Oh, ti racconto cosa è successo a zia Rosa le si è frantumato il servizio di piatti. Sì, proprio quello del matrimonio, da dodici persone. Addio bordi dorati e timbrino Made in Germany sotto ogni piatto zio Carlo è caduto dalla soffitta con la scatola in mano.
Oddio, zia Rosa lha detto quasi curiosa.
Ma era di porcellana!
Come se la porcellana non si potesse rompere Poi piano piano le è calata la tragedia addosso, sprofondava nella poltrona gridando:
«Carlo, portami la valeriana!»
Telefonava a tutti, pure a me, che sto a Milano e lei a Napoli, per compatirsi della sua giovinezza andata in mille pezzi:
Ce lavevano regalato i miei genitori ventanni fa. Mai usato, aspettavamo loccasione speciale, la nozze di porcellana, per dire, che Dio ci perdoni…
E alla fine? Papà è morto, a Carlo è venuta una distorsione alla caviglia, io ho la pressione alle stelle.
E nessuno, nessuno, abbiamo mai usato quei piatti.
Siamo proprio scemi, giuro.
E sai che ci ho pensato su? Perché conserviamo i servizi buoni, i gioielli e le cose belle solo per una fantomatica occasione speciale? Perché le candele profumate a oltranza aspettano una notte magica? Gli orecchini con i brillanti li teniamo chiusi nella scatolina, e sgridiamo i figli quando mettono mano troppo presto al salame in tavola, e le parole belle ce le teniamo strette fino a San Valentino?
Che ha oggi meno valore di domani? Siamo proprio sicuri che tanto ci sarà tempo?
Quasi tutte le telefonate dalle Torri Gemelle erano per dire Ti voglio bene.
Le persone chiamavano i loro cari, lasciavano messaggi in segreteria.
Ti amo, Ti voglio bene: ecco le parole che in quel momento lì sembravano le più importanti della vita.
La realtà dicono anche sullenciclopedia è proprio questa, quellattimo tra ieri ed il domani.
Non bisogna lasciare le cose belle in soffitta, o chiuse nellarmadio, o in attesa di un chissà quando. Quello che può darci un sorriso, emozionarci o farci felici va vissuto pienamente, subito, ora.
Il domani non è promesso. Esiste loggi, che è unico tanto quanto la sera di Capodanno o l8 marzo.
Perciò diamoci una mossa! Facciamo pace, guardiamo il mare, giochiamo con i nostri figli, abbracciamo forte la nostra bambina, regaliamo a mamma un altro profumo di Chanel N° 5, così magari lo mette ogni giorno e non solo la domenica.
Bisogna fare in fretta. Leggere quel libro, assaggiare la zuppa di ricci di mare o una pizza con le alici. Guardare il nostro film preferito senza preoccuparsi della montagna di piatti sporchi.
Ricompra a zia Rosa un servizio nuovo e organizza una cena memorabile.
E sbrighiamoci a volerci bene, prima che partano i titoli di coda.




