L’altro giorno mia madre è uscita di casa come ogni altro giorno. La mattina mi aveva scritto per chiedermi se avessi fatto colazione. Le ho risposto “sì, parliamo più tardi” e ho continuato a lavorare. Non era n

Laltro giorno mia madre è uscita di casa, come ogni mattina. Mi aveva scritto presto per chiedermi se avessi fatto colazione. Le ho risposto: Sì, parleremo dopo, e sono tornata al lavoro. Non era malata, non era in ospedale, non cera nessun segno di preoccupazione, nessun addio. Una giornata normale. Di quelle in cui pensi che tutto resterà come sempre.
Alle quattro del pomeriggio mi ha chiamato un numero che non conoscevo. Era una vicina, la signora Romano. Mi ha detto: Tua madre ha avuto un incidente. Ho chiesto dove fosse, mi ha indicato una clinica di Milano. Ci sono corsa subito. Mi hanno spiegato che era caduta per strada, si era battuta la testa, e non cera stato nulla da fare. Così, senza scenate, senza ultime parole.
Nessuna frase di commiato. Nessun abbraccio. Nessun tempo per dirci qualcosa. Sono rimasta immobile a guardare una parete bianca, mentre mi spiegavano i documenti, le firme, le procedure. Ho chiamato mio fratello e mia sorella con la voce tremante, pronunciando la frase più difficile di tutta la mia vita: La mamma non cè più.
Il vero colpo non lho ricevuto in clinica. È arrivato quando sono entrata sola in casa sua, per raccogliere le sue cose. Ho aperto larmadio e dentro cerano ancora i vestiti lasciati per il bucato. I suoi sandali stavano accanto alla porta, il portafoglio appeso dietro la sedia, la spesa ancora mezza sistemata. Tutto si era fermato proprio nel momento in cui la vita era stata spezzata.
Ho preso una delle sue maglie, per metterla in una borsa, e ho sentito ancora il profumo del suo sapone. Sono rimasta ferma, con il tessuto tra le mani, incapace di muovermi. Mi sono seduta sul letto e ho guardato il pavimento per un tempo che mi è sembrato infinito. Unondata di rabbia mi ha attraversata.
Poi sono arrivati i piccoli gesti che fanno più male: comporre il suo numero per abitudine e ricordare che non esiste più, tornare a casa dal lavoro e non trovare nessuno che ti chieda se sei arrivata bene, passare davanti alla sua porta e non entrare. Nessuno ti prepara a questo silenzio.
Tutti dicono: Era il suo momento. Dio sa per quale motivo accadono certe cose. Ora riposa. Ma io non sento pace. Avverto solo la mancanza, sento che è andata via in un giorno qualunque, senza permesso, senza preavviso, senza il tempo di consolare il mio cuore.
E questo è ciò che fa più male: non cè stato un addio. Solo un taglio netto, secco.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

two × four =

L’altro giorno mia madre è uscita di casa come ogni altro giorno. La mattina mi aveva scritto per chiedermi se avessi fatto colazione. Le ho risposto “sì, parliamo più tardi” e ho continuato a lavorare. Non era n
Tre cuori e un matrimonio