Vendetta
Caro diario,
Stasera è successo di nuovo. Mentre ero seduta sul divano della nostra casa a Firenze, la porta si è spalancata e mio fratello maggiore, Matteo, è entrato come una tempesta.
Ciao a tutti! ha urlato, portando per mano la sua nuova fiamma. Vi presento la mia Simonetta!
Ho girato appena la testa e ho cercato di schiacciare un sorriso di circostanza, anche se in realtà avrei voluto gridare: Ma dove li trovi tutti questi personaggi, Matteo? Queste Simonette, Annelise, Tamarine e le Vittorie?
Mio fratello è sempre stato uno di quelli che non passano inosservati: alto, affascinante, sempre col sorriso e con la battuta pronta. Non gli sono mai mancate corteggiatrici e a volte davvero bellissime! Eppure, lui si fidanzava solo con ragazze che, a dirla tutta, sembravano sempre poco appariscenti, un po trasandate. Perché? Da tempo trovo la cosa inspiegabile.
Una volta, ho provato a domandarglielo direttamente, ma Matteo mi ha solo dato un buffetto sul naso dicendo che non capivo nulla. A mamma invece, dopo un attimo desitazione, è scappato detto che aveva i suoi gusti. Ma io sapevo che non era vero. Lo vedevo come guardava certe bellezze per strada. Insomma, secondo me lo faceva per sentirsi superiore, per essere quello che comanda.
Ma che ti stupisci? mi ha detto la mia amica Bianca, con cui mi confido spesso. Quelle ragazze faranno tutto per lui, sopporteranno tutto. Lui può pure andare a zonzo per Firenze e Siena senza problemi, tanto loro lo aspettano a casa col ragù già pronto e la camicia stirata.
Diceva cose che in parte mi facevano riflettere.
Forsele risposi.Ma allora perché ogni tanto ne cambia una dietro laltra? Perché non si ferma mai?
E questo non lo so, scrollò le spalle Bianca.
A volte penso che, forse, davvero non capirò mai mio fratello.
***
Devo ammettere che, con mio grande stupore, Simonetta mi è piaciuta fin dal primo momento. Aveva qualcosa di diverso rispetto alle solite amiche di Matteo: era simpatica, brillante, con una risata contagiosa.
Finalmente una ragazza normale! mi dissi. Su questa sicuramente si fermerà
Dopo pranzo, li vidi uscire insieme, e mi venne subito voglia di confidare a mamma le mie impressioni su Simonetta. Ma non feci in tempo ad entrare in cucina, che sentii la voce di papà:
Spero proprio che stavolta si sistemi, così smette di stare sulle nostre spalle, disse con tono affranto. Ti sembra normale che un ragazzo della sua età non abbia voglia di lavorare? Vive solo alle spalle delle donne! Dove abbiamo sbagliato con lui?
Non lo so, disse mamma con aria rassegnata. Mi pare abbia detto che i genitori di Simonetta hanno molti soldi e lei vive da sola, ha pure un buon lavoro. Magari trova un modo per sistemarlo
Poi aggiunse, quasi con un sospiro:
Anche io spero che si sposi e finalmente vada a vivere per conto suo, così non dovremo più dargli soldi ogni mese
Ed ecco che tutto mi fu chiaro. Era così semplice. Matteo sceglieva ragazze che non soltanto lo adoravano, ma avevano pure famiglie benestanti. Ogni nuova compagna era un livello sopra la precedente, per motivi puramente pratici. E Simonetta probabilmente rappresentava il top: indipendente, con lavoro fisso e portafoglio pieno.
Mi fece ribrezzo, una cosa davvero ingiusta. Mi sentii male per Simonetta.
***
La storia tra Matteo e Simonetta continuava appassionatamente. Lui le faceva regali costosi (chissà quanti euro spesi!) e prendeva tutto dai nostri genitori. Papà e mamma cercavano invano di chiudere i rubinetti, ma Matteo aveva sempre una scusa pronta per convincerli a prestargli ancora qualcosa. Quando scoppiavano le discussioni in casa, io scappavo da Bianca pur di non sentirli.
Senti un po, mi chiese Bianca una sera, ma tuo fratello cosa aspetta a chiedere la mano di Simonetta?
Alzai le spalle.
Forse pensa che sia ancora presto
Mah Secondo me sbaglia a temporeggiare. E se lei scopre chi è davvero? Si rischia che rimanga solo, dopo tutto quello che hanno speso i tuoi!
Non potevo che darle ragione.
Già, perché non si decide mai?
***
La proposta finalmente arrivò. Matteo chiese a Simonetta di sposarlo e lei accettò. In casa era una festa, specialmente per i nostri genitori. Ma nulla cambiava davvero: il matrimonio era fissato per la primavera ed era ancora lontanointanto i problemi continuavano. Lo stesso copione, tra litigi e soldi che sparivano come acqua fresca. Poi la data slittò allestate, infine in autunno.
Ma tuo fratello si sposerà davvero? domandò un giorno Bianca, dubbiosa. Io un po ci sento puzza di bruciato. Non ti sembra strano?
Ormai non rispondevo più. Ero sfinita, satura di questa situazione sospesa e di vedere la famiglia sempre stanca e nervosa. Sinceramente, avrei voluto solo che tutto finisse: o si sposano o si lasciano, ma basta così.
***
Un pomeriggio, tornata a casa, sentii di nuovo urlare. Invece di scappare, come al solito, mi affacciai sulla soglia della sala.
Appena mi videro, si fece subito silenzio.
Ciao, Giulia, sei già a casa? cercò di dire mamma con voce falsamente serena.
Annuii, scrutando invece Matteo.
Basta, ci hai veramente stancati! dissi a voce alta. Invece di cominciare a lavorare e comprarti da solo le cose per Simonetta tua, continui a mettere nei guai mamma e papà!
Glieli restituisco, vedrai
E come li restituisci? rincarai. Sposandoti credi che lei accetti di vederti senza lavoro, sempre con le mani in tasca? Ti butta fuori in un attimo!
Ma lei è pazza di me, ne capisci di uomini, tu?
Ne capisco più di te, visto che sono una donna! E poi mamma, papà, ma come fate a sopportarlo? Mandatelo via!
Giulia, non esagerarebalbettò mamma.
Altroché! Non vedete come vi sfrutta?
In quel momento papà si allontanò. Tornò poco dopo con una busta bianca in mano.
Giulia, questo è per te. Ha portato il corriere ora.
Presi la busta e me ne andai in camera, furibonda.
***
Restai a fissare la busta, anonima, niente scritto sopra.
Sarà davvero per me? mi chiesi.
Ma papà aveva detto così Alla fine, presi coraggio e aprii: dentro, un biglietto per il Teatro della Pergola proprio per quella sera. Uno solo.
Gironzolai per la stanza, stranita. Ma chi me lo manda?
Alla fine, senza più idee, decisi di cambiarmi e andare.
***
Arrivai al teatro molto prima che lo spettacolo iniziasse, facendo finta di aspettare qualcuno. Osservavo la gente entrare, tutta esaltata per il nuovo spettacolo della stagione.
Sentii il primo e il secondo campanello, depositai la giacca e mi accomodai. Alla mia destra e sinistra, solo volti sconosciuti.
Mah, chi è stato a invitarmi? E perché?
Poi le luci si spensero, il sipario si alzò.
Seguivo la scena, distratta, ancora immersa nei miei pensieri. Poi, a un certo punto, sul palco apparve una ragazza che somigliava tantissimo a Simonetta. Quando cominciò a parlare, la riconobbi: era lei, senza dubbio.
Così passò il primo atto, poi il secondo. Lo spettacolo finì, applausi infiniti. In pochi minuti, la sala si svuotò.
E ora che faccio? pensavo, sospesa.
Stavo già uscendo, quando una signora mi si avvicinò:
Signorina, la signora Oksana la sta aspettando dietro le quinte. Vuole parlarle. Vuole che laccompagni?
Annuii e la seguii.
***
Ciao, Giulia! sentii una voce squillante.
Era proprio lei, la ragazza di mio fratello. Eppure, non sembrava più per niente trascurata. Era bellissima.
Ciao Simonetta, o meglio, Oksana?
In realtà mi chiamo Oksana. sorrise.
Come sarebbe? Matteo crede che tu lavori in banca e i tuoi abbiano una villa sul Lago di Como!
Niente di tutto ciò, rise ancora Oksana. In realtà la storia è diversa. Lui ha fatto del male a una mia cara amica, così le ho promesso che avrei recitato questa parte. Mi sono finta timida e goffa, ma ricca. Lui ha abboccato, ha lasciato la sua ragazza vera e si è attaccato a me. Poi mi sono divertita a prenderlo in giro. Tutto qui
Scoppiai a ridere amaro.
Quindi nessun matrimonio in vista? Solo una vendetta da parte della tua amica, per quello che le ha fatto?
Oksana scosse la testa.
No, ovviamente niente nozze. Mi lascerò tra pochi giorni. È una lezione. E devi sapere che lui non solo lha lasciata, ma lha anche umiliata sul piano personale, dicendole che lha frequentata solo per i soldi.
Mi venne la nausea.
Questa storia farà venire un colpo a mamma, pensai.
Penso che i tuoi debbano davvero rimettere in riga Matteo.
Restammo in silenzio. Poi mi rivolsi a lei, confusa:
Ma scusa, perché tutto questo mistero? Il biglietto, il teatro, tutto il teatrino?
Volevo solo darti personalmente i soldi che ho ricevuto per i regali. Così li puoi restituire ai tuoi. Se li avessi dati direttamente a loro, Matteo avrebbe trovato il modo di convincerli a lasciar perdere. Invece così non potrà fare nulla.
Soldi? Le occhi mi si sgranavano.
Qui cè lelenco di tutto quello che mi ha regalato, con scontrini e tutto. Il negozio è di un mio amico e sono stati daccordo fin dallinizio.
Mi porse una busta piena.
Vuoi verificare tutto?
Scossi il capo.
Noti credo. Ma come hai fatto a sembrare così diversa da comeri stasera?
Rise forte.
Semplice! Sono unattrice!
***
Oksana tenne fede alla sua parola e lasciò Matteo. Non so che effetto gli abbia fatto, forse lha scosso, forse no. Ma poco importa.
Come temevo, lui tornò presto a bussare dai nostri, chiedendo soldi. Stavolta papà perse la pazienza.
Guarda cosa hai fatto a tua madre, urlò, vattene subito! Prenditi un appartamento e arrangiati!
Matteo provò a giustificarsi, a promettere cambiamenti, ma papà non ne volle sapere. Neanche mamma lo difese.
Così sbraitò ancora un po, prese la sua borsa con quattro vestiti e se ne andò sbattendo la porta. Credo si aspettasse che qualcuno lo fermasse, ma nessuno fiatò.
Dopo, papà borbottò tra sé:
Domani cambio la serratura.
E a me, con tono severo:
Non compatirlo! E che non si azzardi a tornare qui!
Poco dopo, diedi finalmente a mamma e papà i soldi che Oksana mi aveva affidato. Non ho idea se ne siano stati felici o solo sollevati, ma almeno ho sentito un peso in meno sul cuore.
Matteo qualche volta prova ancora a riallacciare i rapporti con la famiglia, ma i genitori non ne vogliono sapere. Io, raramente, ci scambio due parole, ma è sempre insoddisfatto di tutto.
Così mi ritrovo a pensare: Oksana sarà riuscita a fargli capire qualcosa? Avrà davvero compreso quanto fosse disgustosa la sua vita? E può una persona davvero cambiare, o, nonostante tutto, resta sempre la stessa?
Domani lo chiederò a Bianca, magari insieme davanti a un bel caffè. Chissà che almeno lei abbia una risposta.







