E perché ho deciso di lasciare mia moglie, sempre attenta al risparmio, per un’altra donna

Ho lavato di nuovo i piatti. È già il terzo giorno che sono nel lavandino. Non cè nemmeno una tazza pulita rimasta. Ho aspettato, aspettato Che devo fare? Rientro a casa dal lavoro affamato, arrabbiato e stanco. E devi prima lavare tutti i piatti, altrimenti non puoi nemmeno mangiare.

E non cè niente da mangiare. Ho acceso il bollitore e messo la pentola sul fornello con dellacqua. Almeno posso bollire qualche wurstel. O semplicemente lessarli. Ho davvero fame. Non avrei mai pensato di dover sopportare tutto questo E che minestra di Laura era quella! Quanto desidererei avere una zuppa simile ora

E che torte! E sfoglie, con mille ripieni diversi. E le costine, le sue specialità. Sì, e che ordine, che pulizia in casa! Quando tornavo dal lavoro, tutto splendeva. Profumo di fresco dappertutto. E oggi

Quando me ne sono accorto? Sembrava che Laura non volesse altro che stirare e cucinare

Un giorno ho visto Paola. Bella, con la gonna corta, i tacchi alti. Usciva dal salone di bellezza. Curata, impeccabile. Mi sembrava allora

Non andavo nei saloni, non spendevo euro per i capelli, non mi piaceva tingermi. E nei negozi di moda ci andavo poco. Anche lei era molto bella e magra, però non amava tutto ciò che era troppo femminile. Sempre in jeans e sneakers. Usciva al volo per la spesa o girava per casa.

Amo unaltra! ho detto a Laura appena rientrato. E sto lasciandoti! Non voglio ingannarti.

Laura continuava a montare la panna per la torta. Nemmeno si è voltata. Non mi ero accorto delle lacrime che scendevano dai suoi occhi

Mi ero stancato di vedere vicino a me non una donna, ma una casalinga. Forse per questo mi ero invaghito di Paola. E adesso lavo i piatti, i pavimenti e faccio le pulizie. Non ho ancora imparato bene a cucinare, e anche di notte sogno le torte di Laura

Paola ora ha la manicure fresca, quindi non può lavare i piatti. Sta sul divano, sfogliando una rivista, poi va dal parrucchiere. E in giro ci sono vestiti sparsi sul pavimento, e alle sue scarpe ci ho già inciampato un paio di volte. Non sa cosa indossare per uscire. E il bicchiere alla porta ieri non lha portato via, e ancora è lì.

Perché ho scambiato mia moglie con una ragazza così svogliata? Non ci vuole molto a morire così. Mi preparo ancora un po di pasta? Ho una fame tremendaPoi, mentre i wurstel si scaldavano lentamente nellacqua, mi sono fermato a guardare fuori dalla finestra. Il sole era calato, una luce dorata si rifletteva sui palazzi grigi. Ho sentito la solitudine scendere silenziosa, come la polvere sulle stoviglie. Mi sono domandato se davvero fosse questo che volevo: un amore di facciata, lucido e fragile, che non lascia tracce se non nei vestiti sparsi e nei piatti sporchi.

Ho spento il fornello. Ho lasciato i wurstel in acqua, ho preso il telefono e sono rimasto a fissare la rubrica. Cera il numero di Laura. Un tempo la chiamavo ogni sera per dirle che stavo tornando. Ora mi sembrava di chiamare un altro mondo, una dolcezza che avevo abbandonato. Ho premuto il tasto verde.

«Laura»

Non sapevo cosa dire, ma lei ha parlato prima di me. «Hai trovato quello che cercavi?» ha chiesto, la voce calma, ma un po’ stanca.

E all’improvviso tutte le mie parole sono uscite di corsa. «Non lo so. Sono qui e mi manca il profumo della torta. Mi manca il tepore delle tue mani, la luce che portavi. Posso tornare? Anche solo per una minestra.»

Laura è rimasta in silenzio per un po’, ma ho sentito un lieve respiro, come il vento leggero in primavera.

«La porta è aperta,» ha detto. «Cè sempre una minestra sul fornello.»

E il mio cuore si è riempito di qualcosa di semplice, antico, vero. Ho lasciato la cucina come era, ho indossato la giacca e sono uscito. La strada verso casa sembrava più luminosa. Non sapevo cosa avrei trovato ad aspettarmi, ma sapevo che questa volta non avrei lasciato che la felicità si nascondesse tra i piatti lavati.

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