Non vi va bene che io voglia la mia famiglia? Sono scappato da voi, ho iniziato a costruire la mia vita e siete tornati a combinare i soliti guai – Zina, cara, non preoccuparti! Lo so che per una ragazza di città come te vivere in campagna non è facile. Ma ci sarò io ad aiutarti! – le assicurava Dario. – So come si fa, ce la faccio da solo. Tu devi solo restarmi accanto! Una ragazza di città, innamorata di un campagnolo: Zina ha 28 anni e una carriera brillante, Dario 30, una grande famiglia e una casa di campagna vicino alla città. Si conoscono per caso al Luna Park, si innamorano, decidono di convivere e poi di sposarsi, sfidando le differenze di stile di vita e una famiglia invadente. Un viaggio tra dinner imbarazzanti, battute taglienti della cognata Elena, la suocera Maria che pretende la sveglia all’alba e tanti malintesi che mettono a dura prova la pazienza di Zina. Ma dietro i conflitti, tra pollai e orti da annaffiare, il vero amore resiste e cresce: tra crisi, scelte difficili, scene esilaranti e una famiglia “all’italiana” che alla fine dovrà imparare a rispettare la felicità dei giovani sposi.

Non ti va bene che io voglia la mia famiglia mia? Sono scappato per conto mio, ho iniziato a costruirmi una vita, e voi siete tornati a ricominciare da capo.
Giulia, dai, non prenderla così! So che per una ragazza di città non sarà facilissimo vivere in campagna, ma ti prometto che ti aiuterò! cercava di rassicurarla Matteo. Ce la faccio da solo, basta che mi stai vicino!

Lei era un po confusa.
Perché mai mi sono innamorata proprio di uno di campagna! Eppure, quanto mi piace, che mi tremano ancora le gambe quando lo guardo!

Aveva ormai ventotto anni, con una carriera di successo avviata a Milano, mentre Matteo, che di anni ne aveva trenta, aveva un sacco di parenti e una casa sua in un paesino vicino Modena.

Si erano conosciuti per caso, al Luna Park dei Giardini Margherita, Matteo ci era capitato mentre sua madre girava per negozi, Giulia era finita lì grazie alle amiche che volevano distrarla un po.

Scatta il colpo di fulmine, si scambiano i numeri, e dopo quella sera non hanno più smesso di sentirsi. Matteo faceva di tutto per sorprenderla: la raggiungeva in città, le portava i suoi dolci fatti in casa, la ascoltava davvero e lei si era sciolta.
E poi, a differenza di tanti altri ragazzi che aveva conosciuto, era genuino, aperto e pieno di cuore.

Alla fine Matteo la chiese in moglie, e Giulia accettò.

Allora, Giulia, provaci. Matteo è un tipo di campagna, ma tanto buono e pieno di voglia di fare le disse sua madre. Se non va, torni qui nella tua città.

Giulia non ci perdeva nulla: poteva lavorare in smart working, ormai la sua ditta accettava questo formato. E poi non aveva mica diciottanni! In paese laria era anche più pulita solo che

Ma in che veste dovrei andare laggiù? domandò Giulia a Matteo.

Come mia fidanzata. Tra un anno organizziamo il matrimonio, e poi andiamo via in viaggio. Fino ad allora risparmio e così almeno sui soldi possiamo stare tranquilli ammise un po imbarazzato Matteo.
So che sei abituata a un certo stile di vita.

Era tutto perfetto, almeno sulla carta, ma a Giulia qualcosa non tornava. Cosa, non sapeva nemmeno lei, così decise di fare un salto nel vuoto.

Così, presi sette giorni di ferie e riempita la sua valigia, chiuse a chiave il suo bilocale per il quale aveva lavorato come una matta, e si mise in macchina verso il paese modenese dove già la aspettava Matteo.

La prima sera le piacque.
Era piena estate, così i due annaffiarono lorto insieme, prepararono la cena e in due avevano già finito tutte le faccende.

Amore, arrivano i miei! annunciò Matteo un venerdì sera, tornando prima del solito da lavoro.

Come, arrivano? chiese Giulia un po spaesata.

Per conoscerti e darci una mano. E con loro cè anche mio fratello con la moglie Matteo era tutto agitato, girando per la stanza.

E rimangono quanto? domandò Giulia, sperando non troppo.

Spero poco! disse fissandola negli occhi. Comunque non ti preoccupare, ce la facciamo.

Quelle parole la misero ancora più in ansia.

Su, su, Giulia, pensala come una prova. Se non passi, torni. Limportante è che hai sempre una casa dove tornare! la rincuorò la mamma, ridacchiando. Fai come ti pare, loro si abitueranno. O no. Ma la faccenda è di Matteo, non tua.

Allora perché agitarsi? pensò Giulia. Mica sono già sposata!.
Non la mangiano mica, dai.

Stava finendo di sistemare la tavola quando sentì arrivare la macchina.
Sono qui! entrò Matteo in cucina.
Uscirono incontro agli ospiti.

Eccoci qui, nuora bella! una donna grande, vestita elegante ma rilassata, con i capelli corti castani e ciglia nerissime, sorrise storto a Giulia e abbracciò stretto il figlio.

Un uomo altrettanto robusto, col pancione, salutò il figlio e annuì verso Giulia.

Il fratello maggiore, alto e brillante, fece delle battute leggère, ma sua moglie, una biondina rotondetta, guardò Giulia così giovane e con tutta quella presenza con poco entusiasmo e si rivolse subito al marito:
Dai, invece di fissare aiutami a portare dentro le valigie! e si diresse alla macchina.

Giulia li invitò a tavola, sperando che mangiando si sciogliesse quellimbarazzo. Almeno in cucina se la cavava!

Oh, che bella tavola imbandita! approvò Maria Maddalena.

Pietro fece un verso soddisfatto.

Questa cosè? Pollo? Ma dai, chi lo cucina così? rincarò la bionda, Elena. Si inventano le cose più strane e poi tocca mangiarle a forza!

Non è vero, è buonissimo! la interruppe scocciato il marito Vladimiro.

Tu mangeresti anche i sassi, non vale! sbuffò lei rimettendo giù la forchetta.

Matteo guardò Giulia, dispiaciuto.
Elena, porta rispetto! E la smetti di essere così invidiosa? Giulia ci ha messo il cuore.

E chi ha mai sentito un nome così? Giulia, come la nostra mucca di prima. rispose velenosa la biondina.
Giulia rise piano.

Perché ridacchi? sussurrò Matteo.

Una mia amica ha chiamato il suo porcellino dIndia proprio Elena, gli sussurrò Giulia.
Ma tutti la sentirono.

Maria Maddalena guardò la nuora con fastidio, i maschi trattenevano le risate, mentre Elena diventò paonazza.

Tu chi ti credi di essere? le urlò contro.

Boh… pensavo che il livello della conversazione te lo potevi permettere pure tu scrollò le spalle Giulia.

Vladimiro guardò Giulia ammirato.

Io almeno sono sposata con Vlad. E tu? Sei la convivente! scattò Elena. Maria Maddalena, pure, annuiva soddisfatta.

Almeno io se vado ospite in casa daltri, cerco di non fare la maleducata, controbatte Giulia.

Non sono qui per te! ribatté trionfante laltra.

Io non ti ho invitata, rincarò Matteo, visibilmente infastidito. Comunque, quanto restate?

Cadde il silenzio tra i presenti, tutti sorpresi dal tono deciso di Matteo.

Rimaniamo fino a che Giulia non avrà capito la vita da paese, poi ce ne andiamo tagliò corto la madre.

Mamma, basta. Noi ce la siamo sempre cavata benissimo da soli. Non cambia niente, disse secco Matteo.

Certo, ti sei messo una sfaticata in casa, chissà quanto ti dura tutta sta felicità continuò Elena.

Lunica pigra qui sei proprio tu, replicò Matteo. Ora vi ringrazio tutti per la cena, se volete andare a riposarvi.

Matteo porse la mano a Giulia e insieme, sotto gli sguardi scandalizzati e delusi dei parenti, iniziarono a sparecchiare.

Giulia fu contenta di aver trovato un uomo che la sapeva difendere. Si sentiva al sicuro, almeno questo. E se fosse andata male, avrebbe sempre avuto un posto suo dove tornare.

Il sabato mattina non iniziò benissimo.

Su, che facciamo? Qui a mezzogiorno nessuno dorme! la suocera irruppe in camera E poi sarebbe anche ora di preparare la colazione.

Giulia, stordita, guardò lora sul telefono. Le otto precise.

Signora Maria Maddalena, in frigo cè già tutto per colazione si infilò la coperta fin sopra le spalle Mi faccio almeno una doccia?

Uff, sentite la signorina! sbottò la donna. Quello che cè va cucinato però. Dai, forza!

Andò via sbattendo la porta.
Giulia si rimise in ordine e scese in cucina.

Stellina, sei già sveglia? la accolse Matteo ai fornelli.

Certo. Se non fosse stato per tua mamma, starei ancora dormendo scherzò lui.

Giulia strinse i denti infastidita.

Ma mamma, ma che ti viene in mente di entrare in camera nostra? Te lavevo detto già, no? chiese Matteo allibito.

Qui non cè mica solo una fannullona, ma è pure pigra! rise Elena.

Nessuno ti ha chiesto niente, replicò Giulia.

Che vuoi farci, la vita in campagna è così! Sveglia presto. Quando avrete la mucca, alle sei la devi già mungere commentò velenosa Elena.

Non abbiamo intenzione di prendere mucche, rispose Matteo.

E perché no? Il latte, la panna… ma già, Giulia mica la sa mungere! E poi alzarsi presto, non fa per lei sghignazzò Elena.

Nemmeno tu lo sai fare, eppure campi anche tu, la punzecchiò Matteo.

Da quando cè Giulia, sei sempre nervoso, Matteo, si intromise la suocera.

Matteo, ora vado. Quando questo circo se ne va, fammi sapere, decise Giulia, stanca della situazione.

Cosa? Sei arrivata tu e mio figlio è diventato un altro, non ci aiuta più! A malapena risponde alle chiamate! gridò la suocera E tu pretendi pure che ti accettiamo? Stai distruggendo la nostra famiglia!

Adesso basta! tuonò Matteo. Il silenzio calò allistante.

Non vi va bene che io voglia la mia famiglia mia? Me ne sono andato, ho costruito la mia vita, e siete venuti ancora a riprendermi!

Figlio mio, ti sei proprio fatto abbindolare! Tutti i soldi e il tempo li dedichi a lei! Vuole solo i tuoi soldi! sospirò Maria Maddalena. Ti si è attaccata e non ti molla! E noi qui a provare a salvarti, perché ti vogliamo felice!

Mamma, Giulia si mantiene da sola, io sto solo mettendo via per il matrimonio disse Matteo, trattenendo Giulia per non farla andare via Vuoi la mia felicità? Torna a casa tua! Da noi solo se invitati! Elena soprattutto.

Mentre i parenti riprendevano fiato dallo shock, Matteo accompagnò Giulia in camera, poi tornò in sala dai suoi che già raccoglievano le borse in preda al panico.

Adesso decidi: o me o lei! propose offesa la madre.

Però Elena lavete accettata bene sospirò Matteo, deluso.

Non cè paragone! intervenne Elena.

Il padre e il fratello osservavano in silenzio, divertiti.

Beh? incalzò la madre.

Io scelgo la mia felicità! dichiarò con fermezza.

Allora, non ho più un figlio! e la madre uscì, lasciando le valigie al marito, seguita da Elena.

Se hai bisogno, noi ci siamo, disse il padre a bassa voce, facendogli locchiolino. A mamma ci penso io!

Il fratello abbracciò Matteo sorridendo.
Datti da fare e non mollare, che qui cè da cambiare qualche testa!

E via, i parenti se ne andarono.
Giulia si sentiva strana, ma era felice di vedere che Matteo la prendeva sul serio.

Ripresero la loro routine insieme, sostenendosi a vicenda, sapendo quanto fosse stato difficile per lui.
Intanto, in casa del fratello Vladimiro, laria era cambiata.

Mamma, Elena! Abbiamo comprato una mucca! annunciò Vlad tutto allegro.

Cosa?? Sei impazzito? la madre lo fissava incredula.

No, no. Elena dovrà mungerla ogni mattina e portarla al pascolo Vlad fingeva serietà.

Vlad, smettila, non è mica divertente! Elena era paonazza.

Siete stati così insistenti con Giulia che abbiamo pensato, finalmente farete anche voi la vita della vera casalinga di paese! concluse Pietro ridendo. E occhio che, da adesso, colazione sempre calda alle sette, anche in ferie! Niente toast. Roba da paesani veri!

Così iniziò la rieducazione! E ne passarono di momenti buffi

Tutte le critiche fatte a Giulia tornarono indietro una per una.
La madre si rese conto di aver esagerato con la nuora, ma oramai tutti pretendevano che si dessero da fare quanto lei.
Cosa impossibile ormai: letà, la poca voglia, gli impegni

Non abbastanza tempo!
Maria Maddalena, sia pur pacificandosi col figlio, ora aveva quasi paura a tornare a casa loro: e se Giulia sapesse anche altre cose?

E Matteo finalmente chiese a Giulia di sposarlo, davvero felice.
Il matrimonio fu una festa per tutti!

Diciamo che Maria Maddalena ed Elena non amarono mai veramente la nuora, ma almeno avevano imparato a stare zitte. Troppo rischioso.

E Giulia era felice! Continuavano a fare tutto insieme, aiutandosi sempre, e ormai nessun ospite avrebbe potuto scombinare la loro vita!

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Non vi va bene che io voglia la mia famiglia? Sono scappato da voi, ho iniziato a costruire la mia vita e siete tornati a combinare i soliti guai – Zina, cara, non preoccuparti! Lo so che per una ragazza di città come te vivere in campagna non è facile. Ma ci sarò io ad aiutarti! – le assicurava Dario. – So come si fa, ce la faccio da solo. Tu devi solo restarmi accanto! Una ragazza di città, innamorata di un campagnolo: Zina ha 28 anni e una carriera brillante, Dario 30, una grande famiglia e una casa di campagna vicino alla città. Si conoscono per caso al Luna Park, si innamorano, decidono di convivere e poi di sposarsi, sfidando le differenze di stile di vita e una famiglia invadente. Un viaggio tra dinner imbarazzanti, battute taglienti della cognata Elena, la suocera Maria che pretende la sveglia all’alba e tanti malintesi che mettono a dura prova la pazienza di Zina. Ma dietro i conflitti, tra pollai e orti da annaffiare, il vero amore resiste e cresce: tra crisi, scelte difficili, scene esilaranti e una famiglia “all’italiana” che alla fine dovrà imparare a rispettare la felicità dei giovani sposi.
Rimuginare con rancore