Martina si era innamorata del marito dellamica e la sua vita era diventata un inferno. Pensava a lui giorno e notte, non riuscendo a liberarsi da quel pensiero ossessivo. Ma chi me lha fatto fare ad andare da lei? Anni fa, Martina aveva valutato quellamicizia superflua e aveva lentamente smesso di cercare la compagnia di Valeria. Poi, un giorno, si erano riviste per caso a una mostra darte, si erano scambiate qualche chiacchiera gentile e, spinta dalla curiosità, Martina aveva accettato di farle visita e ora era finita nei guai.
Martina si addormentava con il suo viso in mente e si svegliava pensando a lui. Non riusciva proprio a capire come Valeria, una ragazza normalissima, senza particolari doti, fosse riuscita a sposare un uomo cosìanzi, ora era suo marito! Un avvocato di successo, proprietario di una villa su tre piani, varie macchine: un SUV per il brutto tempo, una coupé per La Spezia, una berlina lunga per i viaggi in famiglia e una piccola, graziosa Fiat rossa per la moglie. Come era possibile? Valeria di certo non era al suo livello. Non aveva finito nemmeno il liceo, lavorava in una boutique di scarpe. Martina si chiedeva cosa non andasse in lei, perché era sempre così sfortunata. Intorno a sé vedeva solo uomini insignificanti. Certo, era felice per Valeria, ma non ci sarebbe più tornata: aveva troppa paura di non riuscire a trattenersi dal provarci con suo marito.
Martina ricordava quando da bambina rubò il ragazzo dellamica. Valeria era tornata da un campo estivo dove si era legata a Costantino, un ragazzino simpatico, pieno di storie da raccontare. Piaceva subito anche a Martina, che però non dava a vedere il suo interesse. Dopotutto, era il ragazzo di Valeria. Almeno, così pensava. Uscivano spesso tutti e tre: cinema, bar, passeggiate nei giardini, compleanni. Poi, una volta, Costantino andò direttamente a casa di Martina con fiori e cioccolatini e le propose di mettersi insieme.
E Valeria? chiese Martina, è mia amica, non è giusto così.
Con Valeria siamo solo amici. Sei tu che mi piaci veramente, rispose lui.
Martina accettò e iniziarono a vedersi solo loro due. Valeria fu offesa per qualche mese, poi tornò, dicendo:
Grazie che mi hai portato via Costantino. Mi hai fatto capire che non era fatto per me.
E anche io, non sono da fidarsi? chiese Martina.
Valeria rise e non rispose, però da allora non si arrabbiò più. Dopo sei mesi, Costantino stufò Martina e lo allontanò quando lui divenne geloso di un compagno di scuola che le diede solo un bacio sulla guancia. Ma quella sembrava unaltra vita.
Ora Martina era vicina ai trentanni, lavorava come amministratrice in una banca in centro a Firenze. Era tempo di sposarsi, ma nessun candidato serio allorizzonte. Dopo il liceo lei e Valeria si erano viste sempre meno, e negli ultimi anni per niente. Poi, dun tratto, Valeria la invitò nella nuova villa fuori città, con giardiniere e domestica. Martina fu sconvolta: come aveva fatto Valeria ad ottenere tutto questo?
La storia era quasi incredibile. Antonio, uscendo di corsa dalla macchina in un mattino di pioggia, si era sporcato le scarpe e, dovendo andare urgente a un incontro, era entrato nella prima boutique decente che aveva visto. Valeria gli vendette elegantemente un paio di scarpe. Galeotto fu quellincrocio di sguardi; si innamorarono subito. Che Valeria si invaghisse di lui non stupiva, ma lui Martina aveva sempre sognato un marito così: determinato, equilibrato, brillante. Ma i principi sembravano scelti da qualcun altro. Eppure lei non era nessuno: aveva un buon lavoro, un appartamento suo, si teneva in forma. Perché nessun uomo decente si accorgeva di lei?
Quel giorno Valeria la invitò di nuovo. Il marito era in trasferta e così avrebbero potuto chiacchierare tranquille. Martina era combattuta: qualcosa la attirava in quella casa, ma era meglio resistere. Dopo solo una visita, non sapeva cosa fare con i sentimenti che le bruciavano dentro: desiderio ingestibile e curiosità per il destino fortunato dellamica. Decise però di andarci, magari Antonio aveva amici scapoli.
Sedute in salotto, tra pareti adornate di dipinti, latmosfera sembrava uscita da una fiaba. Draghi, castelli, principesse: tutto sembrava vivo e magico.
Chi è il pittore? chiese Martina.
Io, rispose Valeria.
Martina rimase senza parole, come quando aveva visto per la prima volta la villa.
Non sapevo dipingessi.
Mi ricordo che da ragazze piaceva anche a te, ed eri pure brava. Che peccato che tu abbia scelto Economia!
Mia madre pensava che larte fosse tempo perso. Mi hanno scelto università e lavoro loro. A volte mi sembra di vivere la vita di qualcun altro.
Io ho cominciato a dipingere quando Antonio mi ha chiesto di lasciare il negozio per dedicarmi alla casa.
Anton… interruppe Martina, Chi?
Oh Io lo chiamo Toni. Non mi sento adatta ai loro amici ricchi, mi annoiano. Questa, disse Valeria indicando le tele, è la mia scusa per restare a casa.
Ma senti, non potresti presentarmi qualcuno dei vostri amici? Cè qualche scapolo interessante?
Ce nè uno però non sono sicura che tu gli piaccia.
Perché?
Cerca una donna che non punti solo ai soldi. E ha un difetto: ogni tanto può sparire e ubriacarsi per settimane.
Non dirgli chi sono
È sempre pieno di ragazze intorno, ma lui
Che cè?
È innamorato di me. Toni ci scherza sopra. Lui glielha detto chiaramente: Se Valeria divorzia, la sposo io.
Dai, svelami il segreto: perché tutti gli uomini belli si innamorano di te?
Ma non cè alcun segreto!
Allora cosho che non va? Perché piaccio solo agli sfigati?
Non si può mai sapere quando e dove troverai quello giusto.
Facile parlare, per te
Vuoi che ti racconti una vera storia damore?
Dai.
Un ragazzo che veniva spesso in boutique, verso la chiusura, solo per parlarmi. Si vedeva che aveva bisogno di sfogarsi. Era follemente innamorato della moglie di un suo amico. Lei veniva da una famiglia di intellettuali: il nonno era professore di lettere, il padre docente universitario. Lui veniva da un piccolo paese: madre casalinga, padre ortolano. Passava le giornate a scrivere poesie inutili, solo per se stesso, ispirato dalla passione. Non poteva nemmeno pensare di tradire lamico, così allontanò subito ogni pensiero.
Perché mi racconti questo? chiese sospettosa Martina.
Capirai. Un giorno, lesse da qualche parte: la teoria che lamore è una pianta: se la innaffi, cresce; se smetti di nutrirla, puoi soffocarla o almeno rallentarne la crescita.
E ci riuscì?
Prese a studiare, imparare lingue, scoprì la sua vocazione. Cinque anni dopo, seppe che lei aveva divorziato; le fece subito la proposta e lei accettò.
E questo che significa?
Che bisogna trovare qualcosa che ti riempia di soddisfazione. Quando troverai il tuo senso, lamore arriverà. Da sola sarai felice, e attrarrai chi ti merita.
Dici che non sono pronta A te piaceva lavorare in negozio?
Moltissimo. Ogni giorno persone diverse. Indovinare ciò che desidera il cliente, e vedere il loro sorriso quando ci riesci: è magia. Venivano da tutta Firenze solo per me. Sapevano che non avrei mai rifilato qualcosa che non fa per loro.
E nessun reso?
Se ascolti davvero il cliente, nessuno restituisce nulla. Vieni, ti faccio vedere la mia stanza dei colori.
Salirono in mansarda: telai, tavolozze, pennelli, odore di acrilico e carta. Martina sentì un fremito: quanto tempo era passato dallultima volta che aveva sentito ispirazione! Valeria era capace di rimetterla in moto.
Posso dipingere?
Valeria fissò un foglio grande al cavalletto.
Che colori vuoi?
Acquerelli.
Martina fu risucchiata nellentusiasmo, e solo dopo un po si rese conto che aveva dipinto un vaso di fiori, come quello che anni prima aveva visto in un bar e avrebbe voluto comprare. Ora aveva il suo, creato da sé.
Ma sei bravissima! Devi continuare a dipingere! esclamò Valeria sorpresa. E aggiunse: Guarda come sei bella mentre dipingi! Valeria la fotografò di nascosto; dalla foto le restituiva lo sguardo una donna raggiante.
Ti piace davvero lavorare in banca come dipingere?
No.
Ecco la risposta. Quando sei felice, attrai le persone giuste e, tra loro, cè sempre il destino che aspetti. Questo forse è il segreto: sii felice tu per prima, e solo allora lamore arriverà davvero.Martina abbassò per un attimo lo sguardo sul foglio ancora umido. Nei colori delicati del suo vaso scorse sogni antichi mai svaniti. Si rese conto che, almeno per quella sera, non pensava più ad Antonio, né provava invidia per Valeria. Si sentiva leggera, come se un peso le fosse stato tolto dalle spalle. Forse quello che cercava non era il marito perfetto, né una vita da favola, ma il coraggio di scegliersi davvero. Sorrise timida, sentendo finalmente di bastarsi, almeno per un po.
Valeria la abbracciò. Vieni domani, dipingiamo ancora? Magari il destino ti presenta una sorpresa, tra tinte e pennelli. Martina rise, aprendo la finestra della mansarda. Laria fresca profumava di tigli e promesse.
Quella notte, tornata nel suo piccolo appartamento, Martina posò il quadro sul comodino. Prima di dormire, scrisse un messaggio a Valeria: Grazie. Oggi mi sono ricordata di chi ero. Poi, senza pensarci troppo, prese lo smartphone e digitò: corso di pittura Firenzeinizio immediato. Si iscrisse, ridendo per la prima volta da mesi.
Il mattino dopo, davanti allo specchio, si vide diversa. Forse la fortuna non era mai mancata: bastava solo avere il coraggio di dipingere la propria vita con le sfumature che più amava. E, mentre usciva di casa, si sorprese a canticchiare: oggi, chissà, potrebbe essere il primo giorno del resto della sua felicità.







