Bisogna ascoltare la mamma
Ma perché sei sempre arrabbiata, mamma? Sei forse gelosa che io sia felice? Tra noi è una cosa seria, e
Cosa seria, Luca?! Un rapporto serio è quando si costruisce qualcosa insieme per il futuro! Voi invece saltate solo da un appartamento allaltro, facendo una figuraccia con le vostre famiglie!
Lhai mai invitata qui, da noi? Solo per un caffè e due chiacchiere, per conoscere tua madre? Mai.
Perché lo sai anche tu: appena varca questa soglia e capisce che sei uno studente come tanti, che condividi la stanza con tuo fratello minore, tutta la sua voglia di stare con te sparisce in un attimo!
Non è vero! A lei dei soldi non importa niente! esplose Luca.
Allora perché non andate a fare una passeggiata al parco? Perché non vi fermate in un bar? Come mai ogni fine settimana dovete sempre affittare qualche appartamento?
Hai fatto i conti? Sono quasi seicento euro al mese! Tutto il tuo stipendio da fattorino.
Lavori solo per giocare a fare il signore una volta a settimana!
Paola gettò lo straccio bagnato nel lavello, spruzzando acqua proprio sulle mattonelle appena pulite. Lumore era sotto zero.
Dalla stanza a fianco sentì sbattere unanta: Luca, suo figlio maggiore, stava nuovamente cercando qualcosa.
Luca, ma hai intenzione di fare rumore ancora a lungo? gridò Paola. È pronto in tavola!
Non mangio, mamma. Esco disse Luca apparendo sulla soglia mentre si abbottonava la felpa nuova. Domani nemmeno ci sono. E domenica pure.
Paola si girò lentamente verso di lui.
Ancora? strizzò gli occhi. Non sarai mica di nuovo in giro per case affittate?
Luca fece una smorfia:
E allora? Sono maggiorenne ormai.
Ah sì? Paola accennò un sorriso amaro. I veri adulti si mantengono le scarpe da soli, non vanno ancora dalla mamma a chiedere i soldi gli autobus.
E, soprattutto, non spendono tutti i guadagni in affitti temporanei per una ragazza! Ti rendi conto di come appari agli altri?
Non è vero! sbuffò Luca. È solo un appartamento come tanti! Vogliamo solo un po di privacy, senza genitori e famiglia tra i piedi. Che cè di strano?
Luca, lei è più grande di te! Non dovrebbe ragionare? Oppure le va bene arrovellarsi su qualsiasi divano, purché sia lontano da casa? Ma non si vergogna nemmeno un po?
Non ti permettere di parlare di lei così! urlò Luca furibondo. Non la conosci nemmeno!
Al trambusto arrivò in salotto anche il padre di Luca, Marco. Si fermò vicino alla porta osservandoli e sospirò profondamente.
Si riprende da capo? domandò con voce grave. Luca, tua madre ha ragione. La scorsa settimana mi chiedesti cinquanta euro per i libri. E te li ho dati.
Poi Sandro mi ha detto che quei libri ve li hanno dati gratis alluniversità! Ti ha anche visto la sera, in supermercato, con questa tua Sara.
Portavate via buste intere. Non mi dire che avevate solo libri!
Luca arrossì.
Le ho preso un regalo. E ho il diritto!
Con i miei soldi? Marco fece un passo avanti. Allora, adulto. Se hai abbastanza soldi per laffitto e i regali alle ragazze, allora dovrai trovarteli anche per mangiare e vestirti.
Da oggi, io e la mamma ti tagliamo il sostegno. Solo labbonamento per luniversità e giusto il necessario per un pranzo al giorno. Tutto il resto, arrangiati.
Va bene! Luca prese il giubbotto e uscì sbattendo la porta. Ce la farò!
La porta si chiuse dietro di lui. Paola si lasciò cadere sulla sedia con le mani sul volto.
Marco, ma ti sembra normale? Tre mesi insieme e già vanno in giro per case affittate. Una ragazza per bene accetterebbe una cosa simile? Io con te, alla sua età, sono andata avanti un anno a tenerci per mano!
Sono altri tempi, Paola si sedette anche Marco, servendosi un bicchiere dacqua. Ma la morale centra solo in parte. Qui sembra che ci prenda per bancomat.
Viene, mangia quello che trova, tu gli lavi e stiri i vestiti, e tutto quello che guadagna va a finire nelle tasche di questa Sara. Così non si può andare avanti.
Dobbiamo farli lasciare, disse risoluta Paola. Lei gli fa solo del male. È diventato chiuso, è sgarbato.
Una volta almeno era educato, non portava soldi a casa ma si gestiva. Ora?
Marco annuì silenzioso.
***
Paola passò tutto il fine settimana senza pace. Il fratellino Sandro stava ben lontano dalla cucina per non farsi beccare dalla mamma. Marco, per due giorni di fila, aggiustava rumorosamente il rubinetto del bagno. Luca, invece, si fece vedere solo la domenica sera.
Cè qualcosa da mangiare? brontolò entrando in cucina.
Nel frigo è rimasto solo lo stretto necessario, Luca rispose Paola, continuando a guardare il suo telefono. Abbiamo deciso che, visto che ora sei così autonomo, compreremo solo per me e Sandro.
Sei uno studente che lavora, no? Quindi puoi comprarti quello che vuoi.
Luca rimase sconcertato.
Ma siete seri? Ora mi fate anche morire di fame?
E chi ti affama? gridò anche Marco dal soggiorno. Gestisciti il budget. Invece di spendere tutto nei weekend, prenditi carne, verdura e pasta. Puoi tirare avanti tutto il mese. Scegli tu.
Mi state solo cacciando! urlò Luca facendo per andarsene. Tutto per colpa di Sara! Forse non vi piace, vero?
A noi di Sara non importa nulla, Paola alzò finalmente gli occhi. Non labbiamo neppure mai vista.
Però il fatto che tu le dia tutto quello che hai, sapendo che campi ancora a casa, dice tutto. Lei è più grande e lavora?
Sta facendo la magistrale! E dà ripetizioni!
E allora, dove sono questi famosi soldi? chiese Paola con un sorriso di sfida. Li investe anche lei, nelle vostre coccole?
O prende solo i regali e si fa mantenere da uno innamorato di diciannove anni?
Lei compra la spesa! mentì Luca, ma Paola capì dal suo sguardo che era una balla.
Stai mentendo, tagliò corto lei. Luca, ascolta tua madre: questa ragazza ti sta solo sfruttando.
Fa comodo avere qualcuno che organizza la casa e paga laffitto, vero? Ma appena le chiudi il rubinetto, sparisce.
Vedremo! Luca richiuse rumorosamente il frigo. Grazie della premura, mammina!
***
Paola non cedeva. Non comprava più a Luca i suoi yogurt preferiti, niente più soldi per spese piccole, nemmeno gli stirava le camicie.
Marco la spalleggiava, anche se a volte sembrava tentato dal mettere una banconota in tasca al figlio, veniva subito stoppato solo con uno sguardo di Paola.
Lei lo sapeva: se mollavano adesso, Luca avrebbe creduto di avere sempre ragione e di poterli sfruttare allinfinito.
Mercoledì sera latmosfera diventò tesa come non mai Luca era nellingresso che rovistava febbrilmente nelle giacche.
Mamma, hai visto i miei cinquanta euro? Li avevo nella vecchia giacca.
No, non li ho visti, rispose Paola senza alzare gli occhi dal ferro da stiro. Hai già finito i pochi soldi della settimana? Siamo solo a metà
Mi servono… Avevo promesso a Sara i biglietti del teatro, balbettò Luca continuando a svuotare le tasche. Accidenti, dove sono? Sandro! Sei stato tu?
Sandro, dodici anni, si affacciò dalla cameretta.
Ti pare? sbuffò il piccolo. E poi, a me non hai ancora restituito i dieci euro dellaltra volta! Quindi non urlare.
Non sto urlando! esclamò Luca. Ma qui dentro non si può mai lasciare nulla!
Teatro, eh? sbottò Paola. E domani, come vai in università? A piedi? O Sara, così adulta comè, ti paga il taxi?
Mamma, basta! Siamo grandi, ci serve privacy. Non puoi capire
Capisco benissimo, pose il ferro. Capisco solo che ti sta manipolando.
Sara ha ventuno anni. Vede che sei ancora ingenuo, innamorato, disposto a tutto per un suo sorriso. Fa economia sulle sue spese e consuma le tue.
Facciamo una prova? Proponile per questo weekend una passeggiata al parco, senza casa in affitto. Vediamo come reagirà.
Lo farò! gridò Luca. Così vedrai che resta con me! Mi ama!
Vedremo. Intanto cerca quei cinquanta euro. Io non li ho toccati.
Giovedì e venerdì, Luca aveva il broncio. Chiese pure soldi a Marco, che rispose obbediente: Arrangiati da solo, ormai.
Sabato mattina, non era già fuori allalba come il solito. Sedeva in cucina masticando a fatica una fetta di pane.
Il telefono vibrava in continuazione, pieno di messaggi.
Cosè, la fidanzata esige il report? fece Paola mentre si versava il caffè.
Nessuna risposta. Sullo schermo apparve un altro messaggio:
«Luca, ma stai scherzando? Mi avevi detto altro. Avevamo un accordo.»
Arrabbiata? Paola si mise di fronte a lui. Le hai detto che i soldi sono finiti?
Sì, rispose spento Luca. Mi dà dellirresponsabile. Dice che dovevo mettere da parte i soldi, chiederli in prestito, trovarli insomma Mi ha pure scritto che per questo weekend aveva rinunciato allo shopping con le amiche.
Interessante, Paola abbozzò. Ti tocca pure occuparti del suo tempo libero? Le hai chiesto di dividere le spese, o magari, visto che è più grande, di offrire lei se ci tiene così tanto?
Smettila, mamma È una ragazza. Le ragazze non devono pagare.
Le ragazze che ti rispettano non ti mettono nei debiti per stare in un monolocale davanti alla televisione! Luca, ti accorgi che ti sta addestrando come un cucciolo?
Il cellulare squillò. Luca esitò, poi rispose:
Sì, Sara Ti avevo già detto, questa volta non si può. Il padrone di casa vuole più soldi e io non ce lho fatta a organizzarmi. Ti va se andiamo semplicemente al cinema? O veniamo da te?
La voce di Sara era così forte che anche Paola sentiva a tratti: «dai miei non puoi venire avevi promesso col freddo non esco trova una soluzione»
Guardare Luca faceva male; il volto era diventato grigio in un attimo.
Sara, ascolta No, non posso chiedere ancora a papà. E non centra che sono un mammo semplicemente non ho soldi! Pronto? Pronto?
La chiamata terminò. Lui guardò lo schermo.
E quindi? Paola avrebbe voluto abbracciarlo, ma sapeva che era il momento di insistere. Qual è il piano B? Vai a rapinare una banca o smetti di sognare?
Luca si alzò di scatto, fece cadere la sedia.
Basta! afferrò la giacca e uscì.
***
Tornò la sera tardi, fradicio e col volto sconsolato. Paola gli corse incontro.
Luca, che è successo?
Ci siamo visti in centro commerciale si tolse la giacca bagnata. Era con lamica. Sono andato a chiedere perché mi aveva mentito sul weekend. Non si è minimamente scomposta.
Paola gli fece cenno di sedersi. Anche Marco si avvicinò alla cucina.
Era con questa amica, Giulia proseguì Luca. Tute e due con buste di negozi costosi.
Le ho chiesto: Ma non avevi detto di non avere neanche i soldi della metro? E lei: mi ha guardato come fossi lultimo degli scemi, mamma
Ha detto: Luca, non farmi fare brutta figura davanti a tutti. Se tu hai problemi di soldi, non significa che io devo stare chiusa in casa!
E tu? chiese sottovoce Marco.
Le ho detto che era ingiusto. Che per lei avevo litigato con voi, preso turni extra. Lei si è messa a ridere: Ragazzo, hai voluto sentirti adulto. Io non ti ho mai chiesto di affittare le case. Ti piaceva fare il grande, ora però non puntarmi il dito contro.
Paola si sentì sollevata. Finalmente la verità era venuta a galla!
Stettero a parlare in cucina a lungo. Luca sembrava più tranquillo. Promise alla madre di chiudere con Sara.
Paola gli spiegò, come solo una mamma sa fare, che né lei né Marco volevano impedirgli di vivere le sue storie. Ma… Non con una come Sara. La mamma, in fondo, consiglia solo per il meglio.







