Alla porta cera uno sconosciuto.
Vittorio era innamorato di Giulia sin dal liceo. Le scriveva bigliettini damore, cercava in ogni modo di attirare la sua attenzione.
Ma a Giulia piaceva Davide, un ragazzo alto e biondo che giocava a pallavolo nella stessa squadra di lei.
Di Vittorio, goffo e con non proprio brillanti risultati a scuola, Giulia non si curava affatto.
Poco dopo, Davide iniziò a uscire con Martina, una ragazza dellaltra sezione.
Finito il liceo, Vittorio provò ancora una volta ad avvicinarsi a Giulia.
Addirittura, durante la festa di diploma, le fece la proposta
Ma la ragazza rispose in modo deciso: «No!». Non voleva nemmeno pensare a quel ragazzo.
Dopo luniversità, Giulia trovò lavoro come ragioniera. Il suo capo era un affascinante moro, dieci anni più grande di lei.
Giulia era incantata dal suo fascino, dalla sua intelligenza e dal suo modo di fare sicuro.
Tra loro nacque una relazione; Giulia non si lasciava disturbare dal fatto che il suo uomo fosse sposato e già padre di un bambino piccolo.
Valerio Bianchi le prometteva che avrebbe divorziato e giurava che amava solo lei.
Passarono alcuni anni: la donna si era ormai abituata a trascorrere weekend e festività sempre da sola. Continuava a sperare che lui avrebbe lasciato la moglie, e che sarebbero finalmente stati insieme.
Un giorno, però, Giulia vide Valerio con sua moglie al supermercato.
Lei era incinta, e lui laccompagnava premuroso, tenendola per mano. Poi prese le buste della spesa, e insieme si avviarono verso la macchina.
Giulia li guardò andare via con le lacrime agli occhi.
Il giorno dopo si licenziò.
Si avvicinava il Capodanno, ma Giulia non aveva alcuna voglia di comprare cibo, addobbare la casa o festeggiare.
Finché un giorno, tornando a casa, la trovò gelida: la caldaia non funzionava. Giulia viveva in una villetta.
Provò a chiamare diversi tecnici per ripararla, ma sotto le feste tutti chiedevano cifre enormi, soprattutto appena sentivano che abitava fuori città.
Lista, telefonò alla sua amica Lorenza. Forse il marito di lei, che lavorava proprio in quel settore, poteva darle una mano.
Lorenza promise che gli avrebbe subito telefonato.
Dopo un paio dore, Giulia sentì suonare il campanello.
Alla porta cera un uomo sconosciuto, ma guardandolo meglio, riconobbe Vittorio, il suo compagno di classe.
Ciao, Giulia! Allora, che succede qui?
Ah come hai fatto a saperlo?
Il capo mi ha dato lindirizzo, mi ha detto di venire: qui rischi di gelare. Hai già scaricato lacqua dai termosifoni?
No, non so nemmeno come si fa.
Non ci credo così rischi di restare senza riscaldamento tutto linverno! Meno male che non fa troppo freddo.
Vittorio scaricò velocemente lacqua dallimpianto, trafficò un po con la caldaia, poi se ne andò.
Dopo unora tornò con i pezzi giusti per la riparazione.
Poco dopo, la casa di Giulia tornò calda. Vittorio si lavò le mani, poi domandò:
Giulia, hai il rubinetto che perde e una lampadina che lampeggia ma tuo marito non le sistema?
Non ho nessun marito
Come mai? Ancora in cerca delluomo perfetto?
Perfetto un corno non ho proprio nessuno, ammise lei improvvisamente.
E allora perché mi hai detto di no, quella volta? rise Vittorio.
Non rispose.
Dopo aver sistemato il rubinetto e cambiato la lampadina, Vittorio se ne tornò a casa sua.
E Giulia cominciò a ripensare allinfanzia, alladolescenza, a quel ragazzotto paffutello che lamava così tanto.
Vittorio era molto cambiato: adesso era alto, slanciato, con due grandi occhi scuri. Ma il suo sorriso era lo stesso di allora.
Giulia non fece neppure in tempo a domandarsi se fosse sposato.
Il 31 dicembre, qualcuno suonò di nuovo alla porta.
Giulia, sorpresa, andò ad aprire: non aspettava nessuno.
Alla porta cera Vittorio, con addosso un abito nuovo di zecca e un mazzo di fiori in mano.
Giulia! Te lo rifaccio: vuoi sposarmi, o aspetti un principe fino alla pensione?
La donna scoppiò a piangere e fece sì con la testa, piena di gioia.
Al secondo tentativo, la proposta fu accettata davvero.







