Velia spense il computer, con i suoi pensieri che sembravano galleggiare nellaria densa dellufficio. Si avvolse il foulard intorno al collo, pronta a varcare la soglia, quando un ronzio distante la richiamò.
Signora Velia Martini, cè una ragazza che insiste di vederla. Dice che si tratta di una questione privata.
Falle strada, lasciala entrare pure rispose Velia, con la voce come se avesse bevuto del caffè troppo amaro.
La porta si aprì quasi in silenzio, ed entrò una ragazza minuta, con ricci ribelli che sembravano arruffati dal vento del tramonto romano; indossava una minigonna troppo corta per i giorni di febbraio.
Buonasera, mi chiamo Flavia. Desidero proporle un affare.
Buonasera Flavia. Sono curiosa, di che tipo di affare parli? Credo di non conoscerti…
Lei no. Ma invece con suo marito, Costantino siamo ben più che conoscenti. Con un gesto da prestigiatrice, la ragazza lasciò cadere un foglio sulla scrivania, come un petalo stanco.
Velia lo prese, e le lettere danzavano davanti ai suoi occhi stanchi:
“Flavia Moretti, gravidanza 5-6 settimane.”
Che cos’è tutto questo? Non comprendo perché dovrei…?
Non c’è molto da interpretare. Sono incinta di suo marito.
Un sussulto attraversò Velia come il vento gelido del Lungotevere. Era una notizia bizzarra, quasi irreale.
E cosa vorresti da me? Un brindisi?
No. Dei soldi. Se tiene al suo Costantino, ovvio…
Ah sì? E per che motivo dovrei pagarti?
Me ne vado, mi faccio interrompere la gravidanza, sparisco dalla vita di vostro marito. Lui non sa nulla di questa storia. Sono venuta da lei per prima. Se rifiuta, vorrà dire che Costantino, sapendola sterile e incapace di avere figli, se ne andrà con me. So tutto su di lei. Dunque, accetta?
Il tempo pareva liquefatto: Velia sentiva le parole come bolle daria nella testa.
E quanto chiedi, di grazia?
Soltanto centomila euro. Per lei sono spiccioli. E così suo marito le resterà accanto, finché la vecchiaia vorrà.
Sei generosa, davvero! Lascia il tuo numero, rifletterò e ti farò sapere.
Faccia presto, perché i tempi stringono. Non posso aspettare allinfinito
Flavia scarabocchiò il numero su un foglietto e uscì, chiudendo la porta lentamente, come se il corridoio fosse riempito di nebbia.
Signora Martini, sta andando via? La receptionist sta aspettando la firma sussurrò una voce alle sue spalle.
Velia piegò il foglietto in due, come si piegano i segreti, e lo mise nella borsa.
Sì, sto andando. A domani, Angelica.
Salirono in auto e la città appariva come un labirinto di specchi. “Cosera tutto quello? Chi diavolo è questa Flavia? E se fosse vero, Costantino davvero?”
A casa, il tempo si faceva denso e ovattato. Fuori dal forno usciva il profumo di lasagna. Velia lesse e rilesse quel foglio. Pochi minuti e sentì la chiave nella porta.
Amore, sono tornato! Cosa bolle in pentola?
Vieni a vedere
Costantino entrò strofinandosi le mani, con aria soddisfatta. Velia sedeva in poltrona, gambe accavallate, occhi fermi e lucidi.
Cosa cè? Mi fissi così che mi fai paura
Costantino, chi è Flavia Moretti?
Una collaboratrice dellazienda con cui lavoro. Perché?
Perché dice di essere incinta di te. Tieni, leggi.
Costantino sgranò gli occhi mentre il foglio scivolava sul tavolo.
Ma questa è follia Io con lei non ho mai avuto nulla! Non capisco, davvero.
Lei sostiene il contrario. E vuole da me centomila euro, minacciando che tu potresti lasciarmi se dicesse tutto. Che idea hai?
Non so niente di niente. Giuro sulla mia sciarpa preferita. Mi sembra un sogno delirante.
Infatti. Non dico che tu sia uno stinco di santo, ma conosco le persone: quella mente solo per soldi.
Sono disposto a tutto: analisi, verifiche, dimostrazioni! Voglio solo te nella mia vita
Ho capito, Costantino. Cenniamo.
Il mattino seguente, Velia chiamò Flavia e la invitò di nuovo in ufficio. La ragazza si presentò col viso calmo, ma gli occhi come pozzi neri.
Sappi, Flavia, che Costantino non può essere il padre. Io gli credo. Niente soldi facili da noi. Fai ciò che vuoi.
Ma lei è incredibile Come fa a credergli così ciecamente? Davvero crede di essere ancora desiderabile alla sua età? Guardiamoci allo specchio: quarantanni, non importa quanto ben curata, ci sarà sempre qualcuna più giovane…
Hai altro da dire?
Sì. Le propongo di comprare questo bambino. Può fare tutti i test, il padre è Costantino, ne sono certa.
Dici che non cè mai stato niente con lui. Allora come sarebbe possibile?
Le racconto la verità: un mese e mezzo fa cè stata una cena aziendale. Ero al tavolo con Costantino. Qualcuno mi disse che lui aveva sposato una donna ricca e sterile; nessuna possibilità di figli, neanche con la surrogata. Ovviamente, ho pensato di cogliere loccasione per guadagnare.
Lho invitato da me, ma Costantino non mi guardava neppure. Mi sono sentita respinta come mai prima. Così ho usato una polverina che mi ha procurato mia sorella farmacista: fa perdere memoria, stordisce. Glielho messa nel vino, lho portato a casa mia: era docile, come in trance. Sfortuna vuole che ero pure nei giorni giusti, e sono rimasta incinta. Ma lui, ovviamente, non ricorda niente. Tutto qui. Ho pure un video.
Tirò fuori il cellulare e mostrò il filmato: un uomo nudo, viso spento, disteso sul letto.
Per me abortire è una sciocchezza, ho una salute di ferro. Adoro i soldi, specialmente quelli facili. Dubito che lei voglia sporcare la sua posizione denunciandomi. Pensavo accettasse di comprare il bambino. Trecentomila euro e il piccolo è vostro.
Velia era stordita, come se le avessero tolto il respiro.
Flavia, non ho parole! Il tuo posto è in carcere!
Che vuoi farci? O ci si arrangia o si affonda! Avevo un ricco finanziatore, ma è morto allimprovviso. Comunque, signora Velia, rifletta. La chiamo tra alcuni giorni.
Quando fu sola, Velia bevve un sorso dacqua fredda cercando una via duscita tra sogno e realtà che si intrecciavano come i vicoli di Napoli. Quella sera raccontò tutto a Costantino. Lui era atterrito.
Mi hanno usato La denuncio!
Costa, ascolta. Esistono test DNA prenatali: dopo la settima settimana, con un semplice esame del sangue si può sapere. Cominciamo da lì. Poi decideremo. Sì, non abbiamo mai pensato a unadozione; e se fosse davvero tuo figlio, anche se concepito così, forse non è solo disgrazia. Forse il destino ci offre, in modo assurdo, una possibilità.
Non esagerare, non glorificare quella lì! Niente soldi, niente figli, non ci sto! sbatté la porta ed uscì, lasciando un profumo darancia dietro di sé.
Velia si perse in un ricordo come se galleggiasse sopra Firenze dieci anni prima.
Si erano conosciuti alluniversità, amore a prima vista intensità da combustione lenta ma inarrestabile. Poi la carriera, le notti insonni, un piccolo appartamento in affitto. Lo zio di Velia le prestò i soldi per avviare lazienda; i debiti li restituì con interesse, la vita sembrava finalmente sorridere. Ma niente figli.
Una sera, tornando a piedi dopo una cena sul Naviglio, furono aggrediti. Uno degli aggressori colpì Velia alladdome per proteggere Costantino. Notti in ospedale, medici come fantasmi: la salvarono, ma dovettero rimuoverle utero e ovaie. La sua maternità sparita in un battito di ciglia. Per mesi cercò conforto in chiesa, accendendo candele per la salute dei suoi cari. Un giorno una vecchia seduta sulle scale della basilica raccolse la sua moneta:
Che il Signore la ricompensi, figlia. Il dolore che le aleggia attorno sparirà, vedrà, non disperi
Grazie, nonna, ma il mio destino è segnato, non avrò mai un bambino
Oh, mai dire mai. Un figlio arriverà, come mai si aspetta
Velia proseguì, sorriso amaro. Forse anche i sogni si travestono da profezie.
Entrambi fecero il test prenatal. Allinizio della decima settimana arrivò il risultato: Costantino era davvero il padre.
Allora? Ora vi fidate? Volete pagare per vostro figlio? ghignò Flavia.
Ti dico solo questo: si possono trovare donne disposte a portare in grembo un figlio, e senza spendere cifre simili. Non volevamo ricorrere a questi mezzi, ma visto che ormai è così, pagheremo. Centocinquantamila euro e registriamo tutto legalmente.
Avevi detto il doppio! Che trattative sarebbero queste?
Ora decidiamo noi. O accetti o niente, neppure un centesimo. Esulta che non finisci in carcere.
***
Costa, è fatta. Avremo un bambino.
Velia ma perché tutta questa follia? E pure darle dei soldi…
Talvolta la vita ti offre doni strani; bisogna accettarli come vengono.
La gravidanza di Flavia trascorse come una commedia dellassurdo: visite, esami, analisi, come in un ospedale che odorava darance e di fiori di limone. Quando nacque il bambino, talmente robusto da sembrare scolpito, Flavia rinunciò alla maternità e Costantino lo accolse come figlio suo. Tutte le carte a posto. Soldi a Flavia, silenzio per sempre. Raccontarono a tutti che era nato da madre surrogata.
Grazie per aver partorito il figlio di mio marito sussurrò Velia prima che Flavia sparisse nei vicoli di Trastevere.
Il piccolo Alessandro portò una ventata misteriosa in casa Martini.
Costa, guarda che lineamenti: sembri proprio tu…
Ma che dici? Non capisco molto di neonati Però ammetto: è già un belluomo, proprio come me!
Ricordi la vecchina davanti alla chiesa? Aveva previsto che il destino ci avrebbe fatto diventare genitori in modo strano
Guardavano il figlio sorridere, ignari del domani, felici in quellistante sospeso. A volte luniverso esaudisce i desideri in un modo davvero bizzarro.
***
Alcuni mesi dopo, al telegiornale scorrevano immagini mute: Flavia Moretti era stata trovata morta nel suo piccolo appartamento. Le circostanze erano avvolte nel mistero.
La vicenda come tutte le storie nate dallo stupore svanì come scompaiono i sogni allalba: vibrando ancora di una strana energia, difficile da comprendere, impossibile da dimenticare.




