QUELLO STRANO MARZO
Marzo, in Italia, è ben più di un semplice mese: è un esame annuale di sopravvivenza mentale, una follia meteorologica che sembra una scenografia dipinta con tempera grigia sopra Milano.
Il cielo confonde le stagioni, e la città si scioglie e si ricompone, proprio come lamore di Lorenzo e Ginevra, nato nella confusione tra primavera e apocalisse.
Altri innamorati si incontrano sotto piogge di petali di pesco, ma Lorenzo e Ginevra si sono conosciuti quando lui, camminando distratto, ha schizzato lei da una pozzanghera.
Ginevra, anziché piangere, ha lanciato un pezzo di ghiaccio verso il parabrezza di Lorenzo, sembrando contenere dentro un ciottolo.
Così, la loro storia damore è cominciata con un rimbalzo surreale.
Marzo a Milano è quel periodo in cui la poesia si fa strada indossando galosce di gomma.
Vieni a fare una passeggiata?
mormora Lorenzo al telefono, con una tenerezza da sogno.
Mi manca una barca, risponde Ginevra, ironica.
Ti porterò in braccio.
Le loro uscite ricordano addestramenti dei vigili del fuoco su terreni paludosi: Lorenzo trasporta Ginevra sopra lagune di acqua sporca, mentre lei tiene un ombrello che tenta di volare verso Genova portando via le loro speranze di piedi asciutti.
Lo sai, filosofeggiava Lorenzo, zampettando con il piede destro pieno dacqua, questa è la profondità dei sentimenti.
Siamo come due papere nel parco.
Le papere se ne sono andate a sud in ottobre, Lorenzo.
Siamo come due pinguini smarriti lungo la Via Lattea.
Era una strana passione che si specchiava nei dettagli: niente anello nel bicchiere di prosecco (ci sarebbe comunque un cubetto di ghiaccio), ma una bustina di Tachipirina divisa a metà.
Questa è per te, annunciò Lorenzo, porgendole mezzo cucchiaino di polvere gialla.
Ti dono un pezzo del mio cuore.
Perché è ricoperta di peli di gatto?
È una spezia segreta.
Fa bene allimmunità.
Ginevra guardava Lorenzo nei suoi occhi folli, il naso rosso, e cappello con pompon ridicolo.
Capiva che era la risposta a un bug del codice delluniverso: solo due anime in grado di ridere con febbre alta (condizione che per un uomo è quasi letale).
Il momento più romantico giunse a fine mese, quando il sole si affacciò, rivelando ciò che linverno aveva nascosto sotto la neve: la città sembrava una scena surreale, tipo rivolta degli operatori ecologici.
Stavano sul ponte, il vento a trenta nodi cercava di strappare la giacca di Lorenzo.
Ginevra, urlò lui contro il frastuono della primavera volevo dirti Sei come il primo bucaneve!
Pallida e sbuci tra limmondizia?
chiese Ginevra, riavvolgendo la sciarpa, ormai una spirale intorno alla testa.
Lorenzo esitò.
No, resistente.
Nonostante questo dannato marzo, tu resti qui.
Anche dopo che ho lasciato cadere il tuo telefono nel mucchio di neve che era una pozzanghera.
Lei lo fissò, starnutì (sincronizzata col tram) e scoppiò a ridere.
Va bene, bucaneve-eroe.
Andiamo a casa.
Ho comprato un chilo di limoni e trovato la ricetta del vin brulé.
Se arriviamo vivi a domenica, dichiaro ufficialmente il nostro amore monumento storico.
Camminavano schivando iceberg sui marciapiedi.
Amore profondo, fino al ginocchio era laltezza dellacqua nellandrone.
Ma non importava: in quel strano marzo la cosa più importante non era la pulizia delle scarpe, ma chi stringi la mano mentre scivolate verso limmancabile aprile.
Un altro anno passò, e il nuovo strano marzo arrivò.
Milano tornò decorazione da film Mondo Acquatico, girato con venti centesimi.
Lorenzo e Ginevra si fermarono davanti allenorme pozzanghera che occupava il cortile.
Vicini strisciavano lungo recinzioni, altri scrutavano il cielo aspettando non il soccorso, ma almeno una colomba con rametto dulivo.
Lorenzo, Ginevra guardò le sue nuove scarpe bianche, comprate in un attimo di speranza.
Siamo adulti.
Abbiamo mutuo, lavoro, bilancio annuale.
Non possiamo
Possiamo, la interruppe Lorenzo.
Da dietro la schiena, come prestigiatore, sfilò stivali da pioggia gialli decorati con papere allegre.
Presi ieri.
Numero giusto.
Ginevra sospirò.
Era quella profondità di amore che fa conoscere al partner sia la misura del piede che il livello di autoironia.
Cinque minuti dopo si trovavano al centro della pozzanghera.
Lacqua schioccava felice, il sole danzava tra sporchi pezzi di ghiaccio, i passanti li guardavano come evasi da una clinica felice ma chiusa.
Sai, Ginevra saltò, sollevando schizzi che annaffiarono il vicino in cappello di pelliccia.
Questo è il miglior lancio di primavera.
Codice Papera Gialla, rispose serio Lorenzo.
Luniverso voleva affogarci nella depressione, ma abbiamo i talloni impermeabili.
Stavano nel caos di marzo buffi, bagnati, ma perfettamente sincronizzati.
Un amore strano, che solo chi trova il fondo dove altri vedono fango può capire.
Lorenzo la abbracciò; il sole scaldò così tanto da far evaporare le loro giacche.
Bruciamo, notò Ginevra.
No, sorrise Lorenzo.
Siamo finalmente alla temperatura giusta.
In quel marzo capirono la verità: se la vita ti regala pozzanghere, compra gli stivali più vistosi e impara a ballarci dentro.






