Tradimento
Alzando la mano per salutare, Giovanni disse:
Allora, Antonella, io vado! Trasferirò i soldi a mamma, non preoccuparti.
La porta si richiuse dietro di lui, e Antonella, rimasta sola, si lasciò cadere pesantemente sullo sgabello, le lacrime che finalmente sgorgavano senza più contenersi.
Mamma, che succede? apparve in cucina Lorenzo, suo figlio Coshai?
Niente Antonella si vergognava della propria debolezza Non è nulla di grave, solo una brutta giornata, mi sono stufata dei maschi. Chiara e Matilde sono in vacanza dalla nonna.
Mamma, replicò deciso Lorenzo per una semplice brutta giornata non si piange così. E tu con le ragazze ci parli al telefono ogni giorno. Ormai so, non sono più un bambino.
Antonella guardò il figlio sedicenne, ormai più alto di lei, e senza rendersene conto disse ad alta voce ciò che aveva sempre tenuto sepolto:
Credo che papà tra poco ci lascerà, aggiunse, anticipando la domanda che leggeva negli occhi del ragazzo Mi tradisce. Da quasi sei mesi
Lorenzo non sapeva come reagire. Aveva pensato che la mamma potesse aver litigato con una collega o con una vicina, magari una discussione con unamica. Ma papà? Come era possibile? Sentì la rabbia crescere, e Antonella se ne accorse.
Lorenzo, basta così. Sono cose tra adulti, un giorno anche tu capirai. Papà non è cattivo, ma al cuore non si comanda.
Parole che Antonella nemmeno in cuor suo trovava convincenti. Avrebbe voluto urlare, piangere, lanciare oggetti e invece tentava di trasmettere al figlio più grande perdono e comprensione per il padre! Eppure lui strinse i pugni:
Che vada, vivremo anche senza! Perché deve restare tra queste mura?
Dici di essere grande, ma parli ancora da bambino. Tutti sbagliamo, lo sai? Tuo padre tornerà in sé, capirà che tutto il resto non conta rispetto alla sua famiglia
Mamma, Lorenzo, che voleva sentirsi adulto, adesso si commosse Come ha potuto farlo? Non riuscirò più a rispettarlo come prima!
Andrà tutto bene, figlio mio, Antonella gli carezzò la mano Non dirlo alle sorelle, però, ok?
Neanche tu, Lorenzo si asciugò le lacrime Non vogliamo che perdano la fiducia nel loro fratello maggiore.
Antonella guardò lorologio:
Non devi andare allallenamento?
Lorenzo scattò in piedi:
Accidenti, sono in ritardo! Mannaggia!
Rimasta sola, Antonella si fermò a pensare. Parlare con Lorenzo le aveva dato un distacco lucido, ma appena rimasta sola, la ferita si riapriva e le lacrime ricominciavano a scorrere.
Come ha potuto tradire tutto quello che avevamo costruito insieme?
Quando aveva conosciuto Giovanni, lui era un ragazzo spensierato, sempre circondato da farfalline, come chiamava le ragazze. Antonella, però, aveva dichiarato che non sarebbe mai stata una delle tante, e Giovanni le aveva detto con convinzione:
Non una in più, ma lunica. Per sempre.
E lei, ingenua, aveva creduto a quella promessa Diciassette anni vissuti insieme, tre figli, e aveva sempre pensato di essere stata fortunata. E invece, nonostante ogni difficoltà vissuta fianco a fianco, anche lui aveva tradito.
Tutto era iniziato sei mesi prima. O forse anche da prima, ma lei non aveva voluto vedere? Avevano ricevuto linvito al matrimonio di Luca, il nipote preferito di Giovanni. Antonella non aveva potuto andare, ma aveva insistito che il marito partecipasse: la famiglia avrebbe pensato male, e la sorella si sarebbe offesa. Guarda che dopo avrebbe dovuto rispondere a mille domande Più tardi, osservando le foto caricate dai ragazzi, aveva notato una ragazza che sembrava troppo vicina a Giovanni. Le aveva detto qualcosa al riguardo, e lui, distratto, aveva risposto:
Chi? Ah, sarà unamica della sposa. Non so perché mi stesse sempre intorno, ma Antonella, sei gelosa? Sei gelosa di me? Ma non è il mio tipo!
Lei gli aveva creduto, conoscendolo bene. Eppure, dopo una settimana erano iniziati telefonate strane, silenzi allaltro capo del filo. Antonella aveva raccontato al marito:
Giovanni, mi chiamano, non parlano, sospirano. Saranno le farfalline che adesso corteggiano Lorenzo!
Dopo quella sera le telefonate erano cessate, ma Antonella non aveva collegato le cose. Solo più tardi aveva notato altri segnali. Giovanni, amante dei jeans e delle maglie, aveva improvvisamente iniziato a indossare abiti eleganti, camicie e cravatte, aveva comprato profumi costosi invece del solito dopobarba di supermercato. E poi, quei ritardi al lavoro Quando lei aveva chiesto spiegazioni, Giovanni aveva risposto senza tentennare:
Antonella, abbiamo un progetto importantissimo! Non so quanto durerà, ma dopo! e chiudeva gli occhi sognante Andremo dove vuoi in vacanza, ti comprerò quel cappotto di pelliccia che ti piace tanto, e a Lorenzo uno scooter o magari un quad. Che ne dici, ce la facciamo a resistere un po’?
Da allora, Giovanni non solo faceva tardi ogni giorno, ma anche nei fine settimana a volte spariva. Appena si organizzava un pranzo in campagna, una telefonata improvvisa e lui, con uno sguardo colpevole:
Antonella, mi hanno chiamato al lavoro. È urgente, lo sai…
Antonella avrebbe voluto trovare quella ragazza delle foto, tirarle i capelli, graffiarle la faccia, ma perché cedere a simili tentazioni? Non aveva nemmeno voluto sapere il suo nome o dove abitasse.
Sei mesi così lavevano quasi ridotta in pezzi. Davanti agli altri e ai figli resisteva, ma da sola crollava. E ora, dopo aver parlato col figlio, aveva preso una decisione:
Bisogna chiarire, devo fare qualcosa prima che Lorenzo inizi ad odiare il padre!
Ma Giovanni la sorprese. Le telefonò, invitandola a cena in una trattoria:
Antonella, dobbiamo parlare. Meglio senza i ragazzi.
Antonella abbozzò un triste sorriso: non voleva una scenata, sapeva che in pubblico sarebbero rimasti composti.
Dapprima decise di andare vestita comera, a che serviva mettersi in ghingheri? Poi pensò di andare direttamente dallorto, con le mani sporche di terra: che si vergognasse lui! Ma unora e mezza prima di uscire cambiò idea del tutto:
Devo essere splendida, come non lo sono mai stata! Così vede cosa sta perdendo!
Il tassista la osservò attraverso lo specchietto. Quando pagò le disse:
Una donna così bella e così triste Coraggio, vedrà che andrà tutto bene!
Quel complimento inaspettato le alleggerì il cuore. Entrò sorridendo nel ristorante. Giovanni la aspettava con una rosa, cosa che la stupì: se deve lasciarla, che senso ha il fiore? Un simbolo, forse, per la tomba del loro amore? Antonella sorrise tra sé per questi strani pensieri che non le appartenevano.
Cenarono parlando di mille sciocchezze. Intanto, una tensione invisibile cresceva dentro Antonella, pronta a scattare al minimo cenno. Infine, non resse più:
Giovanni, avevi detto che volevi parlarmi di una cosa seria…
Lui annuì:
Hai ragione. Sarò diretto, Antonella, si fermò un istante, come a raccogliere coraggio insomma, mi chiedevo Sei contraria se non andiamo più in vacanza, non compriamo la pelliccia e niente quad?
La tensione stava per esplodere, ma Giovanni proseguì:
Oggi ho ricevuto lo stipendio con un bellissimo premio. Ho pensato che Lorenzo ormai ha quasi diciotto anni, presto prenderà la sua strada. Perché non usare questi soldi per prendere un piccolo appartamento per lui? Se investiamo ora, al suo diciottesimo compleanno sarà pronto. Che ne dici?
Capisco, Giovanni iniziò Antonella, ma si bloccò Che? Un appartamento?!
Non lo sapevi? E poi, sei sempre così distratta ultimamente. Antonella che succede?
Dopodiché Giovanni alzò la voce. Al ristorante si trattenne, ma alluscita lasciò andare le emozioni:
Ma sei impazzita?! Unamante? Io?! Ti avevo spiegato tutto, il progetto, le urgenze Non hai mai detto una parola, anzi, ho sempre lodato con tutti la mia comprensione per la tua comprensione! E invece, tu ma che pensieri ti fai!
Camminarono a lungo fino a casa, mentre Antonella ascoltava suo marito furioso e, nello stesso tempo, sorrideva di gioia. Tutte quelle accuse suonavano come musica meravigliosa ai suoi orecchi. Quando arrivarono davanti al portone, Giovanni si calmò.
Non ti avevo detto che avevo trovato quella giusta, lunica? Una volta nella vita si dice la verità, Antonella
Per Lorenzo, quella giornata fu la peggiore. Le parole della mamma al mattino lo avevano confuso e turbato. Arrivò tardi allallenamento, il mister lo rimproverò, durante la partitella si fece male per la poca concentrazione. Per una sciocchezza litigò anche con lamico di sempre, poi vagò per la città fino a sera tardi, in cerca di guai. Avrebbe voluto che qualcuno lattaccasse, per sfogare la sua rabbia. Non avrebbe mai aggredito per primo, la coscienza non glielo avrebbe permesso. Ma nessun bullo, nessuna rissa: così, se ne tornò a casa, e lì vide dalla strada una coppia che si baciava nellombra. Riconobbe subito il cappotto della madre e il suo cuore si accese. Accusava il padre di tradimento e la mamma?! Stringendo i pugni, fece un passo avanti
Oh, Lorenzo, Giovanni sorrise, forse un po imbarazzato Siamo qui
Meglio così, no? Quando finisce bene, è sempre un sollievo.



