Ama te stessa, e tutto andrà bene
Fuori dalla finestra, la tramontana sferzava il paesaggio; faceva freddo, il cielo era cupo, ed anche nellanima di Maria cera la stessa malinconia. Sedeva sola in quella grande casa dove non le mancava nulla, tranne la compagnia. Aveva anche un marito, Stefano, ma pure stasera era uscito per lavoro; e lei sapeva bene quali fossero questi impegni.
Il figlio e la figlia se ne erano andati da tempo: il figlio, sposato, abitava dallaltra parte della città con la sua famiglia, mentre la figlia viveva lontana, nei dintorni di Genova. Si era laureata lì, sposata un ligure, e ora vivevano in armonia, crescendo insieme la loro bambina.
Maria aveva parlato oggi al telefono con sua figlia.
Mamma, come mai ti sento così triste? insisteva Alessia è successo qualcosa?
No, cara, nulla di che. Voi come state? Come sta la mia dolcissima nipotina?
Da noi va bene, mamma, davvero. Igor è sempre molto preso col lavoro, lo sai quanto sia impegnato un chirurgo. Torna stanco, ma ama quello che fa, dice che è la sua vocazione. Alina ormai quasi va allasilo, cresce bene, ci riempie di gioia.
Sono felice per te, figlia mia. Vi auguro il meglio diceva Maria con una voce stanca.
Eppure la tua voce non mi convince, mamma E papà dovè?
Papà? Sarà giù in garage, è uscito a controllare la macchina, con questo freddo serve scaldarla un po’, rispose Maria, senza volerla preoccupare.
Era ormai più di sei mesi che Maria viveva in questa confusione interiore, senza confidarsi con nessuno. A cosa sarebbe servito? Qualcuno forse lavrebbe compatita, altri avrebbero goduto della sua disgrazia. Una volta, destate, era nellorto a sistemare le piante sotto la finestra, aperta. Nel silenzio, le giunse la voce di Stefano, tenera e premurosa, credendo non ci fosse nessuno in casa. Maria rimase ad ascoltare, senza che lui se ne accorgesse.
Va bene, tesoro ma stasera non passo, certo che mi manchi Ti voglio anchio, domani ci vediamo. Sai che se prometto, io mantengo
Poi Stefano chiuse di colpo la conversazione o forse si spostò in unaltra stanza. Maria sentì un colpo allanima, uno schiaffo forte. Il suo Stefano, in cui aveva tanto creduto, era come tanti altri uomini. Le tornarono in mente le parole di sua sorella, che un tempo si era lamentata di un tradimento del marito. Mai avrebbe immaginato di trovarsi nella stessa situazione. Maria si sedette allombra della casa, scoppiando in lacrime.
Santo cielo, ma doveva proprio capitare a me? Stefano, a cui ho sempre dato fiducia, si è lasciato andare come tanti altri Forse anche lui è stato conquistato da quel demone che assale gli uomini.
Stefano aveva quarantasette anni. Aveva conquistato tanto dalla vita. Maria era sempre stata una moglie premurosa, i figli cresciuti con cura, ognuno andato per la propria strada. Vivevano in una borgata grande, lì aveva la sua attività: un mulino che trasformava il grano in farina e producevano pure mangimi che vendevano nei paesi vicini.
Maria ormai portava questo segreto dentro da mesi. Alla fine, con pazienza, aveva scoperto il nome della donna con cui suo marito si vedeva: Tania, parente alla lontana di amici comuni. Più di una volta erano stati ospiti a casa di questi conoscenti. Viveva Tania in una zona chiamata Il Quadrato, dove sorgevano palazzi a cinque piani. Discretamente, Maria era riuscita a saperne lindirizzo.
Sai, la nostra cugina Tania non ha una grande reputazione le confidava lamica Vera sì, è bella, non è sposata, diciamo una donna che ama divertirsi. La sua bellezza lha un po rovinata, gli uomini lhanno viziata. Ha trentacinque anni, ma ancora non si è sposata né ha figli. Una volta mi diceva che la sua vita le sembra instabile e che non avrebbe il coraggio di crescere un figlio da sola
Maria non disse nulla a Vera, sebbene avesse voglia di piangere. Tornò a casa, dove finalmente si lasciò andare alle lacrime.
Signore, che peso è questo da portare.
Passarono altre settimane e, due mesi prima, si decise a far visita a Tania. Non ne poteva più. Quando la porta si aprì, Tania sbiancò vedendo Maria. La riconosceva bene. Senza invito, Maria entrò in salotto e si sedette.
Ciao, disse, esausta, girandosi intorno.
Tania rimase impietrita, forse temendo una scenata. Maria la fissò, poi con tono duro disse:
Non ti vergogni a stare con un uomo sposato? Non è giusto, lo sai anche tu. Di uomini non impegnati ce ne sono, perché cercare la felicità sulla sofferenza degli altri? Prima o poi te ne pentirai.
Tania, dopo quel silenzio, improvvisamente scoppiò in pianto.
Non so cosa mi sia successo Ma io amo Stefano, non posso stare senza di lui.
Maria perse la calma e la schiaffeggiò. Tania si portò una mano sul viso, implorando:
Perdonami, Maria, non volevo È una follia che mi ha preso singhiozzava.
Anche Maria si mise a piangere. Si consolarono a vicenda. Quando si furono calmate, Maria disse:
Non dire a Stefano che sono venuta Ma, se verrò a sapere che continua a venire qui, non aspettarti più la mia pazienza e lasciò casa dellamante.
Tania tacque con Stefano, e anche Maria non raccontò nulla al marito. Continuavano a vivere così. Non sapeva se Stefano vedesse ancora Tania: spesso usciva per lavoro, e Maria sospettava dove fosse diretto. Langoscia non la abbandonava mai.
Cosa faccio? Per me Stefano è tutto. Non saprei vivere senza di lui, tanti anni insieme ci hanno legati profondamente. Un divorzio? E dover dividere tutto? Non voglio. Preferisco che le cose restino come sono sospirò Marianne, guardando fuori dalla finestra, ormai scesa la sera, incapace di scacciare i pensieri.
Se anche lui mi lasciasse questa grande casa, che ne farei tutta sola? E poi, la casa richiede cure continue, Stefano sempre ripara, aggiusta Io mi spavento della povertà, mi sono abituata a questo benessere E i figli? Come dir loro che il padre ha unaltra? Sarebbe un trauma anche per loro.
Maria portava dentro sé ogni dolore; sapeva che, se avesse confessato a qualcuno, molti lavrebbero giudicata: ti devi voler bene, prendi in mano la tua vita, divorzia e amati.
Forse hanno ragione pensava Maria ma io amo davvero mio marito. Spero anche lui continui ad amarmi. Forse questa storia con la giovane passerà Limportante è che con me non è cambiato: mi parla come sempre, gentile, niente litigi Tutto come allinizio. Forse è vero, bisogna imparare ad amare se stessi, e allora tutto andrà meglio. Dovrei pensare di più a me stessa
Da quando aveva scoperto Tania, la vita era diventata pesante, difficile continuare a fingere con Stefano. Non riusciva a togliersi Tania dalla testa: giovane, bella, come avrebbe potuto competere? Eppure, per quanto suonasse strano, aveva iniziato ad accettare che il marito non le fosse fedele.
Chissà dovè stasera. Dice sempre per lavoro, ma io sospetto
Le venne in mente un pensiero nuovo, che la lasciò a disagio.
E se provassi anchio a conoscere qualcun altro? Fisicamente sto bene, ricevo spesso complimenti ma automaticamente si bloccò. No, non potrei. Solo pensare un altro uomo vicino mi sembra impossibile. Stefano per me è unico. Solo, vorrei riportarlo vicino, ricostruire quello che cera. Gli perdonerei anche la sbandata, seppur dolorosa. Ma gli uomini sono diversi, forse pensano alla vita e allamore in modo diverso. o forse mi sbaglio, non si può entrare nella loro testa.
Ripensò alla gioventù, accennando un sorriso triste.
Era allora che eravamo felici Quando si viveva in una stanza in affitto, dove bisognava scegliere se comprare qualcosa per cena o andare al cinema. Ogni soldo contato, sogni sparsi tra i biglietti dei film e le passeggiate mano nella mano. Quanto tempo è passato Eppure sembra ieri. Ora non ci manca nulla, eppure mi sento sola. E non oso confidarmi con nessuno.
Stefano decide di sorprenderla
Maria era immersa nei suoi pensieri quando vide i fari di unauto illuminare il cortile: era Stefano che tornava, parcheggiando piano con prudenza. Aprì il garage e poi finalmente entrò in casa.
Mari, dove sei? Perché stai al buio? domandò, accendendo la luce in cucina; Maria nemmeno aveva notato il tramonto.
Sono qui, rispose piano ero solo un po pensierosa; fuori che tempo da lupi.
Non dirlo a me Le strade erano tutte una lastra di ghiaccio, ho temuto di restare bloccato nella neve. Ho una fame da lupi, preparami qualcosa, disse con il tono di sempre.
Maria si alzò per preparare la cena, mentre Stefano si lavava le mani. Durante la cena lui la guardò, sorridendo:
Senti, Mari, tra poco è Capodanno, e stavo pensando di farti una sorpresa.
Maria rimase in apprensione, non amando le sorprese ultimamente.
Che sorpresa? domandò trattenendo il fiato.
Stefano fece una pausa, osservandole linquietudine.
Eh, cara, da quanto non facciamo un viaggio insieme! Un momento uscì in corridoio e tornò subito dopo. Guarda qui: ho comprato due biglietti per andare al mare! Andiamo in Sicilia per Capodanno, sotto le palme!
Maria si sentì sciogliere dentro, come se le avessero tolto un peso enorme dalle spalle. Quasi non ci credeva.
Santo cielo, Stefano, sei il solito fantasioso Ma io ci vado subito, sono pronta! Capodanno al caldo, sotto le palme Che strano, ma che bello! disse, ridendo felice.
Lidea me lha data nostro figlio, sai? Ma anche io pensavo da tempo che dovevo portarti via un po, farti cambiare aria. Preparati, allora
Da lì la vita di Maria cambiò. Volarono in Sicilia, festeggiarono lanno nuovo al mare e tornarono sereni e felici a casa. La vita andava avanti, e lei tornava a fidarsi di Stefano. Notava che lui le dedicava più attenzioni: correva a casa di fretta, e se si tratteneva sempre la avvisava per rassicurarla.
Maria comprende finalmente che a volte bisogna mettersi al centro, ascoltare i propri bisogni: amare se stessi è il primo passo per ritrovare la forza e la serenità. Soltanto allora si può lasciare spazio allamore vero, sia verso gli altri che verso la propria vita.





