Caro diario,
oggi ho ricevuto ancora una volta il sostegno dei lettori, i like, i commenti e le donazioni grazie di cuore a tutti i miei cinque gatti, i Piccini, per avermi tenuto compagnia. Condividete i miei racconti sui social, è un gesto che mi fa stare bene.
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Mamma, è proprio così? ho chiesto, varcando la soglia di casa di Maria, ma papà non cera.
Maria mi ha subito fatto accomodare al tavolo con una tazza di tè caldo. Ha tirato fuori dei crostini con marmellata, sapendo che la mia sorellina Giuliana non è una grande cuoca.
Giuliana è una vera sportiva, la nostra casa è sempre piena di frutta fresca e verdure di stagione. Carne e pesce li preferiamo lessati, la salsiccia e gli cibi poco sani non entrano nella sua spesa. Grazie a lei, anche io ho imparato a mangiare in modo più sano. Sono alto e magro, tutto ciò che mangio sembra bruciarsi subito. Prima giocavo a basket e, anche adesso, qualche volta mi ritrovo a lanciare una palla con gli amici dopo il lavoro. Siamo una famiglia sportiva e, quando avrò dei figli, cercherò di trasmettere loro le stesse buone abitudini.
Quando vengo da mamma e papà però è difficile rinunciare a quei sapori dinfanzia. Giuliana lo sa bene: non le disdegna mai i crêpe soffici ripieni di tacchino, o i dolci al papavero, o i crostini con prosciutto e formaggio filante che la mamma prepara in un lampo. È impossibile resistere quando lo stomaco brontola.
Oggi sono tornato dal lavoro e dovevo portare qualcosa a papà, ma lui non è ancora rientrato. Se me ne andassi senza mantenere la promessa, mi sentirei in colpa.
Olivo, hai fame? La cena non è pronta, vuoi i crostini ancora caldi? ha chiamato Maria dalla cucina. Non ho potuto dire di no.
Ho mangiato con gusto, inzuppando i crostini in un tè dolce come quello delle feste di quando ero piccolo, e ho raccontato a mamma come vanno le cose al lavoro. Lei mi ascoltava attenta.
Poi, curioso, ho chiesto comè la loro vita da coppia, quasi per cortesia, perché ormai parlano più di me che di loro.
Che cosa cè, figlio mio? ha risposto Maria, con un sorriso che stava per svanire. Davide e io abbiamo deciso di separarci
Il mio cuore si è fermato per un attimo, quasi soffocato dal crostino.
Ma che state dicendo, mamma? Voi siete i migliori genitori del mondo, tutti gli amici mi invidiano! È uno scherzo, vero? ho balbettato, sperando in una risata che smentisse quella frase.
Maria mi ha sorriso, ma con una calma che mi ha gelato il sangue.
Ti aspettavi questa notizia? Mi hai sempre detto che il mio amore per tuo padre gli ha cancellato tutti i difetti, però col tempo lui è diventato un tiranno!
Ma non è vero, mamma, voi vi prendevate sempre in giro, lo provocavi anchio. Papà ti ama, lo vedi, allora smettila di scherzare! ho implorato.
Non ho intenzione di raccontarti tutto quello che mi ha detto. Davide è un bravo padre e non voglio screditarlo, ma è una decisione comune.
Maria ha guardato fuori dalla finestra, malinconica, mentre la mia gola si seccava. Come potevano farcela senza luno?
Posso parlare con lui? Tornerà presto? ho chiesto.
Chiama tu lui, non ne parliamo più. È diventato più rare le sue visite, e non so cosa gli passi per la testa. ha risposto, mentre il mio appetito svaniva insieme al fascino di casa dei genitori.
E i nipoti? Papà diceva che presto avremmo avuto dei piccoli, una seconda giovinezza per voi! ho sputato, incapace di accettare la notizia.
Avevo voluto che i miei genitori vivessero in difficoltà, ma non così. La loro dimora era sempre aperta agli amici e a me, un mondo intero che ora sembrava andare in frantumi.
Ho chiamato papà:
Papà, ti ho portato la parte di denaro per il televisore, devo chiamare lartigiano? Quando torni? Se non vieni presto, ordino io.
Il dialogo si è chiuso, e mi sono vestito in silenzio. Maria ha chiesto di mettere bene la giacca, altrimenti il freddo mi avrebbe colto il collo. Non voglio discutere, Olivo, lasciami in pace.
Ho pensato: Forse non è tutto perduto, se piange ancora. E sono uscito dallappartamento dei genitori.
Per tutta la strada ho riflettuto su come far riconciliarsi i due. Mi sono ricordato di tutti i consigli che mi hanno dato nei momenti di dubbio, e mi è venuta unidea.
E così, il artigiano si è rivelato il nostro vecchio amico Michele, che era stato compagno di studi alluniversità.
Il campanello ha suonato, Davide ha aperto. Michele è entrato, due uomini si sono salutati e, dopo qualche minuto, sono scoppiati in risate, ricordando i vecchi tempi.
Michele! Non ti riconosco, sei ancora il mago dei televisori? È da ventanni che non ci vediamo! ha esclamato Maria.
Davide, che sorpresa! Qui cè anche la bella Maria, che faccio, mi sembra di essere tornato a casa! ha gridato un altro amico, quasi pelato, ma ancora pieno di vita.
Maria, sorpresa, ha risposto: Michele, dove sono i tuoi ricci rossi? Dai, non è possibile!
Maria, sei sempre la stessa, una vera bellezza! ha scherzato luomo, poi si è fermato, un po imbarazzato: Scusate, mi sono lasciato prendere dalla gioia
Hanno passato ore a chiacchierare, poi Michele ha chiamato Veronica, unaltra vecchia compagna di università:
Veronica, vieni subito, ho bisogno di te, lindirizzo è qui!
Veronica è arrivata subito, e Michele lha abbracciata:
Guarda quante facce ho ritrovato! Davide e Maria!
Veronica, quasi arrabbiata, ha poi sorriso, ricordandosi dei vecchi amici.
Quellincontro è stato come un soffio di gioventù. Hanno rivissuto i ricordi: i progetti di architettura, le notti di studio, le avventure con i vestiti e le fedi.
Grazie a quellincontro, i genitori hanno messo da parte il divorzio e hanno ricominciato a pianificare viaggi insieme.
Mamma, mi sono accorto solo ora che sei stata tu a far venire Michele, come se fosse lartigiano del televisore! mi ha chiesto Maria, senza più parlare di separazione.
Ora Papà ha preparato sacchi a pelo, la chitarra, il zio Michele porta le canne da pesca e promette una zuppa di pesce da leccarsi i baffi. Maria e Veronica si occuperanno del cibo, con polenta, carne alla griglia, pesce e una marmellata di bacche di bosco.
Posso venire anchio con Giuliana per il weekend? ho chiesto.
Certo, Giuliana vuole assaporare latmosfera della nostra gioventù universitaria e ascoltare le storie dei nostri primi lavori.
Maria ha compreso subito che larrivo di Michele non era casuale: non era davvero lartigiano, ma un vecchio compagno che ha riacceso lo spirito di un tempo. Riparare il televisore è stato solo una scusa; il vero riparo è stato il sentimento che ha ricominciato a battere tra loro.
Maria ha abbracciato me, senza chiedermi altro:
Grazie, Olivo, per averci impedito di fare quel passo avventato. Sarebbe stata la cosa più spaventosa della nostra vita.
Il nostro amore sembrava stanco, ma non è morto; è solo rimasto nascosto, come un tesoro da scoprire. Le incomprensioni e i litigi si sono accumulati, ma se i diavoli hanno preso posto, gli angeli sono ancora lì, pronti a brillare.
Ricordo i momenti di fusione di anime, gli sguardi, lincanto dei primi baci, la paura di perdere tutto, e se il cuore risponde, lamore tornerà.
A tutti, auguro comprensione, saggezza, amore e serenità.







