Lascialo in pace – Tesoro, credi a me: di donne come te ne ha almeno una decina – sibilò la sconosciuta fissando Veronika negli occhi. Fammi indovinare: già sogni il matrimonio, vero? Mi spiace deluderti, ma non ci sarà nessuna cerimonia… Lascia perdere Massimo e non metterti mai più sulla mia strada, altrimenti te ne pentirai. Te lo prometto! *** Veronika è nata e cresciuta a Milano. Lei e sua sorella maggiore hanno ricevuto dai genitori tutto ciò che serve per partire con il piede giusto: una casa per ognuna appena diventate maggiorenni. La ragazza riteneva che mamma e papà avessero esaurito il loro compito, le avevano dato istruzione e una base solida. Da lì in poi, voleva riuscire da sola. Si è trovata un lavoro non appena entrata all’università e da allora non ha mai chiesto soldi ai genitori. Questa indipendenza precoce le ha insegnato a contare solo su sé stessa: i genitori spesso ignoravano metà di quel che le succedeva. Quando ha conosciuto Massimo, ha pensato che fosse meglio non coinvolgere subito i parenti più stretti nella nuova relazione. Gli ultimi due anni con la mamma, Vera, erano stati un po’ difficili: pensionata da poco, lei si era fissata con il desiderio di diventare nonna e ogni volta le chiedeva: – Figlia mia, tua sorella Ylenia ha già un bambino… e tu? Quando pensi di farmi felicissima con un nipotino? Veronika aveva davanti agli occhi l’esempio negativo della sorella, che a diciannove anni era corsa all’altare, avea avuto un figlio e lasciato gli studi. In sette anni, Ylenia era diventata una casalinga annoiata, con cui non c’era quasi nulla da dirsi. Veronika preferiva andare con calma e aveva i suoi progetti: voleva sposarsi verso i trent’anni e avere un figlio attorno ai trentacinque, quando, pensava, avrebbe avuto una sicurezza economica tale da potersi concedere tre anni di maternità tranquilli. Un programma che sua madre non approvava: – Ragiona in modo strano… Tocca all’uomo pensare al sostentamento: tu devi solo trovare quello giusto, sposarlo e dare un figlio. Tutto il resto non ti deve preoccupare! – Mamma – spiegava con pazienza – non voglio dipendere da nessuno come Ylenia, che chiede i soldi al marito anche per il parrucchiere… e se lui non vuole darle niente, chiede a voi. Io non sarò mai in quella situazione. Nemmeno Serafino, suo cognato, era un esempio da seguire: viveva nella casa comprata dalla moglie e pretendeva pure di comandare. – Veronika, è così per tutti! Anche io ho fatto così con papà: sono stata a casa otto anni, due gravidanze di fila… e ce la siamo cavata. Anche quando litigavamo, nonostante la crisi degli anni Novanta, siamo riusciti a comprarvi la casa. – Tu hai sposato papà per amore, mamma. Io faccio lo stesso: sposerò solo un uomo di cui mi innamoro davvero e da cui voglio un figlio. Non mi accontento, come Ylenia… *** Conobbe Massimo come aveva sempre sognato: qualche mese prima del suo trentesimo compleanno. Lui la conquistò subito: galante, brillante, moderno, le dava fiducia e rispettava la sua indipendenza. Veronika non aveva fretta, voleva che la relazione crescesse senza pressioni. Stavano insieme da quasi un anno, ma nessuno dei due parlava di matrimonio. All’inizio la calma di Massimo non la turbava, ma poi confidò alla sua migliore amica, Viola, alcuni dettagli… Bastò una domanda per farle nascere dei dubbi: – Ma tu sei sicura che lui fa sul serio? Il mio Vittorio mi ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi, il tuo Massimo invece aspetta… Ti ha mai presentata a parenti o amici? O ti tiene nascosta? Non è che ha qualcun’altra, magari più “ufficiale”? Veronika cominciò a pensarci. Perché Massimo non parlava mai di futuro insieme? Uscivano solo a casa sua e lui restava a dormire di rado. Decise di scavare di più: – Mi sono resa conto che non so nulla della tua famiglia – gli disse una sera. – Cosa vuoi sapere di preciso? – I tuoi genitori? Fratelli, sorelle? Che lavoro fanno? – Sono in pensione. Sono figlio unico. Curiosità appagata? – Hai figli? – domandò Veronika senza girarci intorno. Massimo parve agitato, ma rispose: – No, niente figli. Ma che interrogatorio è questo? – Niente, solo curiosità, – tagliò corto lei. Poi aggiunse: – Massimo, stiamo insieme da un anno. Non pensi sia ora di conoscerci le famiglie? Lui evitò di rispondere e cambiò discorso. Veronika si fece insistente, e infine lui accettò: – Va bene, iniziamo dagli amici: questo weekend uno dei miei migliori ci invita in villa sul Lago di Garda con le coppie. Vieni? *** Veronika accettò e non si pentì: gli amici di Massimo e i loro partner erano persone simpaticissime. Solo una cosa la stupì: nessuno degli uomini presenti era sposato. Tra i 35 e i 45 anni, tutti scapoli o “liberi”. Chiese a Massimo: – Ma tutti i tuoi amici sono single? – Sì, strano vero? Ma che ci vuoi fare, la compagnia è questa… Allora, tappa uno fatta. Ora tocca ai tuoi: quando li conosciamo? Veronika organizzò subito: – Mamma, papà… voglio farvi conoscere il mio futuro marito! La madre felice: – Era ora! Dai, raccontaci tutto. – Si chiama Massimo, fa l’avvocato, ha 34 anni. – E dove vive? Ha una casa tutta sua? Veronika tentennò: in un anno mai chiesto davvero dove vivesse Massimo. – Mamma, chiediglielo tu stessa domani. Se veniamo a cena va bene? – Certo! Per una cosa così spostiamo tutto! Vi aspettiamo! La cena fu un successo. Massimo conquistò tutti con simpatia e ironia. Fu lì che Veronika scoprì dettagli che non sapeva: Massimo viveva da solo in centro a Milano, in un ampio bilocale. Felice, pensava che ormai mancasse poco alle nozze! Il giorno di conoscere i genitori di Massimo però non arrivò mai… Una sera, invece di lui, si presentò alla porta della ragazza una donna bellissima dai capelli neri: – Buonasera. Posso entrare? Vorrei parlarle. Veronika la accolse un po’ confusa. – Sta cercando qualcuno? – Proprio te, – rispose la sconosciuta sussurrando. – Volevo guardare in faccia la donna che cerca di rovinare una famiglia e di rubare il padre a due bambini… Veronika capì subito chi era. – Di solito, lascio mio marito divertirsi con delle avventure. Dopo sedici anni di matrimonio la noia arriva per tutti… Ma di solito durano poco, qualche mese al massimo. Tu invece sei qui dopo un anno intero e non posso più ignorarti. Per scoprire con chi se la faceva mio marito ho dovuto persino assumere un investigatore privato. Veronica, ti chiedo di lasciar stare mio marito! Devi capire che l’uomo con cui ho passato quasi vent’anni non te lo lascio di certo. E se dovesse scegliere davvero, credimi, non lascerebbe mai noi per te. Lo studio in cui Massimo lavora è di mio padre, tutto ciò che ha lo deve solo a lui. Sii saggia, non rovinarti la vita. La donna se ne andò, lasciando Veronika disperata. Chiamò subito Massimo: – Sei sposato! Hai due figli! Perché mi hai mentito tutto questo tempo? Tua moglie è venuta qui e mi ha raccontato tutto! – Ne parliamo dopo, – tagliò corto lui e chiuse la chiamata. Da quel momento, Veronika non riuscì più a contattarlo: probabilmente Massimo cambiò numero. Provò a cercarlo attraverso amici e parenti, invano. Soffrì moltissimo, ma ai genitori raccontò di essere stata lei a lasciare il brillante avvocato per incomprensioni di carattere. Solo dopo un anno e mezzo riuscì a lasciarsi conquistare da un altro uomo.

– Lascialo stare.

– Cara, di donne come te lui ne ha una decina, sussurrò con freddezza una sconosciuta, fissando negli occhi Ludovica.

Fammi indovinare: sogni già il matrimonio, vero?

Mi dispiace deluderti ma non ci sarà nessun matrimonio…

Molla Lorenzo e non ostacolarmi più, altrimenti te ne pentirai. Te lo prometto!

***
Ludovica è nata e cresciuta a Milano. I genitori avevano dato a lei e alla sorella maggiore tutto ciò che potevano: a ognuna un appartamento come regalo per il diciottesimo compleanno.

Ludovica sentiva che mamma e papà avevano fatto il proprio dovere: le avevano pagato gli studi e dato una solida base. Il resto, ora, spettava solo a lei.

Trovò lavoro subito dopo essersi iscritta alluniversità, e da allora non aveva mai chiesto un euro ai suoi.

La sua indipendenza precoce le aveva insegnato a cavarsela da sola; i genitori non sapevano neanche metà delle cose che accadevano nella vita di Ludovica.

Quando conobbe Lorenzo, decise di tenere la relazione segreta, almeno agli occhi dei parenti più stretti.

Negli ultimi due anni cera stata qualche incomprensione con la madre. Nunzia, presa dalla pensione, ora voleva diventare nonna: aveva un irresistibile desiderio di coccolare i figli della minore.

– Amore mio, ad ogni incontro le ripeteva, Giada già ha un bambino, e tu quando pensi di darci questa gioia?

Ludovica aveva davanti agli occhi il controesempio della sorella maggiore: si era sposata a diciannove anni, aveva avuto un figlio subito e lasciato luniversità a metà.

In sette anni Giada era diventata una casalinga convinta con cui era difficile anche solo conversare.

Ludovica invece aveva altri progetti: voleva sposarsi verso i trentanni, e avere un bambino entro i trentacinque.

Solo così avrebbe avuto una solida sicurezza finanziaria, in modo da potersi dedicare per almeno tre anni ai figli senza preoccupazioni.

Aveva imparato a non dipendere da nessuno.

La madre, Nunzia, non approvava:

– Ragioni male! Luomo deve mantenere la famiglia, il tuo compito è trovare quello giusto. Sposarlo e fare figli. Tutto qui! Non ti deve importare altro!

– Mamma, tentava di spiegare Ludovica, hai visto Giada? Cosa cè di buono in una donna che dipende completamente dal marito?

Chiede sempre soldi a Nicola, e se lui non glieli dà se li fa dare da voi. Io così non ci sto!

Voglio essere autonoma! Eppure Nicola vive perfino nellappartamento pagato da Giada, e pretende pure di comandare!

– Ludovica, è così per tutte. Io e tuo padre abbiamo fatto uguale, sai? Ho passato otto anni a casa tra una maternità e laltra. Eppure abbiamo cresciuto voi, comprato casa…

– Tu però lhai sposato per amore, e anchio voglio lo stesso! Finché non trovo qualcuno di cui mi innamoro davvero, con cui desidero avere una famiglia, non mi muovo.

E non voglio buttarmi su chiunque, come Giada.

***
Lorenzo e Ludovica si conobbero proprio quando era il momento giusto pochi mesi prima dei trentanni, come lei aveva sempre programmato.

Lui la conquistò allistante: elegante, interessante, moderno, rispettava la sua indipendenza, la vedeva come unuguale.

Ludovica scelse di non affrettare nulla e lasciare che tutto andasse al suo ritmo.

***
Stavano insieme da quasi un anno, e nessuno dei due menzionava il matrimonio.

Allinizio la calma di Lorenzo non la preoccupava, finché non confidò qualche dettaglio della relazione allamica Marcella.

Le bastò una domanda per instillare un dubbio:

– Sei sicura che faccia sul serio con te? Il mio Marco mi ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi; il tuo dopo un anno nulla… Conosci i suoi genitori? Gli amici? O ti tiene nascosta? Non è che cè qualcunaltra, magari più ufficiale di te?

Per la prima volta, Ludovica si fermò a riflettere: come mai Lorenzo non dava segnali di voler rendere le cose serie?

Si vedevano solo qualche volta alla settimana, sempre a casa sua. Lorenzo dormiva da lei di rado.

Ludovica sentì la necessità di conoscere meglio il suo mondo, e gli disse:

– Da tempo mi sono resa conto che so pochissimo della tua famiglia!

– Cosa vuoi sapere? replicò lui.

– Le cose basilari, almeno: chi sono i tuoi genitori? Hai fratelli? Di cosa si occupano?

– Sì, sono entrambi in pensione. Zero fratelli o sorelle, sono figlio unico. Curiosità soddisfatta?

– Hai figli? chiese Ludovica, senza mezzi termini.

Lorenzo cambiò espressione, visibilmente a disagio:

– No, nessun figlio, rispose di scatto. Ma che interrogatorio è questo?

– Nulla, volevo solo conoscerti meglio.

E comunque, Lorenzo, pensavo… Siamo insieme da un anno: forse è il momento che ci presentiamo ai reciproci genitori.

Lorenzo svicolò il discorso senza dare una risposta certa.

Ludovica cominciò a preoccuparsi: e se Marcella avesse ragione, e Lorenzo avesse una doppia vita? Con fermezza iniziò a insistere, chiedendo di conoscere la sua famiglia.

Dapprima Lorenzo trovava scuse, ma visto che lei era sempre più decisa, alla fine propose:

– Ok, hai vinto tu. Iniziamo dagli amici: ti invito alla casa di campagna di un mio caro amico, ci saranno tutti con le fidanzate. Vieni?

***
Ludovica accettò, e non se ne pentì: gli amici di Lorenzo e le rispettive compagne erano persone deliziose.

Cera però qualcosa di strano: nessuno di loro era sposato.

Uomini tra i trentacinque e i quarantacinque anni, nessuno con fede al dito o coniugato ufficialmente.

Ludovica chiese a Lorenzo:

– Scusa, ma i tuoi amici sono tutti scapoli? Nessuno sposato?

– E già, capita che ci siamo ritrovati così, rise Lorenzo. Allora, superato il primo livello. Passiamo al secondo? Quando conosciamo i tuoi?

Ludovica organizzò subito la cena di famiglia. Andò a trovare i genitori, annunciando:

– Mamma, papà, voglio presentarvi il mio futuro marito.

– Era ora, sospirò Nunzia, finalmente ci fai questonore! Allora, dicci: chi è? Cosa fa? Quanti anni ha?

– Mamma, una domanda alla volta! rise Ludovica. Si chiama Lorenzo, avvocato, trentiquattro anni.

– E casa? Vive da solo? chiese subito Nunzia.

Ludovica simbarazzò: in un anno, non era mai entrata nellappartamento di Lorenzo, non sapeva nemmeno se vivesse da solo o con qualcuno.

– Mamma, chiedilo direttamente a lui. Se domani veniamo, va bene? Avete impegni?

– No che non abbiamo nulla! Per unoccasione del genere spostiamo tutto. Venite!

La cena fu piacevole, e i genitori di Ludovica furono visibilmente impressionati dal fascino del fidanzato.

Lorenzo fu affabile, spiritoso, rispose a tutte le domande degli aspiranti suoceri.

E Ludovica quella sera scoprì che Lorenzo sì, viveva da solo, in un bel bilocale in centro a Milano.

Ludovica era raggiante: era ora di pensare alle nozze!

Ma non fecero in tempo a fissare la data del pranzo con i genitori di Lorenzo che tutto fu sconvolto da una visita inaspettata…

***
Una sera, Lorenzo chiamò Ludovica tardi:

– Non aspettarmi stasera. Ho un incontro di lavoro importante, posso guadagnare molto. A domani?

– Va bene, in bocca al lupo! rispose serena Ludovica.

Stava andando a dormire, quando suonarono alla porta.

Pensò subito a Lorenzo, che forse aveva deciso di sorprenderla.

Aprì, e si trovò davanti una donna sconosciuta, elegante, capelli corvini:

– Buonasera. Posso aiutarla?

– Certo che puoi, cara, rispose la donna con un sorriso appena accennato. Posso entrare? Voglio parlare con te.

– Prego, si accomodi, disse Ludovica, spostandosi.

Ospite e padrona si fissarono, in silenzio. Fu Ludovica la prima a parlare, rotta lattesa:

– Sta cercando qualcuno?

– Oh sì, proprio te. Volevo guardare negli occhi la donna che si sta insinuando in una famiglia e vuole portare via il padre a due figli.

Il cuore di Ludovica improvvisamente si gelò. Capì subito con chi aveva a che fare.

La donna proseguì:

– Di solito lascio fare a mio marito le sue scappatelle. Sedici anni insieme, una ci si stufa a vicenda.

Ma le amanti non durano più di qualche mese. Tu, invece, resisti da un anno. Comincio a vederci una minaccia.

Per scoprire con chi passava il tempo mio marito, ho dovuto pagare un detective. Ludovica, ti chiedo solo: lascia stare mio marito.

Capisci bene che dopo quasi ventanni insieme, non posso lasciartelo su un piatto dargento.

E se mai dovesse sceglierne una, credimi, non sarà te.

Lo studio legale in cui lavora Lorenzo è di mio padre. Tutto quello che ha, lo deve solo a lui. Sii saggia e non rovinarti la vita.

La sconosciuta se ne andò. Ludovica, in lacrime, chiamò subito Lorenzo.

Non appena lui rispose, gridò:

– Sei sposato! Hai due figli! Perché mi hai mentito così tanto? Tua moglie è appena venuta qui, mi ha detto tutto!

– Ne parliamo dopo, sono impegnato, tagliò corto Lorenzo e chiuse la chiamata.

Ludovica non riuscì più a contattarlo.

Sicuramente Lorenzo aveva già cambiato numero; lei cercò di rintracciarlo da telefoni di amici, parenti, colleghi.

Fu un periodo durissimo, e ai suoi genitori non raccontò la verità.

Disse solo che aveva lasciato uno stimato avvocato perché erano troppo diversi.

Ci mise tanto a riprendersi. Solo dopo un anno e mezzo accettò finalmente di lasciarsi corteggiare da un nuovo uomo.

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Quando ha conosciuto Massimo, ha pensato che fosse meglio non coinvolgere subito i parenti più stretti nella nuova relazione. Gli ultimi due anni con la mamma, Vera, erano stati un po’ difficili: pensionata da poco, lei si era fissata con il desiderio di diventare nonna e ogni volta le chiedeva: – Figlia mia, tua sorella Ylenia ha già un bambino… e tu? Quando pensi di farmi felicissima con un nipotino? Veronika aveva davanti agli occhi l’esempio negativo della sorella, che a diciannove anni era corsa all’altare, avea avuto un figlio e lasciato gli studi. In sette anni, Ylenia era diventata una casalinga annoiata, con cui non c’era quasi nulla da dirsi. Veronika preferiva andare con calma e aveva i suoi progetti: voleva sposarsi verso i trent’anni e avere un figlio attorno ai trentacinque, quando, pensava, avrebbe avuto una sicurezza economica tale da potersi concedere tre anni di maternità tranquilli. Un programma che sua madre non approvava: – Ragiona in modo strano… Tocca all’uomo pensare al sostentamento: tu devi solo trovare quello giusto, sposarlo e dare un figlio. Tutto il resto non ti deve preoccupare! – Mamma – spiegava con pazienza – non voglio dipendere da nessuno come Ylenia, che chiede i soldi al marito anche per il parrucchiere… e se lui non vuole darle niente, chiede a voi. Io non sarò mai in quella situazione. Nemmeno Serafino, suo cognato, era un esempio da seguire: viveva nella casa comprata dalla moglie e pretendeva pure di comandare. – Veronika, è così per tutti! Anche io ho fatto così con papà: sono stata a casa otto anni, due gravidanze di fila… e ce la siamo cavata. Anche quando litigavamo, nonostante la crisi degli anni Novanta, siamo riusciti a comprarvi la casa. – Tu hai sposato papà per amore, mamma. Io faccio lo stesso: sposerò solo un uomo di cui mi innamoro davvero e da cui voglio un figlio. Non mi accontento, come Ylenia… *** Conobbe Massimo come aveva sempre sognato: qualche mese prima del suo trentesimo compleanno. Lui la conquistò subito: galante, brillante, moderno, le dava fiducia e rispettava la sua indipendenza. Veronika non aveva fretta, voleva che la relazione crescesse senza pressioni. Stavano insieme da quasi un anno, ma nessuno dei due parlava di matrimonio. All’inizio la calma di Massimo non la turbava, ma poi confidò alla sua migliore amica, Viola, alcuni dettagli… Bastò una domanda per farle nascere dei dubbi: – Ma tu sei sicura che lui fa sul serio? Il mio Vittorio mi ha chiesto di sposarlo dopo tre mesi, il tuo Massimo invece aspetta… Ti ha mai presentata a parenti o amici? O ti tiene nascosta? Non è che ha qualcun’altra, magari più “ufficiale”? Veronika cominciò a pensarci. Perché Massimo non parlava mai di futuro insieme? Uscivano solo a casa sua e lui restava a dormire di rado. Decise di scavare di più: – Mi sono resa conto che non so nulla della tua famiglia – gli disse una sera. – Cosa vuoi sapere di preciso? – I tuoi genitori? Fratelli, sorelle? Che lavoro fanno? – Sono in pensione. Sono figlio unico. Curiosità appagata? – Hai figli? – domandò Veronika senza girarci intorno. Massimo parve agitato, ma rispose: – No, niente figli. Ma che interrogatorio è questo? – Niente, solo curiosità, – tagliò corto lei. Poi aggiunse: – Massimo, stiamo insieme da un anno. Non pensi sia ora di conoscerci le famiglie? Lui evitò di rispondere e cambiò discorso. Veronika si fece insistente, e infine lui accettò: – Va bene, iniziamo dagli amici: questo weekend uno dei miei migliori ci invita in villa sul Lago di Garda con le coppie. Vieni? *** Veronika accettò e non si pentì: gli amici di Massimo e i loro partner erano persone simpaticissime. Solo una cosa la stupì: nessuno degli uomini presenti era sposato. Tra i 35 e i 45 anni, tutti scapoli o “liberi”. Chiese a Massimo: – Ma tutti i tuoi amici sono single? – Sì, strano vero? Ma che ci vuoi fare, la compagnia è questa… Allora, tappa uno fatta. Ora tocca ai tuoi: quando li conosciamo? Veronika organizzò subito: – Mamma, papà… voglio farvi conoscere il mio futuro marito! La madre felice: – Era ora! Dai, raccontaci tutto. – Si chiama Massimo, fa l’avvocato, ha 34 anni. – E dove vive? Ha una casa tutta sua? Veronika tentennò: in un anno mai chiesto davvero dove vivesse Massimo. – Mamma, chiediglielo tu stessa domani. Se veniamo a cena va bene? – Certo! Per una cosa così spostiamo tutto! Vi aspettiamo! La cena fu un successo. Massimo conquistò tutti con simpatia e ironia. Fu lì che Veronika scoprì dettagli che non sapeva: Massimo viveva da solo in centro a Milano, in un ampio bilocale. Felice, pensava che ormai mancasse poco alle nozze! Il giorno di conoscere i genitori di Massimo però non arrivò mai… Una sera, invece di lui, si presentò alla porta della ragazza una donna bellissima dai capelli neri: – Buonasera. Posso entrare? Vorrei parlarle. Veronika la accolse un po’ confusa. – Sta cercando qualcuno? – Proprio te, – rispose la sconosciuta sussurrando. – Volevo guardare in faccia la donna che cerca di rovinare una famiglia e di rubare il padre a due bambini… Veronika capì subito chi era. – Di solito, lascio mio marito divertirsi con delle avventure. Dopo sedici anni di matrimonio la noia arriva per tutti… Ma di solito durano poco, qualche mese al massimo. Tu invece sei qui dopo un anno intero e non posso più ignorarti. Per scoprire con chi se la faceva mio marito ho dovuto persino assumere un investigatore privato. Veronica, ti chiedo di lasciar stare mio marito! Devi capire che l’uomo con cui ho passato quasi vent’anni non te lo lascio di certo. E se dovesse scegliere davvero, credimi, non lascerebbe mai noi per te. Lo studio in cui Massimo lavora è di mio padre, tutto ciò che ha lo deve solo a lui. Sii saggia, non rovinarti la vita. La donna se ne andò, lasciando Veronika disperata. Chiamò subito Massimo: – Sei sposato! Hai due figli! Perché mi hai mentito tutto questo tempo? Tua moglie è venuta qui e mi ha raccontato tutto! – Ne parliamo dopo, – tagliò corto lui e chiuse la chiamata. Da quel momento, Veronika non riuscì più a contattarlo: probabilmente Massimo cambiò numero. Provò a cercarlo attraverso amici e parenti, invano. Soffrì moltissimo, ma ai genitori raccontò di essere stata lei a lasciare il brillante avvocato per incomprensioni di carattere. Solo dopo un anno e mezzo riuscì a lasciarsi conquistare da un altro uomo.
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