Dopo che nostro figlio si è sposato, sembra che non voglia più avere nulla a che fare con noi. Ora è sempre a casa della suocera. Lei ha continuamente bisogno di aiuto, sempre qualcosa di urgente. Non riesco nemmeno a immaginare come abbia vissuto, quella donna, prima che sua figlia sposasse nostro figlio.
Nostro figlio è sposato da più di due anni. Dopo il matrimonio, i nostri ragazzi sono andati ad abitare da soli, in un appartamento che noi avevamo comprato per nostro figlio quando aveva iniziato luniversità. Fin da piccolo nostro figlio ha sempre trovato sostegno e comprensione nella nostra casa. Persino prima di sposarsi aveva già iniziato a vivere da solo, perché il suo appartamento era vicino al posto di lavoro.
Non posso dire che nostra nuora mi stesse antipatica; a suo tempo pensai soltanto che non fosse abbastanza matura per la vita di coppia, anche se nostro figlio aveva solo due anni più di lei. La nostra nuora, Lucia, spesso si comportava come una bambina, a volte addirittura faceva dei veri e propri capricci. Nostro figlio Davide era così buono e gentile, mi chiedevo come avrebbe potuto portare avanti una vita adulta insieme a questa ragazza.
Quando poi conobbi lei e sua madre, capii con chi avevamo a che fare. Anche se la suocera di Davide era della mia stessa età, si comportava come una ragazzina. Credo vi sia capitato, almeno una volta, di incontrare persone che, pur non essendo più giovani, si comportano come se lo fossero? Persone infantili, quasi indifese. Al matrimonio della figlia, la madre di Lucia era già al suo sesto divorzio.
Non abbiamo mai avuto grandi conversazioni, io e lei. Viveva in un suo mondo, ma almeno non era invadente. Le nostre interazioni si limitavano agli auguri di rito durante la cerimonia e poco altro.
I primi segnali dallarme sono arrivati proprio prima del matrimonio: Lucia trascinava in continuazione nostro figlio a casa della madre. Cera sempre un rubinetto che perdeva, una presa da cambiare, una mensola caduta in cucina. Allinizio ho chiuso un occhio: in quella casa mancava una figura maschile, magari un po di aiuto era davvero necessario.
Ma col tempo, invece di diminuire, le piccole emergenze si sono moltiplicate. Nostro figlio ha iniziato ad ignorarci sempre di più, giustificandosi col fatto che doveva andare con la moglie dalla madre. Poi hanno iniziato a festeggiare tutte le ricorrenze dalla suocera, mentre a casa nostra restavamo solo io, mio marito Paolo e la madre di lui che ormai è anziana.
Mi è dispiaciuto quando Davide ha smesso di venire durante le feste di famiglia, ma è stato peggio quando ha iniziato a ignorare anche le nostre richieste di aiuto. In quel periodo avevamo appena comprato un frigorifero nuovo e avevamo chiesto a Davide di darci una mano a portarlo su. Allinizio aveva detto sì, ma poi ha chiamato dicendo che non poteva venire perché lui e Lucia dovevano andare da sua madrepare che avesse la lavatrice rotta.
Quando ho chiamato di nuovo Davide, ho sentito Lucia in sottofondo che diceva, stizzita: I tuoi genitori non potevano pagare una ditta di traslochi? Alla fine, Davide è venuto, ma con un muso lungo.
Papà, non potevi chiamare dei facchini? Adesso mi tocca portare su sto coso!
Mi chiedo davvero perché la suocera non abbia chiamato un tecnico come avrebbe fatto chiunque. Forse vive davvero in un altro mondo, dove i professionisti non si trovano? Davide mi ha detto che secondo lui la mamma di Lucia preferisce chiedere a lui perché ormai si fida poco dei tecnici: Ti fregano a ogni occasione, prendono i soldi e poi non risolvono niente.
A quel punto, Paolo, mio marito, non ce lha più fatta e ha sbottato: Magari la mamma di Lucia sarà pure negata con gli elettrodomestici, ma a tirare le fila della situazione di certo se la cava! Sa come far fare agli altri quello che vuole… Davide si è offeso moltissimo con suo padre e se nè andato sbattendo la porta. Io in quel momento non sono intervenuta, anche perché credo che Paolo abbia ragione: da quando sono entrate queste nuove parenti nella nostra vita, Davide si è dimenticato anche che esistiamo. Lui fa tutto: idraulico, elettricista e tuttofare da loro; e per noi, invece, non trova mai tempo.
Dopo questa discussione, Davide non ha più rivolto la parola a suo padre per più di due settimane. Paolo si rifiuta di fare il primo passo; anche Davide è orgoglioso e ripete che non parlerà con suo padre se prima non riceverà delle scuse. E io, nel mezzo, mi sento straziata: so che Paolo ha le sue ragioni, ma avrebbe potuto essere più diplomatico. Ora Davide è pieno di rancore. Ma io non voglio perdere mio figlio per una sciocchezza simile.
Paolo non vuole comunicare, Davide neppure. E così la sola ad essere tranquilla rimane la suocera. Della sua vita non mancherà mai niente, perché cè sempre chi si prende cura di lei.




