Cosa intendo fare con te? «Devi capire che tra noi non potrà mai esserci nulla!» ha detto irritata Vittoria. «Te lo ripeto ogni giorno: sei come un bambino.»

Alessia, aspetta.
La ragazza si voltò verso vocea familiare. Sapeva che Davide era di nuovo lì, davanti al portone della casa sua a Firenze.
Ancora tu? Ma non ti sei stancato di tutto questo? Sei lì da una vita! sbottò Alessia.
Davide le porse un mazzo di fiori con timidezza.
Volevo solo vederti, mormorò.

Alessia prese i fiori con riluttanza, sospirando profondamente.
Cosa dovrei fare con te, eh? Capisci che tra noi non potrà mai accadere nulla! dichiarò seccata. Te lo ripeto ogni giorno, sembri quasi un ragazzino.
Non riesco a fare altrimenti. Forse un giorno mi passerà.
Non ti passerà finché continuerai a inseguirmi! Te l’ho detto mille volte! Non significhi niente per me!
Non ti arrabbiare, bellezza, la rabbia non ti dona. Sogni doro, replicò Davide, tentando di scherzare.
E comunque non sono la tua ragazza! urlò Alessia, prima di chiudere il portone alle sue spalle.

Davide si era innamorato perdutamente di Alessia dal primo giorno che lei era arrivata nella loro scuola media, in seconda. Da allora avevano condiviso la stessa fila in classe. Anche Alessia aveva cominciato a provare qualcosa per Davide, erano inseparabili; ovunque andasse uno, cera anche laltro. Ma ora, dopo aver conseguito il diploma al liceo, Alessia era cambiata molto. Non sentiva più Davide vicino a sé, non lo vedeva più come prima.
Comè possibile?, si chiese Davide ogni notte. Dallaltro lato della strada, spesso vedeva Alessia che veniva accompagnata a casa da altri ragazzi. Guardare quella scena gli apriva una ferita ogni volta. Eppure, pur promettendo a se stesso di dimenticarla, la mattina seguente si ritrovava di nuovo davanti al portone di Alessia senza potersi fermare.

Alessia sapeva benissimo che avrebbe trovato Davide seduto sulla panchina vicino allingresso. Sperava, col cuore in tumulto, che lui la vedesse in compagnia di qualcun altro e che finalmente si arrendesse.
Perché sei sempre qui la sera? Aspetti qualcuno? domandò una voce inaspettata.

Davide alzò lo sguardo: di fronte a lui, una ragazza mai vista prima, con una cascata di capelli rossi e il viso cosparso da allegre lentiggini che la rendevano unica. Quando sorrideva era disarmante. Accanto a lei trotterellava un cane dal pelo rossiccio come il suo.
Davide pensò che sembrava davvero una ragazza impertinente con il suo fedele compagno. Le sorrise, accennando:
Aspetto la felicità. Ma sembra che lei non sia qui.
Forse guardi nel posto sbagliato perché non provi a muoverti e a cercarla? Io e Nico il cane agitò la coda passeggiamo qui ogni sera. Vuoi venire con noi? Chissà, magari avremo più fortuna insieme.

Davide guardò ancora una volta verso le finestre dell’appartamento di Alessia, poi si alzò determinato.
Sai una cosa? Vengo anchio.

Per la prima volta, Alessia non trovò Davide sulla panchina. Si fermò, stranamente confusa. Si avvicinò al luogo dove era solito aspettarla
È vuota, pensò stupefatta.

Poi un abbaio le fece voltare la testa. In lontananza scorse due sagome: Davide e una ragazza con i capelli di fuoco. Un vuoto amaro si aprì dentro di lei. Mai prima dora Davide aveva mancato il loro appuntamento silenzioso. E mentre li osservava allontanarsi insieme, Alessia fu assalita da una struggente gelosia Il ragazzo che aveva sempre inseguito lei ora stava camminando via, seguendo qualcunaltra.

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Cosa intendo fare con te? «Devi capire che tra noi non potrà mai esserci nulla!» ha detto irritata Vittoria. «Te lo ripeto ogni giorno: sei come un bambino.»
Mi sono sposata a soli diciotto anni: mio marito aveva vent’anni più di me, e proprio quella differenza d’età mi attraeva.