Su un autobus di linea, una giovane ragazza con un cucciolo sulle ginocchia e un anziano signore con un enorme mazzo di fiori siedono vicini: un incontro casuale, tra una cuccia improvvisata e un bouquet che attira tutti gli sguardi, tra chi cerca una casa per un trovatello e chi porta i fiori alla moglie per un giorno speciale

In un autobus di linea che attraversava le stradine tra Modena e la campagna, sedettero uno accanto allaltra una giovane ragazza e un uomo anziano. La ragazza cullava tra le braccia un cucciolo di cane irrequieto, che non smetteva un attimo di agitarsi sulle sue ginocchia. Luomo invece reggeva con entrambe le mani un immenso mazzo di fiori: talmente sgargiante e pieno che ogni passante si voltava a guardarlo una volta salito a bordo.

Il viaggio non sarebbe durato più di mezzora, ma Bianca così si chiamava la ragazza già faticava molto a mantenere a bada il piccolo terremoto. Il cucciolo scalpitava, infastidito, voleva giocare, mordeva ogni cosa a tiro e aveva già rovinato buona parte della maglia che la ragazza si era fatta a maglia nei pomeriggi dinverno.

Era evidente che Bianca non fosse la vera padrona del cucciolo: il suo modo insicuro di rimproverarlo un momento e supplicarlo quello dopo, cambiando tono continuamente, e il fatto che non avesse neanche mai chiamato il cane per nome lo rendevano chiaro a chiunque.

Luomo anziano osservava la scena con uno sguardo gentile, un sorriso pieno di indulgenza. Ma quando il piccolo iniziò a guaire e alcuni passeggeri si voltarono infastiditi, si chinò verso di lei e disse sottovoce:

Mi permetta Posso darle una mano?

Bianca lo guardò un po incredula, smarrita. Lui le rivolse un sorriso caldo:

Si vede che non ha molta esperienza con questi vivaci Mi fa la cortesia di tenere il mazzo di fiori per un attimo?

Le affidò con delicatezza i suoi fiori lussureggianti e prese con sicurezza tra le braccia il cucciolo. Questi subito si acquietò, annusando incuriosito il suo nuovo compagno di viaggio.

A casa ho un gatto spiegò il signore, ridacchiando Sarà per quello che è così curioso. Approfittiamo per presentarci. Io sono Carlo Bellini.

Bianca, piacere mormorò la giovane, visibilmente imbarazzata. E questo è solo un cucciolo. Non ha ancora un nome. Lhanno abbandonato nellandrone del nostro palazzo. I miei genitori si sono infuriati: non vogliono assolutamente tenerlo. Pensavo che qualche condomino lo avrebbe accolto, ma non ho sentito altro che lamentele perché gli davo da mangiare

Carlo la ascoltava con attenzione, accarezzando piano le orecchie del piccolo randagio, che pareva aver finalmente trovato pace fra quelle mani grandi.

E ora, dove state andando con lui?

Da mia nonna, in campagna, vicino a Castelvetro rispose Bianca con tristezza. Lei ha già due cani, ma provo a convincerla a tenerlo. Al massimo troverà lei qualcuno disposto ad adottarlo E lei? Dove sta portando tutti questi fiori stupendi? Scusi se sono indiscreta.

Carlo sorrise piano, accennando alle pieghe tenere di chi si porta dietro una dolce malinconia.

Sono per mia moglie, li amava più di ogni cosa. Oggi sarebbe stato un giorno importante per noi.

Sembrò che volesse confidarle ancora qualcosa, ma proprio in quel momento lautobus rallentò. Lautista annunciò una breve fermata.

Il cucciolo si agitò di nuovo e Carlo propose:

Che ne dice, lo porto fuori un attimo? Sembra che non veda lora di sgranchirsi su quella bella aiuola. Bianca, vieni anche tu? O preferisci aspettare?

Resto qui rispose la ragazza.

Con gli occhi pieni di pensieri, Bianca osservò dal finestrino Carlo che, abbandonata la sua compostezza, scorrazzava col cucciolo nellerba fresca, ridendo come un ragazzino. A guardarlo, non sembrava più il riservato passeggero di qualche minuto prima. Il mazzo di fiori profumava ora sulle sue ginocchia, irreale e splendente, come la promessa di una gioia che non aveva mai conosciuto.

«È più vecchio dei miei genitori» pensava Bianca. «Ma non li ho mai sentiti ridere così di cuore. E fiori in casa nostra non ce nerano mai. Chissà perché»

Eccoci qua! tornò Carlo, il volto illuminato dal sole e dal sorriso. Che tipetto, questo cagnolino! Una riserva di energia infinita. E abbiamo trovato anche un bastoncino, così non si annoierà durante il viaggio. Tu, fino a dove devi andare?

Fino al capolinea, ancora unora E lei?

Scendo tra poco

Per alcuni minuti viaggiarono in silenzio. Bianca si riempiva i polmoni con il profumo dei fiori, mentre Carlo cullava il cucciolo, che intanto rosicchiava soddisfatto la sua trottola di legno.

Poi, voltandosi serio e attento, luomo le disse:

Bianca Si vede che hai un debole per i fiori. Che ne dici se ci scambiamo i regali? Tu prendi il mio mazzo e io terrò il cucciolo. In campagna non troverebbe spazio, e io credo di avere già conquistato la sua fiducia.

Le parole di Carlo toccarono Bianca profondamente. Voleva davvero il meglio per il cucciolo, e le mani generose che lo stringevano ora sembravano fatte apposta per proteggerlo. Ma il mazzo, invece, la imbarazzava: era troppo bello, troppo personale, quasi un peccato possederlo.

E sua moglie? domandò piano. Oggi è una ricorrenza importante

Carlo sospirò ma la sua voce restò cordiale e tenera:

Non preoccuparti, Bianca mia. Ne sarebbe felice anche lei, lo so. E il cucciolo sarà un nuovo amico nella mia vita solitaria. Anzi, so già come lo chiamerò: Mazzo. In onore di oggi.

Pochi minuti ancora e lautobus ripartì dalla fermata. Bianca, seduta accanto al finestrino, stringeva il mazzo tra le dita e guardava Carlo allontanarsi risoluto, ogni tanto scrutando dentro il suo giaccone per controllare se il piccolo Mazzo stesse ancora comodo. Sorrideva, assorbito nei propri pensieri.

Solo quando luomo varcò il cancello di ferro battuto del vecchio cimitero del paese, Bianca comprese davvero a chi fossero destinati quei fiori.

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Su un autobus di linea, una giovane ragazza con un cucciolo sulle ginocchia e un anziano signore con un enorme mazzo di fiori siedono vicini: un incontro casuale, tra una cuccia improvvisata e un bouquet che attira tutti gli sguardi, tra chi cerca una casa per un trovatello e chi porta i fiori alla moglie per un giorno speciale
Il papà portò un cane da un canile e lo regalò alla sua figlia moribonda, poi partì… Quando tornò prima del previsto, trovò una cosa incredibile! A tutti vengono le lacrime agli occhi quando scoprono la verità…