Suonò il campanello Nella casa, senza nemmeno un buongiorno e spingendo via il figlio dal corridoio, fece irruzione la suocera:
Allora cara nuora, voglio proprio sapere: che segreti nascondi a tuo marito?
Mamma?! Che succede, mamma?!
Quando Federico tornò a casa, regnava un silenzio sospetto. Sua moglie, Donatella, laveva avvisato la mattina: oggi si sarebbe fermata in ufficio più tardi, causa ispezione a sorpresa decisa dai capi (quando vogliono lavorare, loro sempre fuori orario!).
Federico andò in cucina e controllò il frigorifero: niente cena. Sospirò rassegnato, mise su lacqua per il tè, si preparò al volo due panini e si sistemò davanti alla TV.
Passò un po di tempo a zappingare finché non trovò il canale sportivo. Finalmente un po di pace con il match di boxe, pensò. Ma la tranquillità ebbe vita corta.
Il campanello squillò allimprovviso, e sulla porta comparve donna Rosa Bellini, madre di Federico. Entrò come un tornado, senza salutare e scostando il figlio come se fosse un mobile della nonna.
Federico, ascolta quello che sto per dirti! Me lha raccontato la Ginetta, e lei certe cose non se le inventa.
Mamma, cosè successo? domandò Federico.
Succede che tua moglie, quella furbetta di Donatella, ha un altro appartamento! Lo affitta di nascosto e si tiene tutti i soldi!
Mamma, ma davvero credi alle storielle della Ginetta? Quella sta tutto il giorno a sentire pettegolezzi per la città E tu lì, ad annuire e ad aprire la bocca come un pesce rosso.
Lo so che la Ginetta ogni tanto esagera, ma questa è verissima! Perché la nipote della vicina di Ginetta vive proprio nellappartamento di Donatella.
Questa ragazza si è appena sposata, e insieme al marito affitta da Donatella, pagano settecento euro al mese e sono anche contenti dicono che è un affare. E bada bene, sono già più di due anni che Donatella affitta casa sua e non è mica la prima coppia di inquilini!
Ah, questa sì che è una bella novità commentò Federico, riflessivo. Perché non me ne ha mai parlato?
Aspetta che torna Donatella dal lavoro, e glielo chiedi! Per me è chiaro come il sole: tua moglie si prepara il piano B, così da mollarti appena ha un gruzzoletto da parte. E ti porterà via pure le mutande! concluse, poco delicatamente, Rosa Bellini.
Donatella rientrò dopo unoretta e mezza. Trovò in salotto marito e suocera, ben sistemati in attesa. Rosa, che era rimasta apposta per vedere la scena, intanto si era degnata di preparare una cenetta al suo poverino di figlio.
Appena Donatella entrò in sala, ricevette due sguardi severi e inquisitori.
Si parte con la suocera:
Allora, nuoretta cara, che magnifici segreti custodisci lontano dal tuo maritino?
Ma veramente, nessuno rispose Donatella, spalancando gli occhi.
Nessuno? Ah davvero? E lappartamento in via Pasolini 43, allora?
E che centra? È un mio appartamento, e allora? obiettò Donatella.
Il punto è che lo affitti senza dire nulla a tuo marito e tieni i soldi tutti per te! sbottò Rosa Bellini.
Sul serio, Donatella intervenne Federico, rimasto zitto fino a quel momento. Ma da dove salta fuori questa casa? E perché non mi hai mai detto che la affitti? Mi interessa anche sapere che fine fanno i soldi
Lappartamento era di zia Rita, cugina di mia madre la chiamavo zia, ma era una specie di zia alla lontana, con ste parenti ci si perde Zia Rita è mancata quasi tre anni fa. Te lo dissi, Federico. Tu allora esultasti che non dovevo più fare la spola a trovarla.
Quando ti chiesi di aiutarmi col funerale, mi rispondesti che avevi troppo lavoro. Così mi sono arrangiata.
Ma perché proprio a te ha lasciato la casa? domandò Rosa, non mollando la presa.
Forse perché nessuno la filava tranne me rispose Donatella.
E allora, perché non hai detto niente a Federico delleredità? rincarò Rosa.
Scusa, ma che centra Federico con la mia eredità?
Come che centra?! È tuo marito! si indignò Rosa.
E allora?
Ma ci fai o ci sei? I soldi dellaffitto dovevano finire nel budget familiare, non per le tue borse e scarpe!
Li ho spesi perché sono miei! Leredità è un bene personale, e i soldi che ne vengono sono miei, punto. Non sono obbligata a dare conto a nessuno, spiegò Donatella.
Però io lanno scorso ho speso un capitale per aggiustare la macchina: due premi buttati via E tu avevi i soldi ma li hai tenuti nascosti? protestò Federico.
Quella è la tua macchina, mica la uso io! Quando ti chiedo un passaggio, dici che sei occupato o non ti conviene. Prendi il taxi, dici sempre.
Lanno scorso mi hai portata in macchina tre volte: una volta al mercato prima di Natale, una volta mi hai caricato tornando da lavoro (avevi dimenticato le chiavi e non volevi piantonare due ore la porta), e una terza al pronto soccorso perché mi sono storta il piede.
Quindi, perché dovrei spenderci sopra? Se la prossima volta vuoi che paghi io, dammi anche le chiavi!
E allora, quanto hai messo da parte, a questo punto? Duecentomila euro? incalzò Rosa.
Qualcosina cè, ma non sono certo milionaria Piuttosto, Federico, ti ricordi che hai due figlie universitarie? Quandè lultima volta che gli hai mandato una ricarica? ribatté Donatella.
Ma loro lavorano, no? rispose Federico.
Studiano e lavoricchiano! Ma se lavorassero a tempo pieno per mantenersi, quando mai dovrebbero studiare?
E comunque perché non hai detto niente delleredità? chiese ancora il marito.
Perché non avevo voglia del vostro interrogatorio già due anni e mezzo fa! E poi avevo un esempio bello fresco: tua madre, con la moglie di tuo fratello
Che avrei fatto io, scusa?! si offese Rosa.
Vi siete messi a fare pressioni a Caterina per vendere il suo monolocale: Che te ne fai di quella casa triste? Vendiamola, così compriamo la casetta in campagna e destate ci rilassiamo tutti insieme. Venduta la casa, la villa intestata a chi? A te, Rosa Bellini! E adesso Caterina deve chiedere il permesso anche solo per fare il barbecue Ma a zappare nellorto, quello glielo fate fare volentieri! No, grazie, non ci casco.
Sei proprio senza vergogna, Donatella! sbottò Rosa. Solo te stessa ti importa!
Ho imparato dai migliori, Rosa Bellini, rispose la nuora con un sorriso di traverso.
Federico, la senti? Tua moglie mi manca di rispetto!
Secondo me sta solo dicendo la verità Tu sei corsa qui appena hai saputo delleredità. E perché, scusa? domandò Donatella.
Per raccontare tutto a Federico, chiaro!
Ecco, adesso lo sai. E adesso?
Pretendo che tu non nasconda i soldi alla famiglia!
Ma li uso per la famiglia. Solo che decido io a che scopo: aiuto le bambine, pago la palestra, altro che la macchina di Federico e le tegole del tuo giardino
Però avremmo potuto decidere insieme, tentò Rosa.
Senti, ho 46 anni, posso gestire i miei soldi da sola, no?
Dovresti pensare un po anche agli altri! scoppiò la suocera.
Agli altri chi? A te? Ecco perché vi ho lasciato tutti alloscuro: così decido solo io e le mie figlie.
Alimentazione per bambini!
In futuro sarà lo stesso. Quindi, Rosa Bellini, fai conto che la mia eredità non sia mai esistita! sentenziò Donatella.
Ah, così li spenderai solo tu?
Certo.
E con tuo marito non dividerai? chiese, disperata, Rosa.
Solo se lo riterrò giusto. Ho detto che i soldi sono per la mia famiglia.
Ma io non sarei famiglia?
Rosa Bellini, la mia famiglia siamo io, mio marito e le nostre figlie. Il resto sono parenti! dichiarò Donatella.
Morale: Rosa Bellini non riuscì a cavar nulla dalla nuora, ma non si arrese e, con la sua solita insistenza, provò e riprovò in mille modi per giustizia, diceva lei.
Donatella, però, era tosta e non si fece intenerire. Eh già, ha trovato pane per i suoi denti, la vecchia volpe. Come diciamo qui: dove si siede lì si piazza!







