Che cosa?! Ginevra quasi fa cadere la tazza. Un tradimento non è motivo di separazione? Sei sei seria?
Anzi, risponde Martina con voce ferma, quasi come se parlasse di qualcosaltro che non fosse il suo matrimonio.
Lui ti ha tradita!
Smettila, sorride stancamente e mescola il caffè con il cucchiaino. Ci siamo traditi lun laltro molto prima.
Ginevra increspa le sopracciglia, si avvicina.
Lo dici ora per sembrare forte?
No, alza gli occhi. Non cè rabbia né lacrime, solo stanchezza. Semplicemente non ne potevo più di fingere che avessimo una famiglia.
Un silenzio breve si allunga.
Aspetta, Ginevra abbassa la voce. Quindi per te il tradimento è una sciocchezza?
Certo che no, Martina alza una mano, ma non è il punto centrale. Il vero è quello che cera prima, e quello che è venuto dopo.
Spinge indietro la tazza, come per rimuovere un ostacolo invisibile.
Vuoi che ti racconti? Prometti di non interrompermi.
Vai, Ginevra sposta la sedia più vicino, ti ascolto
Martina sospira.
Vediamo, inizia, eravamo una coppia comune. Ci siamo conosciuti a Milano, ci siamo sposati, abbiamo avuto due figli, un mutuo, ristrutturazioni tutta la corsa infinita e il trambusto quotidiano.
Un giorno, però, ho capito che vivevamo vicini ma non più insieme.
Andrea è sempre stato insoddisfatto, dice con un sorriso amaro. Esistono persone così: non fanno nulla di evidente, ma il loro semplice stare accanto è freddo, ti fa sentire colpevole, non allaltezza
Ginevra annuisce, riconosce la scena.
È rimasto più a lavoro, a volte fino allalba. Martina guarda fuori dalla finestra. Non gli ho chiesto nulla. Sono adulta, capivo che se un uomo vuole nascondere qualcosa, lo nasconderà; se vuole andare via, se ne andrà. Se resta, probabilmente è soddisfatto.
Lui, non io. Ero sola, sentivo di non appartenere più a quel ruolo, di essere diventata un peso.
Un brivido le attraversa la schiena, come un ricordo che la pungi da dentro.
Poi si ferma per un attimo. È successa quella vacanza. Lo ricordi?
Sì. Mi parlavi di come la tua casa ti soffocasse, del silenzio che ti uccideva, delle continue accuse che dovevi scuoterti.
Proprio così! E sono partita
Il mare, il rumore delle onde, il sole. Un altro pianeta.
E, allimprovviso, ho ricominciato a sorridere senza motivo, perché al mio fianco cera qualcuno che ascoltava, non giudicava, non rimproverava. Era semplice, ordinario, niente di romantico, solo caldo. Basta quel calore per sentirmi viva.
Ginevra si increspa di nuovo.
Ma lo sapevi che era un tradimento?
Lo sapevo, risponde Martina senza imbarazzo, ma in quel momento, per la prima volta dopo anni, mi sono sentita desiderata, viva. Capisci? E sai qual è la cosa più orribile? Non è il tradimento. È che a casa nessuno ha notato che ero tornata cambiata.
Batte le dita sul tavolo, creando un ritmo.
Poi Andrea ha scoperto i nostri messaggi. Per caso ma che caso? sorride stortamente. Lui è sempre stato bravo a trovare ciò che voleva trovare.
E?
Urla, accuse, valigia, partenza, ritorno, nuove urla, nuove accuse. E la frase che non dimenticherò mai.
Con voce ruvida e maschile imita: «Sono un uomo. Posso fare quello che voglio. Tu non riesco a guardarti e non ti perdonerò».
Ginevra espira piano.
Che schifo.
Sì, Martina alza le spalle, anchio non sono un angelo. In fondo, ci siamo logorati a vicenda fino a non avere più forze per vivere insieme. Il tradimento è solo il sintomo, lultima goccia.
E poi?
Dopo un po, capendo che non potevamo più condividere lo stesso tetto, ha chiesto il divorzio.
Ti sei spaventata?
No. Non ho provato nulla. Lo guardavo e capivo che era solo la fine di un capitolo, logica, inevitabile.
I figli, per inciso, hanno accettato tutto con maturità, senza crisi né drammi.
Lhai lasciato così, senza appesantirlo?
Certo, sorride, serena. Quale senso avere a trattenere chi è già uscito? Non è uscito di casa, è uscito da noi.
Ginevra resta in silenzio.
Martina prosegue.
E la cosa più sorprendente? Dopo la sua partenza, la casa è diventata leggera, silenziosa. Come se qualcuno avesse tolto dallo spalle un grosso zaino che portavo da dieci anni senza toglierlo. sorride. Ecco perché dico: il tradimento non è motivo di divorzio.
Allora qual è il vero motivo? chiede Ginevra.
Martina la fissa negli occhi.
Quando vivi con qualcuno e ti senti sola per anni, quando non esisti più nel suo mondo, quando stare a casa con lui è peggio che stare da sola. Questo è il vero motivo.
Si appoggia allo schienale della sedia.
Il tradimento è solo un punto che laltro mette al tuo posto.
Ginevra si lancia in avanti, sbattendo la mano sul tavolo.
Martina! Ma sei seria?! urla, quasi a far vibrare le pareti. Conosco mille persone che hanno passato questa crisi. Alcuni si sono divorziati, altri hanno perdonato ma nessuno, senti, mai ha giustificato il tradimento! È stupido, doloroso, umiliante. Come puoi parlare così?
Martina risponde con calma.
Non sto giustificando nulla, Ginevra. Ho smesso di mentire a me stessa e affermo: il tradimento non è un pugno alla schiena, è lultimo gradino su cui la coppia si è fermata, giorno dopo giorno, ora dopo ora, insieme. Capisci?
Ginevra resta immobile, mentre Martina aggiunge a bassa voce.
E sai spesso tradisce chi prima ha smesso di sperare. Chi ha tirato, sopportato, salvato, per poi spezzarsi.
Quindi non è sempre il traditore fuori a far fuori. A volte è chi resta accanto, ma ti ha abbandonato da tempo. Dillo ai tuoi amici. Forse, così, comprenderanno davvero cosa è successo.







