Un incontro fortunato Nell’afosa estate milanese, i fratelli Matteo e Andrea tornavano da una trasferta d’affari a Torino. Due giovani ancora scapoli: Andrea, ventiseienne intraprendente e chiacchierone, il più grande; Matteo, ventitré anni, discreto e riflessivo, per nulla incline a farsi avanti con le ragazze. Il primo sbrigativo e carismatico, il secondo riservato e attento osservatore. – Che affare che abbiamo combinato oggi, fratellino! – scherza Andrea – Mi piace come sai trattare i clienti, li convinci con calma. Io, invece, sono troppo impaziente: voglio tutto e subito! – Eh già – concorda Matteo – Tu vai sempre dritto al punto, ma nella vita bisogna avere tatto. Le persone sono diverse, non puoi forzare. – Ma guarda che psicologo! Il piccolo che insegna al grande… – ride Andrea, sfoderando il suo solito sorriso smagliante. Mentre varcano i confini di Milano, Matteo nota una Fiat rossa ferma sulla corsia di emergenza con una ragazza che sventola la mano. – Fermo, c’è una ragazza che chiede aiuto! – esclama Matteo. – Vero, aiutiamo subito – risponde Andrea, sempre pronto – La fratellanza automobilistica non si discute! Usciti dall’auto, la ragazza ringrazia: si chiama Giulia, elegante e delicata, bloccata in abito estivo con un pneumatico bucato. Andrea sfodera subito il suo fascino, fa complimenti, racconta storie esagerate, mentre Matteo pensa di non avere alcuna speranza d’impressionarla di fronte all’esuberanza del fratello. Eppure qualcuno sguardo di Giulia verso di lui gli riaccende la speranza. A fine giornata, mentre Matteo entra in una tabaccheria per comprare le sigarette, viene aggredito da un grosso cane randagio che gli morde i jeans e ferisce la gamba. Tornato a casa, la madre lo spedisce preoccupata al pronto soccorso. Nel corridoio dell’ospedale, tra i pazienti, Matteo incrocia proprio Giulia: è medico nel reparto! Sorpresi, si scambiano sorrisi e finalmente il numero di telefono. L’incontro fortuito cambia la vita di Matteo: la fortuna gli ha regalato la vera occasione d’amore. Oggi Matteo e Giulia sono una coppia felice e lui sa che, quando il destino ci mette lo zampino, tutto è possibile.

Una fortunata coincidenza

Questa mattina io e mio fratello maggiore, Tommaso, siamo rientrati da Bologna, dove siamo stati per affari. Siamo partiti allalba e prima di pranzo abbiamo concluso tutto. Né io né lui siamo sposati; Tommaso ha ventisei anni, io ne ho ventitré. Ovviamente, da vero fratello maggiore, lui è quello sveglio e chiacchierone, mentre io al suo confronto sembro piuttosto riservato.

Dai che siamo stati proprio in gamba oggi, rideva Tommaso, tu sei bravo a trattare coi clienti, hai una bella parlantina, sai convincere la gente. Io invece sono troppo impaziente vorrei tutto e subito.

Eh già ho ammesso io, tu parti sempre in quarta, ma ci vuole un po di tatto. Ogni persona è diversa, serve delicatezza, mentre tu

Uhm psicologo come sempre, vedo, Tommaso ridacchiava, niente male, il fratellino che fa la morale al maggiore, e sorrideva con quel suo sorriso largo e bianco.

Non faccio la morale, provo solo a spiegare ho ribattuto io, fissando la strada, mentre Tommaso guidava.

I nostri caratteri sono proprio opposti. Tommaso è intraprendente e sa affascinare chiunque, io invece sono più pacato, non riesco ad essere il protagonista, chiacchierone come lui. Arrossisco quando parlo con le ragazze, non sono certo uno che conquista, e forse neanche minteressa. Però sono più attento, mite, gentile. Non che sia uno zerbino, anzi: se una ragazza mi fa capire che sono speciale per lei, per lui farei davvero di tutto. Ma solo in quel caso, se sento di essere importante per lei.

Siamo entrambi single. Tommaso doveva sposarsi, avevamo già parlato di matrimonio con la sua ragazza, ma allultimo momento ha cambiato idea. Lo ha fatto lui, senza spiegare niente a nessuno. Così si è lasciato e ora è di nuovo in cerca, anche se continuamente si ritrova circondato da donne.

Tommaso è alto, ben messo, con una personalità che attira tutte. Io conosco quasi tutte quelle ragazze che ha frequentato. Tra laltro, Tommaso a volte ha fatto il cascamorto anche con qualche mia amica, anche se si è sempre limitato al gioco.

Io invece ho una regola: non mi impongo mai a nessuno. Magari questa cosa mi penalizza, ma so che se piaccio a una ragazza, andrà tutto bene. Il fatto è che finora lamore vero non lho ancora incontrato, quello che ti prende la testa, che ti fa impazzire

Tommaso sa di questa mia filosofia e ci scherza su. Ma io non mi scompongo, rimango fedele a me stesso.

Tommaso continuava a chiacchierare allegramente mentre io osservavo il mondo fuori dal finestrino. Stavamo già entrando nei sobborghi di Modena, quasi a casa, quando allimprovviso ho detto:

Tommy, guarda sulla destra: cè una macchina ferma, e cè anche una ragazza che ci saluta col braccio.

Era una piccola macchina rossa, e la ragazza era minuta.

La vedo, mi fermo, ha deciso Tommaso, aiuto tra automobilisti, non si rifiuta mai, e mi ha strizzato locchio.

Siamo scesi tutti e due.

Grazie mille che vi siete fermati, ci ha accolto con un sorriso, ho un problema con la ruota…

Capito tutto, lha interrotta Tommaso con il suo solito fascino, anche se non fosse la ruota, noi aiuteremmo ugualmente, soprattutto una guidatrice così incantevole.

Lei ha apprezzato il complimento, mentre a me si è stretto il cuore: quella ragazza mi aveva colpito subito. Ma mio fratello brillava già di tutto il suo charme. Accanto al suo entusiasmo, io mi sentivo trasparente. In confronto a lui, ero quasi insignificante.

Quindi aiutate solo le guidatrici incantevoli? ha ribattuto divertita.

Questa domanda mi è piaciuta; ora vediamo come se la cava Tommy. La ragazza aveva una voce limpida, sorriso brillante e capelli chiari. Ma Tommaso non si è minimamente scomposto:

Assolutamente no, aiutiamo sempre tutti! Proprio tutti, chiunque abbia bisogno. Una volta ho anche aiutato un autista di autobus. Lo ricordo: lautobus buttava fuori del fumo nero, noi lo seguivamo. Lautista è sceso spaventato e con mio fratello abbiamo aiutato a far scendere anche i passeggeri. Giusto, Elio? ha accennato a me, mentre io abbassavo lo sguardo: era ovvio che Tommaso se la stava inventando sul momento.

Lei ridacchiava divertita alle nostre battute. Tommaso subito le ha chiesto:

A proposito, come ti chiami? Io sono Tommaso, mio fratello Elio.

Piacere, mi chiamo Ginevra. Ho tutto, il cric, la chiave, potrei cavarmela da sola, ma sono in vestito e con i tacchi ha detto ridendo.

Lascia fare, Ginevrina, ha ribattuto Tommaso. Dai, Elio, facciamo vedere quanto siamo veloci!

Mentre Tommaso intratteneva Ginevra con mille storie, io cambiavo la ruota e borbottavo tra me e me. Lui inventava limpossibile, io pensavo: Possibile che lei creda alle sue storie inventate? Mio fratello sa rendere tutto magico È sempre stato così; se mai ho avuto qualche speranza che una ragazza si interessasse a me, bastava la presenza di Tommaso e venivo subito dimenticato. Lui sa come sedurre, inventare complimenti e raccontare qualsiasi cosa. Oggi come sempre.

Ginevra ascoltava Tommaso con attenzione, con occhi pieni di ammirazione. E io mi chiedevo se notasse almeno un po la mia presenza. In un paio di momento incrociai il suo sguardo, e dentro di me una piccola speranza si accese. Ma il lavoro era già terminato.

Ecco la tua ruota, Ginevrina, non mollava Tommaso, vuoi dettarmi il tuo numero? Lo scrivo subito.

Tommaso, sei di un ingegno unico, ha sorriso lei, penso che potresti trovare il mio numero senza grandi difficoltà. Ma grazie Elio, mi hai davvero aiutato tanto.

Lei è salita in macchina, ci ha salutato con una dolcezza che mi ha commosso, poi è partita.

Tommy, sei un chiacchierone, Ginevra mi è proprio piaciuta e non mi hai fatto dire nemmeno una parola.

Dai, lho fatto per te ha riso sfrontato Tommaso.

È sempre così ho mormorato tornando a sedermi.

Siamo entrati in città. Gli ho chiesto di fermarsi davanti allalimentari di zona: avevo finito le sigarette.

Fermati qui, sono senza sigarette, tu vuoi qualcosa?

Prendimi una bottiglia di acqua frizzante, in vetro ha risposto Tommaso.

Quando sono uscito dal negozio, da dietro langolo è balzato fuori un cane grosso, sicuramente randagio, che mi ha morso i jeans e la gamba. Ho sentito i denti, per fortuna niente di grave. È successo così in fretta che Tommaso non è nemmeno riuscito ad intervenire; il cane si è dileguato nei cespugli.

Ma che razza di cane era quello, borbottava Tommaso mentre guardavo la ferita che sanguinava leggermente.

Non cho capito nulla, vedo solo che ti ha beccato la gamba.

Siamo rientrati a casa.

Elio, coshai fatto ai pantaloni? mi ha chiesto preoccupata la mamma.

Mah Un cane fuori di testa mi ha attaccato alluscita dal negozio, forse sarebbe meglio disinfettare la ferita. Non fa male, ma sanguina un po.

Disinfettare niente, vai subito in ambulatorio! Serve il vaccino contro la rabbia, era un randagio Non scherzare! ha esclamato spaventata.

Ha ragione la mamma, appoggiava Tommaso, ti accompagno.

Arrivati in ambulatorio, Tommaso è rimasto in auto, io sono entrato in sala dattesa. Dopo poco, in ambulatorio, ho visto Ginevra. Sono rimasto di stucco, e lei anche si è sorpresa.

Ciao! mi sono illuminato, quanto tempo poi abbiamo riso entrambi. Quindi sei un medico? la medica al pc ci osservava curiosa.

Sì, sono la dottoressa. Come mi hai trovato? ho visto che anche lei era felice di rivedermi. Sai che poi mi sono pentita di non averti dato il mio numero, tuo fratello mi ha confusa con tutte le sue chiacchiere.

È stato davvero un caso, giuro che non ti cercavo. Ormai pensavo fosse tutto finito ho sollevato il pantalone. Tra laltro, ieri mi ha morso un cane. Però sono felice di averti ritrovata.

Mi hanno fatto il vaccino, e ho avuto il coraggio di chiederle il numero. Stavolta Ginevra me lha dato.

Ora ci vediamo spesso. Qualche giorno fa mi ha confidato: A me sei piaciuto già la prima volta che ti ho visto, ma Tommaso lui lho capito subito.

Sono felice. Ho capito che bisogna credere in se stessi, anche quando gli altri sembrano avere sempre la meglio: alla fine, la sincerità viene sempre premiata.

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Un incontro fortunato Nell’afosa estate milanese, i fratelli Matteo e Andrea tornavano da una trasferta d’affari a Torino. Due giovani ancora scapoli: Andrea, ventiseienne intraprendente e chiacchierone, il più grande; Matteo, ventitré anni, discreto e riflessivo, per nulla incline a farsi avanti con le ragazze. Il primo sbrigativo e carismatico, il secondo riservato e attento osservatore. – Che affare che abbiamo combinato oggi, fratellino! – scherza Andrea – Mi piace come sai trattare i clienti, li convinci con calma. Io, invece, sono troppo impaziente: voglio tutto e subito! – Eh già – concorda Matteo – Tu vai sempre dritto al punto, ma nella vita bisogna avere tatto. Le persone sono diverse, non puoi forzare. – Ma guarda che psicologo! Il piccolo che insegna al grande… – ride Andrea, sfoderando il suo solito sorriso smagliante. Mentre varcano i confini di Milano, Matteo nota una Fiat rossa ferma sulla corsia di emergenza con una ragazza che sventola la mano. – Fermo, c’è una ragazza che chiede aiuto! – esclama Matteo. – Vero, aiutiamo subito – risponde Andrea, sempre pronto – La fratellanza automobilistica non si discute! Usciti dall’auto, la ragazza ringrazia: si chiama Giulia, elegante e delicata, bloccata in abito estivo con un pneumatico bucato. Andrea sfodera subito il suo fascino, fa complimenti, racconta storie esagerate, mentre Matteo pensa di non avere alcuna speranza d’impressionarla di fronte all’esuberanza del fratello. Eppure qualcuno sguardo di Giulia verso di lui gli riaccende la speranza. A fine giornata, mentre Matteo entra in una tabaccheria per comprare le sigarette, viene aggredito da un grosso cane randagio che gli morde i jeans e ferisce la gamba. Tornato a casa, la madre lo spedisce preoccupata al pronto soccorso. Nel corridoio dell’ospedale, tra i pazienti, Matteo incrocia proprio Giulia: è medico nel reparto! Sorpresi, si scambiano sorrisi e finalmente il numero di telefono. L’incontro fortuito cambia la vita di Matteo: la fortuna gli ha regalato la vera occasione d’amore. Oggi Matteo e Giulia sono una coppia felice e lui sa che, quando il destino ci mette lo zampino, tutto è possibile.
La mia matrigna mi ha cresciuto da quando mio padre è mancato quando avevo sei anni. Anni dopo, ho scoperto la lettera che lui aveva scritto la notte prima di morire.