale dove la gente importante festeggiava compleanni e promozioni. Davanti al ristorante luccicavano auto sportive con targhe di città lontane, e il parcheggiatore salutava solo chi lasciava una generosa mancia in euro. Un semplice antipasto costava quanto un paio di scarpe nuove, ma Alessia si disse: Perché negarsi qualcosa ogni tanto?.
Il maître arrivò subito e la accompagnò in sala. Il ristorante era semivuoto, il brusio era smorzato dalla musica jazz suonata dal vivo da una cantante elegante che interpretava Mina.
Benvenuta nel nostro ristorante. Posso proporle la specialità del giorno? Zuppa di pesce appena pescato, chiese educatamente il cameriere. La ringrazio. Potrei avere solo un bicchiere dacqua al momento? rispose Alessia. In realtà non aveva sete, ma aveva bisogno di tempo: temeva di scoprire che i prezzi fossero ancora più alti di quanto immaginasse.
Distinse qualche sguardo strano chi ordina solo acqua in un posto simile? Aveva ai piedi delle sneakers bianche, logore, una giacca nera stropicciata e una borsa che aveva visto giorni migliori. Lo staff losservava mormorando sottovoce; qualcuno già la scambiava per una donna di poco conto.
Aprì il menu e si finse perfino interessata: Gamberoni alla crema per cento euro Piuttosto ci pago la bolletta della luce. Tiramisu a venti euro? Potrei prepararlo meglio a casa. Poi chiese timidamente: Scusi, sarebbe possibile avere delle bruschette con formaggio e pere? Il cameriere esitò: Verifico con lo chef, si tratta di un piatto del menù colazione
Non solo il personale, ma anche alcuni clienti, avevano ormai occhi solo per lei. Ascolta, sussurrò il manager al cameriere, fa capire alla signorina che non è in una tavola calda, ma in un ristorante di lusso. Fallo in fretta o rischiamo di perdere i nostri clienti migliori. Ma se è qui, è comunque una nostra cliente. Devo servirla, rispose il cameriere con rispetto. Ti avverto: se non la cacci subito la tua carriera nel settore finisce qui. Questa pezzente non deve restare qui dentro!
Poco distante una donna elegante avvertì tutta la conversazione. Intanto Alessia cercava di sistemarsi i capelli, imbarazzata dalla propria figura stanca.
Dimprovviso il cameriere tornò portando un piatto fumante di filetto al vino rosso con riduzione di ciliegie. Il profumo pervase la sala.
Mi scusi, ma io non ho ordinato questo, si affrettò a dire Alessia. Va tutto bene, è un omaggio di una nostra cliente abituale, replicò il cameriere, indicando la donna elegante di poco prima. Alessia assaggiò, rimanendo senza parole: era uno dei piatti migliori della sua vita. Dal menu scoprì il prezzo e arrossì allidea di doverlo restituire: Posso avere il suo IBAN? Con il prossimo stipendio le restituisco tutto.
Mi dispiace, non posso accettare, rispose la donna sorridendo, Non è stato sempre facile neanche per me. Vengo da un paesino vicino a Cremona. Mia nonna mi ha cresciuta quando i miei sono morti in un incidente. Mi ha insegnato che la gentilezza si mostra nei gesti, non nei vestiti. Ho fatto tanti sacrifici, ho costruito la mia azienda, ma non ho mai dimenticato le sue parole. Oggi volevo semplicemente dare una mano.
Quando Alessia si alzò per andare, la donna chiamò lamministratore del ristorante: Da domani lei non lavora più qui. Non giudichi mai più qualcuno dallaspetto. Ogni persona che entra è un nostro ospite. Non voglio chi lavora con me senza umanità.
Mi dispiace non succederà più. Non basta. Da domani cerchi altro, qui non la voglio.
Il ristorante riprese la sua atmosfera elegante, mentre una nuova corrente di rispetto e umanità lo attraversava.







