Un’amica ha organizzato la sua festa di compleanno nella nostra casa in campagna invitando ospiti senza chiedere il permesso

O cara amica a invitat ospiti al nostro casale per il suo compleanno senza chiedere il permesso

Ricordo bene come, tanti anni fa, io e mio marito acquistammo un piccolo casale in campagna, poco fuori Firenze. Lentusiasmo era tanto che ci dedicammo anima e corpo a ristrutturarlo con le nostre mani, sistemando anche il giardino tutto intorno. Ogni settimana, o almeno una volta ogni due, cercavamo di andarci per respirare un po daria buona e lasciare lo smog alle spalle.

Non abbiamo mai fatto un vero orto come si usa da noi, ma giusto qualche piantina di cetrioli, pomodori, qualche erba aromatica come il basilico, cipolle, zucchine e peperoniil minimo indispensabile, ma che soddisfazione!

Quando comprammo la casa, cerano già dei bei cespugli di lamponi, diversi ribes e more, senza parlare di tutte le piantine di fragole spuntate qua e là. Spesso portavo questi frutti in ufficio per offrirli ai colleghi, e tutti ne erano davvero felici.

Quellanno arrivò nel nostro ufficio una donna di nome Giulia, trasferita da un altro dipartimento. Sembrava educata e a modo. Proprio in quel periodo avevo raccolto delle fragole dal casale e, come al solito, le portai in ufficio. Ne offrii anche a lei.

Le gradì molto e cominciò subito a lodare il sapore incomparabile delle nostre fragole. Poi mi chiese con grande interesse dove si trovava il casale e comera fatto. Io, ingenuamente, le raccontai tutto, fiera della nostra fatica.

Qualche giorno dopo, Giulia venne da me con una richiesta che mi lasciò perplessa: voleva le chiavi del nostro casale, perché sua figlia desiderava portare i bambini lì per qualche settimana, per farli stare allaria aperta. Disse che tanto noi non ci saremo stati, che sua figlia era in maternità e avrebbe avuto bisogno di un po’ di tranquillità fuori città.

Rifiutai senza ripensamenti. Giulia, offesa, non insistette oltre.

Due settimane più tardi, una collega dello stesso reparto si avvicinò e mi chiese esattamente come raggiungere il nostro casale. Le domandai stupita il motivo di tale curiosità.

Mi spiegò che Giulia aveva invitato lei e altri colleghi per una festa di compleanno al nostro casale. Tutti, però, dovevano arrivare con i propri mezzi.

Rimasi senza parole.

Mi avvicinai a Giulia e le chiesi spiegazioni.

“Che succede?” mi rispose lei con un sorriso finto innocente. “Che può mai accadere, se festeggio solo un giorno il mio compleanno nel vostro casale? Nessuno ci dormirà, è solo una giornata… Non ti dispiace, vero?”

E come non mi dispiace! Mi dispiace eccome: mi dispiace per tutto il lavoro che abbiamo fatto, per il prato, per i nostri fiori e per il piccolo giardino. E poi, nessuno mi aveva invitata; non mi aveva neppure chiesto il permesso.

Ovviamente, le risposi di no. Lei si sentì offesa. Pazienza.

Io continuerò volentieri, come ho sempre fatto, a portare in ufficio i frutti del mio lavoro; ma nessun altro era mai stato tanto sfacciato quanto lei.

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