Da nonna Assunta, in un piccolo paese italiano, è morto il suo gatto: un felino di tutto rispetto, f…

A casa di nonna Assunta, nel piccolo paese di Campoli, morì il gatto. Era un gatto rispettato: aveva vinto numerose battaglie con le gatte del vicinato, picchiato rivali e catturato uninfinità di topi. Ma alla fine si era fatto vecchietto, non cera niente da fare. Per quasi ventanni aveva girato per il cortile senza acciacchi gravi.

Assunta avvolse il caro compagno felino in un lenzuolo pulito, prese la zappa e uscì dietro lorto per seppellirlo. Suo marito, Antonio Fioravanti, stava trafficando nella cantina allangolo del cortile: armeggiava con qualcosa, riparava e borbottava sottovoce, lasciando trapelare qualche bestemmia.

Dopo aver dato il suo ultimo saluto al gatto, Assunta coprì la buca e tornò lungo il sentiero, la zappa ancora sporca di terra. Passando, incontrò la vicina, la signora Fausta, venuta su dalla città.

Buongiorno, Assunta! la salutò Fausta, chiedendo per buona maniera: Che fai di bello?

Eh, rispose Assunta il mio Arturo non cè più, poverino. Il Signore lha richiamato a sé. Ho pianto un po e poi lho seppellito dietro lorto.

Fausta si fermò, colpita. Giusto il giorno prima aveva incrociato Antonio Fioravanti al negozietto, dove luomo aveva comprato dello zucchero, un pacchetto di sigarette MS e una bottiglietta di grappa.

Ma non è possibile! esclamò. Antonio, tuo marito, è morto? Così allimprovviso? Ma lho visto proprio ieri!

Eh sì, ieri era ancora arzillo, annuì Assunta. Era tutto allegro, si è mangiato unintera aringa sotto sale. Persino a letto, la sera, ci siamo fatti un po di coccole…

Gli occhi di Fausta divennero sempre più grandi.

Stamattina si è intristito tutto il mio Antonio, si è sentito male, concluse Assunta. Si è sdraiato sulla panca, ha brontolato qualcosa e ha tirato le cuoia.

Fausta si fece il segno della croce, senza nemmeno pensarci.

Guarda un po che roba, mormorò. Cera Antonio, e ora più niente. Ma la zappa per cosa ti serve, scusa?

Lho appena detto, lho seppellito dietro lorto! ribadì Assunta. Avvolto per bene nel lenzuolo e lho sdraiato lì, con un rametto a segnare il posto, così non dimentico dove sta.

Fausta era abituata alla città e non conosceva bene tutte le usanze di paese; le sembrava incredibile che Assunta avesse seppellito così semplicemente il marito dietro lorto, segnando la tomba solo con un ramo.

Hai proprio cura di tutti, Assunta, balbettò Fausta, ancora confusa. Ma… non si dovrebbe almeno chiamare il vigile, per registrare la morte?

Stavolta fu Assunta a fissarla come se avesse detto una sciocchezza.

Ma che dici! rise. Antonio era uno in gamba, certo… ma mica vado a disturbare il maresciallo per una cosa così! Copriamo tutti con denunce e carte? Ma dai, poi chiamiamo direttamente il prefetto!

Fausta rimase in silenzio. Assunta si sistemò la zappa sulla spalla opposta.

Magari in città funziona così, disse infine, conciliatrice. Voi siete tutti per la legge, la burocrazia, i documenti… Qui, invece, facciamo tutto a modo nostro. Ecco, muore Donato e pace: si scava e si sistema dietro lorto. Cè spazio per tutti.

Eh… borbottò Fausta. Credo proprio di non conoscere tutti i vostri costumi di paese. Però perché proprio dietro lorto, nellerba alta? Non era meglio una tomba vera?

La difficoltà di comprensione di Fausta iniziò a innervosire Assunta.

E dove lo porto, se ormai non si muove più? replicò stizzita. In mezzo ai cristiani, al camposanto? Sarebbe troppo. Da sempre qui si fa così: dietro lorto e pace!

Fausta si sedette cautamente su un ceppo, evitando lo sguardo fisso di Assunta e la sua zappa sporca. Si sentiva stranamente debole.

Ma tu sei incredibile, riuscì a dire. Tieni tutti lì dietro? E quanti ce ne hai, oltre Antonio?

Oh, non pochi, rifletté Assunta. Prima di Antonio cera Gino: buono fuori, ma infido dentro. La notte si infilava a letto e, la mattina, le lenzuola tutte bagnate. Gli ho dato tante sculacciate! E prima ancora, Franco… era docile, affettuoso… Ma anche per lui venne il tempo. Ne ho cambiati parecchi.

Poi piantò la zappa nel terreno con forza, come a mettere un punto.

Ora stanno tutti in fila, dietro lorto! Antonio, Gino, Franco… i miei bei ragazzi. Poco male, però: la mia amica Tonia mi ha promesso che presto me ne porta uno giovane. Magari campano abbastanza per me!

Chissà cosa pensava Fausta, perché dietro le spalle di Assunta comparve proprio in quel momento Antonio Fioravanti in persona, tutto sporco di terra e arrabbiato come un toro.

Vuoi farmi morire davvero, vecchia strega? gridò alla moglie. Mi hai quasi sepolto vivo, urlavo e scalciavo! Sono riuscito a uscire a fatica, e tu qui a chiacchierare!

Le strappò la zappa di mano e proseguì:

Dammi qua lattrezzo! Devo recuperare gli stivali… e pure la grappa è rimasta sotto!

A quellapparizione, Fausta svenne allistante sul ceppo. E così la bottiglietta dalla cantina tornò molto utile.

Nella vita, spesso ciò che diamo per scontato può tramutarsi in un grosso malinteso. Bisogna sempre ascoltare bene prima di agire… e ricordare che ogni paese, come ogni famiglia, ha le sue tradizioni che meritano rispetto e, soprattutto, comprensione.

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