Voglio tornare a casa, figlio mio
Vittorio Pedroni uscì sul balcone, accese una sigaretta col filtro e si sedette su uno sgabello basso di legno, consunto dal tempo. Un groppo amaro gli salì alla gola mentre cercava invano di ritrovare la calma; ma le sue mani, che avevano stretto, costruito, protetto per una vita intera, ora tremavano. Mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe stato di troppo proprio nella sua casa di Milano, al terzo piano di quella palazzina in via Mac Mahon.
Papà! Non farne una tragedia! Larisa, la sua primogenita, comparve trafelata sul balcone, il viso stravolto dalla tensione. In fondo non ti chiedo tanto Basta che ci lasci la tua stanza, tutto qua. Se non ci pensi per me, fallo almeno per i tuoi nipoti. Tra pochi giorni tornano a scuola e sono costretti a dividere lo stesso letto con noi…
Loredana, non andrò in una casa di riposo, rispose Vittorio col tono calmo di chi sapeva che la partita era persa. Se nella mia casa siete stretti, andate da tua suocera. Vive sola in quellappartamento enorme in corso Lodi… Avrai la tua stanza, e i ragazzi pure.
Lo sai bene che non potrei mai sopportare di vivere insieme a lei! gridò Loredana, sbattendo la porta a vetri così forte che i gerani tremarono sul davanzale.
Vittorio accarezzò il dorso della vecchia cagnolina, che aveva condiviso con lui e sua moglie decenni di vita. Gli occhi gli si rabbuiarono al pensiero di Nadia, la sua amata, morta cinque anni prima ogni volta che la ricordava, non riusciva a trattenere le lacrime. Da quel giorno si era sentito abbandonato, un orfano totale. Mai avrebbe pensato che lunica figlia, insieme ai nipoti, lo avrebbero condotto a una solitudine così atroce.
Loredana era cresciuta tra affetto e premura; lui e Nadia avevano provato a donarle il meglio, a insegnarle gentilezza. Ma qualcosa era andato storto: era diventata dura, egocentrica, priva di compassione.
Bruno, il loro cane, si mise a guaire piano e si sdraiò ai piedi del suo padrone, percependo ogni sua sofferenza, complice del dolore che li accomunava.
Nonno! Davvero non ci vuoi bene? il più piccolo dei nipoti, Cesare, apparve sulla soglia della camera.
Ma cosa dici, chi ti ha riempito la testa di queste sciocchezze? esclamò stupito Vittorio.
Perché non vuoi andartene da qui? Ti dispiace lasciarci la stanza? Sei proprio avaro! gli disse il bambino con uno sguardo colmo di freddezza e rabbia.
Vittorio capì subito che quelle non erano parole sue, ma di Loredana, ripetute come uno squallido copione. Non aveva più nulla da aggiungere.
Va bene. Me ne vado, disse con voce vuota. Vi lascio la mia stanza.
Non trovava più la forza di restare in quella casa, dove nessuno lo voleva: il genero lo ignorava da mesi, i nipoti lo trattavano come un intruso. Aveva occupato lo spazio che, secondo loro, spettava agli altri.
Davvero? Vuoi proprio andare? esultò Loredana tornando di corsa.
È la verità, sussurrò Vittorio. Solo, promettimi di occuparti di Bruno. Mi sento come un traditore…
Non dirlo nemmeno! Ci penseremo noi, lo porteremo a fare lunghe passeggiate, e nei fine settimana ti verremo a trovare insieme a lui, assicurò Loredana. Ho scelto per te il miglior residence a Como: vedrai che starai benissimo.
Due giorni dopo, Vittorio lasciò la casa. Loredana laveva già sistemato in una struttura pubblica: «casa di riposo» la chiamavano, ma lodore di umidità e insetti lo assalì appena varcò la soglia. Si rese subito conto di essere stato ingannato: era un ricovero qualsiasi, non certo un residence di lusso. Il cuore gli si spezzò; intorno solo vecchi abbandonati, vite dimezzate dalla solitudine.
Sistemò le poche cose e scese in cortile. Seduto su una panchina, fissò il cielo, lottando contro le lacrime. Osservando gli altri ospiti, capì il futuro che lo aspettava: unesistenza povera, spenta.
Nuovo arrivato? gli domandò una donna anziana, con lo sguardo gentile, sedendosi accanto a lui.
Sì, sospirò Vittorio.
Non tormentarti Ho pianto tanto anchio, poi mi sono arresa. Mi chiamo Valentina.
Vittorio, rispose, stringendole la mano. Anche tu sei qui per colpa dei figli?
No È mio nipote. Non ho figli, e pensavo che lasciargli la casa fosse giusto. Ha preso tutto e mi ha spedito qui. Almeno non mi ha fatto finire in strada
Stettero insieme fino a sera, condividendo ricordi di gioventù. Il mattino dopo, appena finito il caffè, uscirono di nuovo a passeggiare.
Valentina portava qualche sorriso nella vita triste di Vittorio, glielo riempiva di piccole gioie. Non sopportava stare in camera; preferiva laria aperta. Il cibo lì era pessimo, mangiava solo quello strettamente necessario.
Sperava che Loredana si pentisse, che sentisse la sua mancanza e lo riportasse a casa. Ma lei non si faceva vedere. Una volta tentò anche di telefonare: nessuno rispose.
Un pomeriggio, allingresso della casa di riposo, vide Elio Stucchi, il suo vecchio vicino di pianerottolo. Elio lo riconobbe subito e si precipitò da lui.
Eccoti! esclamò stupito. Ma tua figlia dice che sei tornato in paese Cera qualcosa che non mi tornava. Sapevo che non avresti lasciato Bruno da solo.
Cosa stai dicendo? balbettò confuso Vittorio. Coshanno fatto al mio cane?
Non agitarti, lho portato io al canile. Lho visto stare fuori dal portone giorno e notte, sempre in attesa. Ho chiesto a Loredana, mi ha detto che sei tornato giù in Sicilia, che vuole vendere casa e che Bruno ormai è troppo vecchio. Vittorio, che succede veramente?
Vittorio gli raccontò tutto, spiegando quanto darebbe per poter tornare indietro senza commettere quellerrore. Figlia sua lo aveva privato di ogni dignità, e aveva abbandonato persino Bruno.
Voglio solo tornare a casa, figlio mio, sussurrò strozzato dal pianto.
Sono qui anche per questo genere di cose. Faccio lavvocato, difendo spesso gli anziani. Proprio oggi seguo un caso di un vecchio defraudato dai vicini. Tu non sei stato ancora cancellato dalla tua residenza, vero?
No. Almeno credo… A meno che non ci abbia pensato lei. Ormai non so più di cosa sia capace…
Preparati, ti accompagno io. Non si può tollerare una cosa simile! disse deciso Elio. Che razza di figlia è?
Vittorio si affrettò nel raccogliere le sue cose, scese giù e allingresso salutò Valentina.
Cara, devo andare. Ho appena scoperto che mia figlia vende casa e ha abbandonato Bruno. Non ci posso credere…
E io che farò adesso? domandò smarrita Valentina.
Non temere: appena sistemiamo tutto, torno a prenderti, promise Vittorio.
Ma chi mai vorrà una come me? mormorò lei, con le lacrime agli occhi.
Scusami, devo andare. Non essere triste, manterrò la parola.
Quando arrivarono davanti alla vecchia casa, Vittorio si accorse che la porta era chiusa, e non aveva più le chiavi. Elio lo ospitò a casa sua; si scoprì che Loredana aveva già lasciato lappartamento e viveva dalla suocera, affittando la proprietà a estranei.
Grazie allaiuto di Elio, Vittorio vinse la causa per difendere il suo diritto di proprietario.
Grazie di tutto, Elio, sospirò Vittorio. Ma come faccio a vivere ora? Non si fermerà finché non mi avrà annientato…
Lunica soluzione è vendere e darle la sua parte. Poi con il resto ti sistemo in una piccola casa in campagna.
Fantastico! Sarebbe il sogno! disse finalmente sollevato Vittorio.
Tre mesi dopo, il trasloco era pronto. Elio si occupò di tutto, anche di portare Bruno. Ma Vittorio aveva ancora un pensiero.
Dobbiamo passare da Valentina disse perentorio.
Da lontano, vide Valentina seduta sulla loro solita panchina, lo sguardo perso nel vuoto.
Vale! la chiamò. Vieni con noi, io e Bruno abbiamo una casa nuova in Brianza. Qui cè aria buona, pesca, mirtilli, funghi Decidi tu! sorrise Vittorio.
E io come ci vado? sussurrò emozionata Valentina.
Vieni, basta alzarsi e salire in macchina. Con noi cè posto!
Aspetta Mi dai dieci minuti? si illuminò lei, asciugandosi le lacrime.
Ti aspetto tutto il tempo che vuoi! rispose Vittorio, finalmente felice.
Nonostante la malizia degli altri, quelle due anime trovarono la forza di difendere la loro felicità. Capirono che nel mondo esistono ancora persone buone, e talvolta la gentilezza vince sulla cattiveria. Così, tra la campagna lombarda e il calore di unamicizia sincera, Vittorio e Valentina riscoprirono il gusto del vivere.







