“Che vada pure da sola. Magari là la rapiscono”, borbottò la suocera – Una vacanza tra ansie materne, valigie, drammi da telegiornale e il viaggio che cambiò tutto per Alice e la (temibile) signora Svetlana Una serata afosa prima delle ferie dove, invece di emozione e preparativi, nell’appartamento di Anton e Alice si respira tensione. Al centro del salotto, come monumento vivente all’ansia, troneggia la suocera, la temibile ex professoressa Svetlana Leonidovna, il telecomando stretto fra le mani. “Non lo permetterò! Siete impazziti?! – tuona – In Thailandia! Lì ogni secondo è un trafficante di organi! Vi rubano tutto, vi vendono in schiavitù! L’ho visto in un servizio!” Alice prepara la valigia con calma stoica. Anton protesta: “Mamma, è un viaggio normale, abbiamo scelto un hotel sicuro, c’è di peggio in giro…” “Lascia andare solo lei, se proprio ci tiene! Magari la rapiscono! Mi fido del mio istinto di madre…” Scatta la decisione: Alice volerà da sola. In volo su Bangkok, fra mercati, templi e sorrisi, scoprirà che la vera essenza dei luoghi e delle persone non passa dai telegiornali sensazionalistici. Dall’altra parte del mondo, una mamma thailandese (Nok) teme per la figlia emigrata in Corea: le stesse paure, altra lingua. La videochiamata tra Alice, Nok e la suocera abbatte barriere culturali. Le due mamme, a migliaia di chilometri, trovano un’intesa fatta di apprensioni universali e sorrisi. Al ritorno, la suocera – con un mazzo di astri e meno pregiudizi – ascolta finalmente il racconto di Alice, scoprendo che il mondo vero è più amichevole di quello del telegiornale. E chissà… forse, il prossimo viaggio sarà insieme. Una commedia familiare fra Italia e Thailandia, viaggi, ansie, risate e la scoperta che tutte le mamme, in fondo, si somigliano.

Che parta da sola. Magari là la rapiscono, sbottò con un broncio la suocera.

Una sera afosa, alla vigilia delle vacanze estive, avrebbe dovuto essere dominata da unattesa leggera, fatta di piccoli preparativi ed eccitazione.

Ma nella casa di Lorenzo e Francesca laria era tesissima. Al centro del salotto, come una statua di apprensione, campeggiava la signora Maria Teresa Rinaldi. Teneva il telecomando stretto tra le dita.

Non lo permetto! Ma siete impazziti?! la sua voce, temprata da anni di insegnamento alle medie, tagliava la stanza come una lama.

Sulla TV, in pausa, limmagine di un famoso talk show: il presentatore, cupo davanti a una cartina dellEstremo Oriente, tracciava frecce rosse a sottolineare pericoli incombenti.

Francesca, intenta a chiudere la valigia con una tranquillità sorprendente per la situazione, sospirò.

Conosceva quella scena a memoria. Lorenzo, con la faccia stanca e rassegnata, cercò di intervenire.

Mamma, basta! Ma che dici? Andiamo in un albergo sicuro, tutto organizzato

Sciocchezze?! gridò Maria Teresa alzando le braccia, quasi lanciando il telecomando contro il muro. Lorenzo, apri gli occhi! Quella là ti metterà solo nei guai. In Thailandia lo sanno tutti che ti vendono! Ti mandano a prendere una birra dietro langolo e sparisci! Ti rubano tutto: reni, fegato Ti imbustano e ti spediscono in frigorifero! E lei un gesto teatrale verso Francesca la danno via come schiava o la mandano nei postriboli! Ho visto pure un servizio in TV!

Francesca si fermò a metà gesto con il maglione, rivolgendo uno sguardo carico di incredulità a Maria Teresa, reggendo un silenzio che Lorenzo non avrebbe mai sopportato.

Signora Maria Teresa, la voce di Francesca era calma, ma ferma ma davvero crede che ogni thailandese sia un mafioso esperto dorgani e, nel tempo libero, trafficante di esseri umani?

Non prendere in giro! Non puoi smentire i fatti. In televisione lo dicono! Ci vanno quelli che hanno poco da perdere per la vacanza esotica low cost, e i familiari poi ritrovano i loro resti nelle lattine!

Lorenzo passò la mano sulla faccia, esasperato.

Mamma, è roba per pensionati annoiati, lo sai. Vogliono solo tenerli incollati davanti alla TV con la paura. Ogni anno ci vanno milioni di turisti

E migliaia spariscono! incalzò Maria Teresa. Francesca, scommetto che hai già preso i biglietti. Saranno rimborsabili?

Presi. E non li restituirò, rispose Francesca con semplicità. Sono due anni che risparmiamo per questo viaggio, mi sono informata, ho letto tutte le recensioni, forum e prenotato con agenzia affidabile. Non andremo certo nei bassifondi. Solo spiagge, escursioni e pad thai.

E magari vi avvelenano pure, visto che non si sa mai cosa ci buttano dentro! borbottò cupa la suocera. Lorenzo, ti prego, ripensaci. Falla partire da sola, se proprio deve rischiare la pelle. Tu resta qui, sano e salvo. Una mamma lo sente quando cè il pericolo dietro langolo.

Calò una pausa amara, pesante. E fu allora che Francesca disse le parole che forse covava da anni.

Va bene, disse, chiudendo la valigia con un colpo secco. Avete ragione. Il rischio è una cosa nobile. Andrò da sola.

Francesca! Ma sei matta? sobbalzò Lorenzo.

Hai sentito tua madre. Il suo cuore sente il destino. Non posso farmi carico delle tue interiora. Né dellangoscia di vederti spedito come schiavo. Tu resti a casa, a bere tè con mamma e a guardare i programmi di cospirazione. Io vado fece comparire un sorriso glaciale vado allinferno. Da sola.

Maria Teresa sembrava contemporaneamente vittoriosa e confusa.

Aveva raggiunto il suo obiettivo, ma la prontezza della nuora a raccogliere la sfida la spiazzò.

Così si fa sussurrò, ma senza più la foga iniziale. Te la sei cercata.

Lorenzo cercò di farla ragionare, di convincerla. Ma Francesca fu irremovibile. La notte prima della partenza si ritrovarono schiena contro schiena, nel buio della camera.

Magari ci ripensi? azzardò Lorenzo.

No, tagliò corto lei.

*****

Laereo atterrò allalba a Bangkok e una folata calda e speziata avvolse Francesca come un abbraccio intenso.

Paura? Zero. Solo fatica e una voglia bruciante di scoprire. Nei primi giorni, noleggiando una bici o a piedi, percorse le strade rumorose e colorate, si lasciò incantare dalla luce dorata dei templi, assaggiò piatti incredibili a ogni angolo.

Nessuno cercò di derubarla, nessun segno di minaccia. I ragazzi ai mercatini le sorridevano e contrattavano sul prezzo di pochi baht.

Mandò nel gruppo WhatsApp quello con Lorenzo e Maria Teresa (che aveva voluto esserci a tutti i costi) la prima foto: Francesca, sorridente, con un cocktail di frutta sullo sfondo di un mare turchese. Sotto, la didascalia: “Organi ok. Schiavitù non pervenuta. Attendo novità”.

Lorenzo rispondeva con cuoricini. Maria Teresa leggeva e silenziosamente controllava ogni messaggio.

Poi Francesca partì per Chiang Mai, nel nord. Qui, in una piccola guesthouse a conduzione familiare, la proprietaria una donna anziana di nome Nuan le insegnò a cucinare il vero pad thai. E qualcosa cambiò per sempre.

Nuan, con il suo inglese stentato, era incredibilmente simile a Maria Teresa nei modi.

La signora si struggeva per la figlia partita a lavorare a Milano.

È lontana, sola in mezzo al freddo, la gente non sorride, il cibo è strano si lamentava Nuan mescolando in fretta le tagliatelle. In TV dicono che lì cè inquinamento e tutti cattivi!

Francesca guardò quel volto corrugato e scappò a ridere. Rise fino alle lacrime.

Nuan la fissò meravigliata. Così Francesca, tra gesti, foto e qualche parola, le raccontò di Maria Teresa, delle paure, della TV che parlava di organi e schiavitù.

Nuan rimase sbalordita, poi scoppiò anche lei a ridere, con quel suono limpido come un campanello.

Ah, queste mamme! esclamò la thailandese Siamo tutte uguali, ovunque! Temiamo ciò che non conosciamo. E la televisione fa paura anche qui!

Quella sera, sotto le stelle paragonate a lampade appese, Francesca chiamò direttamente Maria Teresa in video.

Maria Teresa apparve stanca e di pessimo umore.

Allora? Sei viva? chiese a bruciapelo.

Sana e salva, signora Rinaldi. Vuole vedere?

Francesca ruotò lo smartphone. Sulla veranda, con un vassoio di tè e frutta, apparve sorridente Nuan.

Ciao! salutò allegra Nuan. Tua nuora è bravissima! Sta imparando tutto! Non ti preoccupare, qui nessuna schiavitù! e con slancio abbracciò Francesca.

Maria Teresa tacque, passando lo sguardo dal viso luminoso di Nuan a quello pacifico della nuora.

E… e gli organi? chiese infine, ormai senza convinzione.

Tutto a posto, sorrise Francesca. E finalmente mangio con gusto. Qui è bellissimo, le persone sono gentili. Nuan si preoccupa per la figlia che sta in Italia, teme che qui siamo tutti freddi e cattivi perché lo dice la TV.

Seguì un lungo silenzio.

Fammi parlare un attimo con… Nuan, chiese improvvisamente Maria Teresa.

Francesca passò il telefono. Le due donne, separate da migliaia di chilometri e universi culturali, chiacchierarono per almeno dieci minuti.

Non capivano le parole, ma sembrava importare poco: Nuan annuiva e rideva, Maria Teresa da arcigna si fece via via più tenera.

Alla fine, abbozzò addirittura un sorriso goffo, ma ormai la corazza si era incrinata.

Quando la chiamata terminò, Lorenzo scrisse subito: «Mamma ha appena spento la televisione. Ha detto: Mi sono stufata della paranoia. Chiede quando tornerai.»

Francesca non rispose subito. Si perse a contemplare il cielo stellato su Chiang Mai. Poi scattò unistantanea: abbracciate sul dondolo, lei e Nuan, sorridendo alla vita. La mandò al gruppo.

Didascali: “Ho trovato unalleata. Domani volo in parapendio. Se succede qualcosa, reni ancora a posto. Un abbraccio”.

Il volo di ritorno fu leggero come una promessa. In aeroporto cera Lorenzo ad attenderla, e più in là, con un mazzo esagerato di fiori colorati, Maria Teresa.

Non labbracciò, ma non fece scenate. Tossicchiando, passò i fiori.

Allora? Miracolosamente viva?

Come vede, sorrise Francesca e nessun padrone nuovo

Vabbè, sbuffò la suocera. Racconta E quella Nuan?

In macchina, Francesca parlò di templi, gente solare, risate con Nuan. Maria Teresa ascoltò e domandò, meno guardinga. La TV, in salotto, rimaneva in silenzio.

Sul suo schermo nero, per la prima volta, si riflettevano tre figure: il marito che abbraccia la moglie, e la suocera che finalmente, dopo tanto, vedeva il mondo non filtrato dalle notizie, ma dagli occhi felici di chi dallinferno era tornato… e più felice di prima.

Quella sera a cena, Maria Teresa, quasi parlando tra sé, disse con cautela:

Lanno prossimo se ne avrete voglia magari vengo anchio. Basta che non si va in posti troppo strani

Lorenzo e Francesca si scambiarono uno sguardo, sorridendo di gusto. Fu una sorpresa sentire Maria Teresa cambiare prospettiva.

Eppure, due giorni dopo, arrivò a casa, rossa in viso, e sbottò:

Non vengo più con voi! Francesca, ti è solo andata bene. E guarda che in tv hanno appena detto che hanno liberato decine di ostaggi. Non ci penso proprio a rischiare!

Come vuole, scrollò le spalle Francesca.

Lorenzo, nemmeno tu dovresti seguire tua moglie. In Italia si viaggia benissimo, sentenziò Maria Teresa.

Il figlio la lasciò parlare, senza obiettare, certo ormai che la discussione era inutile.

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Io e mio marito abbiamo adottato una bambina di due anni da un orfanotrofio italiano. Molti ci hanno sconsigliato di farlo, ma non li abbiamo ascoltati.