IL CUORE RIPRENDE A BATTERE Tania, madre single senza nozze e con una figlia misteriosa, attravers…

IL CUORE TORNA A BATTERE

Lucia aveva avuto la sua piccola Giulia senza marito, come si dice da noi, le è scivolato il piede prima delle nozze.

E sì, Lucia aveva conosciuto un ragazzo che le faceva la corte assiduamente. Bello da togliere il fiato, educato, ma mai le aveva chiesto di sposarlo. Lucia lo portava a braccetto e, con la testa alta, passeggiava con lui davanti alle signore anziane sedute sulle panchine davanti al portone: le girasoli del paese, quelle che seguivano ogni passante con lo sguardo come se cercassero il sole.

Il ragazzo non lavorava e preferiva bighellonare senza pensieri. Lucia lo sfamava, gli dava un letto in cui dormire, era quasi pronta a diventare il tappeto colorato su cui lui avrebbe camminato. Ma un giorno lui le disse che si stava annoiando a morte e che lei non lo apprezzava abbastanza come uomo. Anzi… le suggerì pure che, se davvero lo amava, potrebbe portarlo almeno una volta al mare.

Lucia pianse per una settimana intera. Poi strappò e bruciò tutte le foto di quellamore mai corrisposto. Soffrì in silenzio per un mese intero. Ma poi, successe che conobbe Vittorio.

Una mattina Lucia era in ritardo per andare al lavoro. Nervosa, aspettava il bus alla fermata e si vede fermare accanto un taxi. Il tassista scese, le aprì la porta e le offrì un passaggio. Lucia non ci pensò due volte: entrò.

Durante il tragitto il conducente iniziò a chiacchierare. Lucia notò subito luomo: elegante, rasato, profumato, camicia inamidata. Quello che la colpì di più fu la sua galanteria, il modo in cui parlava, come se dietro ci fosse la mano attenta di una donna. Lucia pensò subito: sarà sua mamma.

Vittorio era tutto il contrario del ragazzo precedente. Lucia gli lasciò il numero di telefono senza pensarci: desiderava davvero conoscerlo. Quella fu anche lunica volta che viaggiò gratis in taxi.

Vittorio iniziò a corteggiare Lucia con fiori, regali e una tenerezza che scioglieva il cuore.

Una tarda mattina di primavera, passeggiando nel bosco, Lucia raccolse bucaneve. Anche Vittorio, contagiato dalla sua allegria, si mise a raccoglierli. Quando Lucia si sedette in macchina col suo mazzetto, vide Vittorio adagiare con cura il suo enorme mazzo di fiori sul sedile posteriore. Sospettò subito fosse per la moglie. Ebbe paura a chiedere la verità. E se fosse proprio sposato? In sei mesi aveva ormai imparato ad affezionarsi alla gentilezza di Vittorio, ma preferì la dolce menzogna al rischio di sapere.

Ma la verità non tardò a bussare: una giornata come tante, a casa di Lucia si presentò una donna, la moglie di Vittorio, con due bambini piccoli.

Ecco, cara, cresci tu questi bambini! Amano tanto il loro papà! disse la donna.

Lucia, spiazzata, riuscì solo a balbettare:
Perdonami, non sapevo che Vittorio fosse sposato. Non ho intenzione di rovinare la tua famiglia. Non vorrò mai costruire la mia felicità sulle macerie di qualcunaltra.

Quella sera stessa, Lucia lasciò Vittorio.

Il prossimo amore portava un nome esotico: Mamuka. Era georgiano e arrivò nella vita di Lucia come un uragano, andandosene altrettanto veloce. Si conobbero alla festa di compleanno di unamica comune. Mamuka fu irresistibile: coinvolgente, generoso, sempre ottimista, sempre con un programma diverso ogni sera. Con lui Lucia avrebbe traversato il mondo. Ma dopo un anno se ne tornò improvvisamente in Georgia: non era riuscito ad adattarsi allItalia. Forse per il clima, forse perché la mamma malata lo richiamò a casa.

Lucia si sentì abbandonata e persa. Basta soffrire, si disse. Meglio sola che con il cuore che fa acqua.

Quando ormai aveva accettato la sua solitudine, scoprì di essere incinta. Quella notizia la lasciò senza parole. Chi era il padre? Come avrebbe fatto da sola? Come affrontare tutto questo?

Nacque una bimba, che Lucia chiamò Giulia. Giulia divenne il senso della vita di Lucia. Bellissima, uguale a Mamuka: stessi riccioli neri e lo sguardo vivace. Questa somiglianza dava conforto a Lucia; forse perché, in fondo, Mamuka era stato lamore più importante. Guardando Giulia si ricordava i giorni spensierati vissuti insieme a lui.

Certo, a volte la solitudine le faceva male e provava invidia per le amiche sistemate. Ma occuparsi di Giulia riempiva tutto il tempo, impedendole di lasciarsi andare alle lacrime.

Arrivò il primo giorno di scuola di Giulia. La misero in banco con un ragazzino, Daniele, che subito le stette sulle scatole. Daniele le diede subito della scemotta riccioluta. Da allora iniziarono a litigare così tanto che la maestra dovette separarli, ma nemmeno così la situazione cambiò: continuavano a bisticciare durante la ricreazione.

Lucia, tornata a casa, volle capire il motivo delle graffiature di Giulia. La maestra, mortificata, diede a Lucia lindirizzo della famiglia di Daniele, invitandola a parlare direttamente coi genitori.

Lucia senza pensarci troppo andò allindirizzo indicato. Aprì la porta un uomo giovane, che si asciugava le mani con lo strofinaccio che aveva sul collo.

Cercate me? Prego, entrate. Appena finisco di dare da mangiare al mio monello vi preparo un buon caffè. Luomo scomparve in cucina.

Lucia entrò in una stanza dove era evidente che una donna non metteva piede da tempo: roba ovunque, polvere nellaria e un fortissimo odore di fumo di sigaretta.

Santa pazienza pensò Lucia.

Luomo si ripresentò con un vassoio e due tazzine di caffè dal profumo celestiale; quello fu un aroma che Lucia non avrebbe dimenticato mai.

Come posso essere utile a una dama così elegante? disse lui, galante.

Sono la mamma di Giulia, spiegò Lucia.

Ah! Ho capito: il mio Daniele si è innamorato di tua figlia, sorrise luomo.

Così tanto che la riempie di graffi? incalzò Lucia.

Mah non capisco. rispose, davvero stupito.

Le chiedo soltanto di parlare con suo figlio. Grazie per il caffè. Lucia si preparò ad andare.

Starò sicuramente più attento. Non si preoccupi, la rassicurò.

Il monello era seduto in silenzio in cucina.

Lucia rincasò col pensiero fisso a quelluomo così autentico e casalingo. Quellincontro la turbò: un uomo vero, quasi da sogno! E quel caffè unico mai un corteggiatore glielo aveva offerto; champagne, vino, spritz a volontà, ma non quel sapore intimo e quotidiano. Lucia non resistette allidea di fantasticare su quella casa spoglia, di sistemarla, pulirla, curarla, di riempirla di fiori ed allegria tantè vero che immaginò pure di accarezzare teneramente quel monello.

La mattina dopo si svegliò di ottimo umore e consigliò a Giulia di evitare di provocare Daniele a scuola, di essere più gentile.

Passarono le settimane.

A una riunione di classe Lucia incontrò di nuovo quelluomo. Ormai era chiaro: Daniele non aveva una mamma. E se papà era sempre presente, Lucia capì di avere davanti una situazione speciale.

Al termine della riunione lui si offrì di accompagnare Lucia e Giulia a casa. Era dicembre e faceva già buio presto. Lucia accettò subito:

Volentieri!

Mi chiamo Alessandro.

Piacere, Lucia, rispose vivace.

A quanto pare Lucia piacque subito ad Alessandro. Tanto che, di lì a poco, le propose di passare insieme il Capodanno.

Lucia accettò. Stanca di aspettare principi azzurri che non arrivano mai, e dopo sette anni di solitudine, si concesse questo regalo. Dopotutto, quante volte si può avere paura di scottarsi col latte?

Alessandro le confidò più avanti di essere divorziato da tempo. La moglie si era subito risposata col suo migliore amico e lui era rimasto solo con Daniele. Nessuno dei due, però, sapeva quanto luno avrebbe avuto bisogno dellaltra. Daniele più che mai desiderava una madre e Alessandro una compagna da amare.

Così, Alessandro confessò il suo amore a Lucia. Ammetteva di non averla mai dimenticata, fin dal loro primo incontro. Vide in Lucia la moglie perfetta e una mamma amorevole per suo figlio.

Lucia e Giulia si trasferirono da Alessandro. Prima di farlo, i due adulti chiesero il permesso ai bambini. Giulia e Daniele annuirono, seppur con qualche reticenza.

La vita prese un ritmo tutto nuovo. Alessandro, travolto dalla felicità, avrebbe spostato le montagne. La famiglia si trasferì in un appartamento più grande. Lucia si dedicava alla casa e ai bambini. Giulia e Daniele crescevano circondati dallamore. Lucia coccolava entrambi come figli suoi, mentre Alessandro adorava Giulia come una figlia.

Poi i ragazzi crebbero. Daniele e Giulia si sposarono!

Alessandro e Lucia benedirono quel matrimonio inaspettato. I novelli sposi, per il viaggio di nozze, scelsero Parigi. Lucia invece propose ad Alessandro una vacanza al mare.

Ma Alessandro era titubante.

Lucia, dai… meglio che spendiamo questi soldi per te, comprati qualcosa di bello.

Ale, ormai resta solo noi due Facciamo una volta qualcosa per noi, ci manca la libertà di quando si era ragazzi! insistette Lucia.

Alessandro accettò. E fu una settimana indimenticabile in una località balneare della Liguria. Giocoso e innamorato, superò se stesso: la coprì di fiori e parole d’amore, si dichiarò come non aveva fatto mai.

Il giorno della partenza decisero di salutare il mare con una passeggiata. Era mattina presto, la spiaggia deserta. Alessandro diede un bacio tenero a Lucia, e con una strana malinconia nellocchio le disse:
Lucia, io ti amo da morire.
E aggiunse:
Vado a fare un bagno veloce.

Lucia non lo vide più. Alessandro annegò. I soccorritori non trovarono mai il corpo, anche se il mare era completamente calmo.

Lucia tornò a casa da sola, devastata. La morte improvvisa e inspiegabile di Alessandro cambiò ogni cosa. Perché proprio lui? Eppure sapeva nuotare benissimo. Perché, a cinquantacinque anni, doveva diventare vedova? Perché non disse anche lei quanto lo amava? Solo dopo capì che quello era stato un addio. E altre domande urlate al cielo.

Lucia si rinchiuse nel suo dolore. Odiò il mare. Tutto le sembrava grigio. Non poteva nemmeno andare a piangere su una tomba: non cera nemmeno quella. Il suo cuore era a pezzi e respirare sembrava una tortura. Cè chi dice che il tempo cura ogni ferita, ma Lucia non ci credette mai. Lenisce solo, attenua. Se si scava dentro, si trova la stessa sofferenza intatta, come una ferita che non smette mai di far male.

Eppure la vita andava avanti. Lucia spesso portava i suoi nipotini, Caterina e Massimo, nel parco cittadino dautunno. La merenda al bar del parco era diventata ormai una piccola tradizione: un gelato per loro due, un caffè per lei. Quellaroma familiare le faceva girare la testa; sembrava di avere ancora Alessandro accanto, come se lui vedesse e sapesse tutto di Lucia…

Con il tempo, dopo aver accettato il dolore e la perdita, Lucia ringraziava il destino per averle regalato Alessandro. Ringraziava per quei venticinque anni di felicità condivisa da donna e da moglie.

La vita finisce, ma lamore quello no.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

four − three =

IL CUORE RIPRENDE A BATTERE Tania, madre single senza nozze e con una figlia misteriosa, attravers…
— Tieni duro, figlia! Ora sei in un’altra famiglia e devi rispettare i loro usi.