Immaginate questa scena: vostra figlia adolescente, Giulia, è uscita a Milano con gli amici. Naturalmente, come farebbe ogni genitore premuroso, le telefonate per sapere se tutto va bene. Un po agitata, certo, vi risponde di sì. Ma quel sì non vi toglie del tutto il pensiero, soprattutto dopo che più tardi scoprite che ha assaggiato per la prima volta un bicchiere di vino o qualcosa di peggio.
Un parroco di nome Marco Bellini conosce molto bene queste dinamiche psicologiche tipiche delletà adolescenziale e vuole assolutamente evitare che suo figlio minore, Federico, si trovi in situazioni rischiose. Cresciuto lui stesso come figlio di parroco, Marco sa bene quanto sia difficile resistere alla pressione del gruppo. Pur nutrendo grande fiducia in Federico, desidera che suo figlio abbia il coraggio di rivolgersi a lui per chiedere aiuto, qualunque cosa accada. Così, inventa un piccolo codice segreto, una specie di segnale S.O.S. Con questo trucco, Federico può chiedere aiuto senza temere di perdere la faccia davanti agli amici, cosa che a quelletà conta tantissimo.
Lidea gli era venuta dopo alcune visite in comunità di recupero per giovani a Roma. In quelle occasioni, Marco poneva spesso la stessa domanda: Quanti di voi si sono mai trovati a fare qualcosa di cui si vergognavano o che li spaventava, solo per paura di sembrare diversi agli altri e senza trovare una via duscita?
Quasi tutte le mani si alzavano allunisono. Ecco cosa ha poi raccontato Marco:
Una sera, Federico doveva andare a una festa. Gli ho detto che, se qualcosa non fosse andato per il verso giusto, se si fosse sentito a disagio o fuori posto, doveva semplicemente mandare una X in chat a un membro qualsiasi della famiglia (a me, sua madre, suo fratello o sua sorella più grande). Chiunque riceva la X, deve solo richiamarlo dopo qualche minuto. A quel punto la telefonata sarebbe andata più o meno così:
Pronto, ciao! Federico, è successo qualcosa e devo venire subito a prenderti. Cosa è successo? Te lo spiego appena arrivi. Preparati, tra cinque minuti sono da te.
Così Federico può dire con tranquillità agli amici che cè unemergenza improvvisa in famiglia e deve andare via immediatamente.
Ecco tutto. Federico se ne va. Agli occhi degli altri, non sta scappando via, ma sta semplicemente andando incontro a un impegno familiare. Così si rafforza la fiducia tra genitore e figlio, e Federico affronta la compagnia degli amici con maggiore tranquillità.
La cosa più importante è non tradire mai la fiducia dei figli: non bisogna mai lasciarli soli nei momenti difficili. È facile perdersi nel rapporto con un adolescente, ma costruire una relazione di fiducia, in cui il figlio impari da solo a distinguere il bene dal male e scegliere la strada giusta, vale più di qualsiasi altra cosa al mondo.







