11 dicembre
A volte mi domando davvero se la famiglia sia una benedizione o una croce. Oggi mi sento ferita, arrabbiata e anche un po smarrita. Ho bisogno di tirare fuori tutto quello che ho dentro.
Marianna, non hai proprio un briciolo di coscienza. Non vedi quanto soffre tuo fratello? È pur sempre tuo fratello, avresti potuto aiutarlo. Pensi sempre solo a te stessa.
Queste sono le parole che mia madre mi ha gridato laltro giorno al telefono, dopo che le ho detto che non darò dei soldi ad Andrea, mio fratello, per la caparra di un appartamento. Non prestarglieli: darglieli. So benissimo che non li avrei mai più rivisti.
Andrea è uscito da casa mia infuriato, convinto che io, solo perché non ho figli, debba sacrificare tutti i miei risparmi per lui, che invece di figli ne ha due e un terzo in arrivo. Come se fosse ovvio, come se essere sorella significasse avere il portafoglio sempre aperto verso di lui.
Devo mettere nero su bianco quello che provo mi sembra che i miei parenti siano davvero ingiusti, soprattutto ora che si avvicina il Natale.
Quando sono andata a studiare a Milano, ho iniziato subito a lavorare part-time. Allinizio sono stata in un collegio universitario, poi ho preso in affitto un bilocale con una mia amica. Non volevo pesare sui miei, volevo camminare con le mie gambe. Ho sempre lavorato duro, non solo per mantenermi, ma anche per aiutare mamma.
Lei non ha mai voluto soldi direttamente, ma ogni volta che tornavo a casa, mi chiedeva sempre qualcosa: vestiti, scarpe per lei e la casa, piccole cose di cui aveva bisogno.
E la spesa, quella sempre: arrivavo carica di sacchetti pieni di cibo del supermercato.
Mamma vive in un appartamento con tre camere insieme ad Andrea. Papà se nè andato tre anni fa; la sedia vuota a tavola ci pesa ancora.
Andrea, invece, non ha mai amato molto studiare. Dopo il liceo è partito per la Germania, ma lunica cosa che è riuscito a comprarsi in quegli anni è stata una vecchia Fiat Punto. Quando è tornato in Italia, ha cominciato a fare il tassista.
Si è sposato poi con Valentina e lha portata a vivere a casa di mamma. I soldi per loro non bastano mai, ma Andrea non fa nulla per cambiare la situazione: appena arriva lo stipendio, si prosciuga tutto tra bollette, cene fuori e piccole spese inutili.
Mamma e suoceri li aiutano costantemente, nonostante tutto. Andrea vive tranquillo, tanto sa che qualcuno correrà sempre a salvarlo. Mai una volta che si chieda come possa migliorare la sua vita, o pensare al futuro.
Ora aspettano il terzo figlio, e improvvisamente la casa di mamma è diventata troppo piccola. Scoprono lacqua calda e decidono di voler comprare una casa loro.
Nel frattempo io vivo in affitto a Torino con il mio compagno, Luca. Programmiamo di sposarci, ma vogliamo aspettare il momento giusto. Abbiamo un lavoro stabile: Luca sviluppa software, mentre io gestisco diversi negozi online.
Non sperperiamo, ogni euro va nel salvadanaio: sogniamo una casa tutta nostra dove vivere davvero da marito e moglie, senza vincoli.
Mamma lo sa perfettamente che stiamo risparmiando da anni. Eppure ha avuto il coraggio di suggerire ad Andrea di chiedere una mano a me.
Vogliono comprare casa, ma non hanno nulla per la caparra, mi ha detto con tono di rimprovero.
Andrea si è presentato pochi giorni dopo, diretto: Mi servono i soldi. Ho detto di no. Lui ha fatto una scenata. Secondo il suo ragionamento, dato che io non ho figli e lui sì, spetta a me dargli tutto quello che ho messo da parte.
Dopo la figuraccia, mamma mi ha richiamata e ha continuato con il suo ritornello:
Non hai cuore. Non vedi quanto è difficile per Andrea? Avresti potuto aiutarlo, ma pensi solo ai fatti tuoi Vieni a prendere la tua roba da casa, non abbiamo spazio con tutte quelle cose tue in giro. E non azzardarti a venire per Natale. Andrea è arrabbiato e io non ho proprio voglia di vederti.
Non ho controbattuto. Passerò in settimana a raccogliere ciò che mi appartiene: troverò spazio nel nostro piccolo appartamento in affitto. E poi, quando io e Luca compreremo finalmente casaquella vera, solo nostrametterò tutto lì.
Avrei potuto prestare i soldi ad Andrea ma so già che non li rivedrei mai più. Lui nemmeno si è degnato di chiedere un prestito: li pretendeva e basta, solo perché ha figli. Come se la sua scelta dovesse essere un credito da riscuotere da tutti.
Solo perché ha i bambini
Non so che fare, mi sento terribilmente a disagio, ma credo di aver fatto la cosa giusta ancora una volta, anche se ora mi sento così sola.
Chissà come si sarebbero comportati gli altri al mio posto.






