“Vuoi mio marito? Tienilo pure!” disse la moglie con un sorriso all’indirizzo della sconosciuta che si era presentata alla sua porta.

“Vuoi mio marito? È tutto tuo!” disse mia moglie con un sorriso rivolto alla donna sconosciuta che si era appena presentata alla nostra porta.

“Aspetta un attimo, Beatrice! Suonano al campanello. Ti richiamo quando scopro chi è e cosa vuole,” disse Laura esitante, interrompendo la telefonata con la sua amica dinfanzia. Beatrice le aveva appena raccontato, con dettagli esilaranti, della festa di compleanno della suocera, e Laura rideva a crepapelle come se stesse assistendo a uno spettacolo di cabaret.

Laura si avvicinò alla porta, guardò dallo spioncino e rimase di sasso. Si aspettava di vedere un vicino, visto che estranei difficilmente potevano entrare nel loro condominio con videocitofono e chiave elettronica. Ma davanti alla porta c’era una giovane donna dallaria strana, che Laura non aveva mai visto in vita sua.

Decise di non aprire meglio evitare incontri con sconosciuti, soprattutto di questi tempi pieni di truffatori. Laura aveva una regola ferrea: niente conversazioni con chi non conosceva. I furbi approfittano degli ingenui, ma lei non si lasciava fregare così.

Stava per riprendere la telefonata con Beatrice ma il campanello suonò ancora. La donna fuori era davvero insistente, evidentemente convinta che in casa ci fosse qualcuno e decisa ad ottenere una risposta.

Laura era sola in casa; suo marito, Matteo, era uscito per aiutare un amico a sistemare il giardino. Tornò alla porta e guardò nuovamente dallo spioncino, scrutando meglio lestranea.

Cera qualcosa in lei di bizzarro e allo stesso tempo patetico, ma Laura non percepì alcun pericolo.

“Cosa potrà mai succedere se apro la porta e le dico di andarsene? Poi torno tranquillamente al mio weekend,” pensò Laura. “Probabilmente si è persa o vuole vendermi qualche sciocchezza.”

Determinata, Laura aprì la porta. La donna si raddrizzò subito, sistemando nervosamente i capelli prima di parlare.

“Buongiorno! Lei è Laura?” chiese, giocherellando con la sciarpa. “Beh, ovviamente sì perché lo chiedo pure?”

“Ecco, questa è bella,” pensò tra sé Laura. “Ormai i truffatori sono sempre più raffinati. Sanno pure come mi chiamo.”

“Chi è lei e cosa vuole? Sono già cinque minuti che è qui. Non lho invitata, quindi sia breve o se ne vada!” ribatté Laura, decisa.

“Matteo è in casa?” domandò la sconosciuta, prendendo Laura in contropiede.

“E questa da dove esce? Sa pure come si chiama mio marito. Si è decisamente preparata,” rimuginò Laura, ancora diffidente.

“È qui per Matteo?” chiese Laura, anche se stava per dire tutt’altro.

“No, sono venuta per parlare con lei. Però, se Matteo fosse in casa, sarebbe tutto più difficile per me,” rispose la donna, con una sincerità disarmante.

“Più difficile per lei? Di cosa si tratta?” pensava Laura, sempre più incuriosita.

“Non è in casa. Cosa desidera?”

“Forse sarebbe meglio entrare. È strano discutere di certe cose qui sul pianerottolo,” suggerì laltra, facendosi più intraprendente.

“Nemmeno per sogno! Non la conosco e non faccio entrare estranei in casa. Dica quel che deve dire e faccia presto,” rispose secca Laura.

“Vuole davvero parlare dei particolari intimi della mia relazione con Matteo qui davanti ai vicini?” disse la donna, con un sorriso pungente.

“Cosa? Che relazione?” esclamò Laura, più forte di quanto volesse.

“Laura, va tutto bene? Perché urli?” chiese la signora Rossi, la vicina, appena uscita dallascensore.

“Ah, salve signora Rossi! Tutto bene. Comè il tempo fuori oggi?” cercò Laura di sviare lattenzione.

“Pare che stia per piovere,” rispose la vicina, che però sembrava avere tutta lintenzione di restare ad ascoltare.

“Venga, entri,” disse Laura, anche se di malavoglia, facendo cenno alla sconosciuta di entrare.

Una volta dentro, la donna guardò lappartamento con attenzione, soffermandosi su soprammobili e quadri.

“Ha cinque minuti. Parli,” disse Laura, guardinga, impedendole di avanzare oltre lingresso. “Non siamo mica al museo.”

“Mi chiamo Martina,” esordì la donna, sfilandosi la sciarpa e il cappotto. “Io e Matteo ci siamo innamorati.”

“Ah, classico! Non poteva inventarsi qualcosa di più originale?” la interruppe Laura, ironica.

“Cosa cè di strano? Capita a tutti di innamorarsi. Non è la prima moglie a cui capita che il marito se ne vada,” rispose Martina, fiduciosa, cercando di superare Laura.

“È sicura che lui non ami più me e ami davvero lei?” chiese Laura, col sorriso.

“Certissima! Altrimenti non sarei qui,” replicò Martina con convinzione.

“Beh, il problema è che mio marito non ama nessuno. Non ne è capace. Quindi si sbaglia, cara,” replicò impassibile Laura.

Martina provò a controbattere, proprio quando si aprì la porta ed entrò Matteo

e Matteo entrò, fermandosi di colpo nel vedere una sconosciuta nellingresso.

“Martina? Coshai da fare qui, di sabato? È una cosa di lavoro?” chiese lui, perplesso.

“No, è qui per te,” rispose Laura, con una punta dironia.

“Per me? Che vuoi dire? È successo qualcosa al lavoro?” domandò Matteo, sempre più confuso.

“No, tesoro. È venuta a prenderti da me. Sul serio,” replicò Laura, godendosi la scena.

Martina, visibilmente scossa, si mise in fretta il cappotto e iniziò ad andare verso la porta.

“Te ne vai già? E che facciamo con Matteo? Non sei venuta per lui? Davvero, te lo regalo con piacere,” scherzò Laura, puntandola.

Ma Martina era già uscita senza dire più una parola.

“Che diavolo è appena successo?” chiese Matteo, spalancando gli occhi.

“Dovresti dirmelo tu! Perché questa signorina si è presentata qui chiedendo il divorzio e sostenendo che ti trasferirai da lei?” domandò Laura, incrociando le braccia.

“Parli sul serio?” rispose Matteo, visibilmente scioccato. “Non ne so assolutamente niente. Ha cominciato a comportarsi in modo strano in ufficio, ma non le ho mai dato corda. Sono stufo di queste storie. Ti ho promesso, te lo ricordi?”

“Bene, perché mi conosci, Matteo certe cose non le tollero. Ma davvero, oggi le donne farebbero di tutto per rimettere insieme i pezzi della loro vita complicata,” disse Laura, scuotendo la testa.

Matteo si tolse le scarpe e andò in cucina, mentre Laura rimase un attimo in silenzio a riflettere. Si ripromise di non lasciare che storie del genere turbassero la serenità della loro casa. Senza volerlo, sorrise pensando a quanto fosse stato maldestro lintero piano di Martina.

Era chiaro che, nonostante i tentativi degli altri, la loro relazione era più solida di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

3 × 3 =

“Vuoi mio marito? Tienilo pure!” disse la moglie con un sorriso all’indirizzo della sconosciuta che si era presentata alla sua porta.
Mio fratello mi ha chiamato dicendomi che i nostri genitori anziani erano ai ferri corti, ma la sua soluzione al problema mi ha lasciato davvero senza parole.