Le abitudini della famiglia di mio marito mi fanno stare male, non riesco a frequentarli.

Le abitudini della famiglia di mio marito mi fanno sentire male, non riesco proprio ad andare da loro.

Non posso andare a trovare i genitori di mio marito: quando ci penso mi viene quasi da vomitare per alcune loro abitudini. Proprio non ci riesco, mi prendono i brividi a sedermi alla loro tavola. Posso parlare con loro, sì, ma sedermi a pranzo o cena mi risulta impossibile. Mio marito non capisce queste cose, e sua madre ormai è convinta che io sia una specie di debole principessina che trova tutto sbagliato.

Io e mio marito, grazie al cielo, viviamo da soli. Ma purtroppo non abbastanza distanti dai suoi genitori da accontentarmi delle semplici telefonate; quindi di tanto in tanto sono costretta ad andare a trovare la suocera e il suocero. Ogni volta è unangoscia: invento mille scuse per non andarci, ma non sempre funzionano. La famiglia di mio marito è normale, in realtà padre e madre entrambi laureati, entrambi lavoratori. La casa in periferia di Firenze è ordinata, pulita, accogliente. Ma quando si siedono a tavola, perdo ogni certezza. Sono molto schizzinosa, va detto chiaro e tondo: non mangio mai nulla dal cucchiaio di mio marito se lui lha già leccato. Non riesco proprio, anche se provo a convincermi…

Con mio marito forse è diverso, col tempo lo sento più vicino, ma con i suoi genitori non mi ci abituerò mai. Quella storia della suocera che mescola linsalata in uninsalatiera enorme, la assaggia per vedere se va bene di sale, lecca il cucchiaio e lo rimette nella ciotola. E io penso: Ma stiamo scherzando?

Oppure quando bevono grappa o limoncello, io porto il mio bicchiere di vino. E la suocera senza problemi afferra il mio bicchiere e lo assaggia, per vedere comè. Perché? È una cosa che non si fa, non è igienico. È unestranea! Provo a cambiare silenziosamente il bicchiere, ma non sempre riesco ad evitare gli scambi. Il suocero poi passa la serata a prendermi in giro, anche pesantemente. Mio marito cerca di fermarlo, ma la situazione non cambia mai.

La mamma di mio marito poi ha labitudine, che lei trova normalissima, di rimettere il cibo avanzato nel pentolone. Se scalda una minestra, non la finisce e la versa dalla scodella di nuovo nella pentola, poi tutto in frigo, tanto mica cè la panna. Lo fa con tutto il cibo. Anche con le insalate che avanzano nei piatti degli ospiti dopo una cena in compagnia! Per questo non mangio mai nulla di già preparato a casa loro: so che può essere roba rimessa insieme da piatti diversi.

Poi, la suocera ha questo gesto davvero surreale: sputa nella padella per vedere se è calda prima di friggere qualcosa! Dice che è un test per la temperatura. Con tutti i modi che ci sono! E lei sostiene che tanto il calore elimina tutto, quindi va bene così. Ma io sono terrorizzata: se vedo una cosa del genere poi non riesco più a togliermela dalla testa.

Quella volta poi sono crollata: dopo una scorpacciata di patate e spezzatino, la ciotola viene posata a terra e il cane, Ciccio, la lecca pulita. Poi semplicemente, la insaponano e la mettono in lavastoviglie come le altre. A quel punto ho perso la pazienza: non posso mangiare da un piatto che ha leccato il cane! Ma loro mi hanno guardata come fossi pazza, dicendo che tanto i piatti si lavano bene. A chi importa! Secondo me, il cane non deve mangiare dalle stoviglie delle persone! Ho detto a mia suocera: Se è così normale, domani ti preparo da mangiare nella ciotola del cane appena lavata. Lei si è offesa moltissimo. Ma cosa ho detto di strano? Nella sua logica, basta lavare un piatto perché tutto sia risolto. Mio marito poi mi ha detto che ho esagerato, ma io sono sicura di avere ragione.

La verità è che non riesco più, non voglio andare a trovare più i suoi, e nemmeno mangiare nulla di quello che preparano. Altrimenti la festa si rovina e la suocera si offende a morte. Non ne posso più. Non voglio mettere mio marito nei guai, perché se dico di no poi lui si sente in colpa, ma nemmeno io voglio andarci: non sono felice.

Sogno di trasferirmi lontano, magari a Bologna o Milano, così potrei limitarmi a sentirli solo per telefono, senza più doverli visitare…

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