Durante un incontro tra laureati, si avvicinò a me un uomo dai capelli argentei. Bastò una sola frase perché capissi: era lui – il mio primo amore.

15 ottobre 2025

Oggi, al raduno degli ex alunni dellUniversità di Bologna, mi è avvicinato un uomo dai capelli dargento. Bastò una sola frase perché il cuore mi ha riconosciuto subito: era lui, il mio primo amore.

La sala era un brusio di voci, risate che si mescolavano alla musica, e i camerieri gironzolavano tra i tavoli con vassoi pieni di calici di Prosecco e stuzzichini di formaggi e salumi. Guardavo in giro, cercando i volti che un tempo conoscevo a memoria, ora segnati da capelli grigi, rughe e il peso degli anni trascorsi.

All’improvviso, tra la folla, lho visto: alto, figura slanciata, i capelli completamente bianchi. Il suo sguardo cercava qualcuno. In un attimo i nostri occhi si sono incrociati.

Si è avvicinato lentamente, quasi a verificare che fossi davvero io. Si è fermato a un passo davanti a me e ha detto soltanto: «Sapevo che ti avrei trovato qui». Quelle parole hanno rotto i 35 anni di silenzio, tutti i miei amori, successi, fallimenti, malattie e feste. Hanno attraversato tutto ciò che è accaduto da quando lultima volta ci siamo tenuti per mano.

In quel frammento il tempo è tornato indietro di decenni. Mi sono ritrovata nei banchi di scuola a scambiarci bigliettini, a vederlo con il giubbotto di denim e la chitarra sulla schiena, mentre mi accompagnava a casa dopo la festa studentesca. E poi, il momento in cui è scomparso dalla mia vita, senza addio, senza spiegazioni.

Ci siamo seduti a un piccolo tavolino allangolo. Non sapevo da dove cominciare. Anche lui è rimasto in silenzio per un attimo, giocherellando con il cucchiaino nella tazza di caffè. Alla fine è stato lui a parlare per primo: «Sai, ho sempre tenuto nella testa lultimo giorno di noi due».

Sono rimasta sorpresa; pensavo di essere lunica a ricordarlo. Ha raccontato di come, improvvisamente, dovette partire con la famiglia, di una promessa di scrivermi che non si è mai tradotta in una lettera. Ha parlato di come ha provato a rintracciarmi, ma la vita, gli impegni e le proprie paure gli hanno sempre messo i bastoni tra le ruote.

Lho ascoltato senza interrompere. Nella mente mi turbinavano domande, ma nel cuore sentivo una strana quiete. Non perché tutto fosse diventato chiaro, ma perché lui era davvero lì, dopo tutti quegli anni.

Abbiamo parlato di tutto: dei nostri matrimoni e dei divorzi, dei figli, del lavoro. Delle malattie che ci hanno insegnato lumiltà, dei viaggi che ci hanno ricordato che la vita sa ancora sorprendere. A un certo punto ho guardato le sue mani: le ricordavo come se fossero state scolpite nella memoria, ferme, calde, sempre pronte a afferrarmi quando inciampo sul marciapiede.

Quando la musica si è affievolita, mi ha chiesto se volessi fare una passeggiata. Siamo usciti fuori dalledificio. La notte era tiepida, laria profumava di gelsomino. Camminavamo fianco a fianco, in un silenzio che non era imbarazzante. Allimprovviso ho sentito la sua mano sulla mia; lho stretto forte.

È tornato a casa solo quando lorologio ha suonato la mezzanotte e la sala era quasi vuota. Prima di alzarsi, ha tirato fuori dalla tasca un vecchio biglietto del cinema, ingiallito dal tempo. « Lho trovato in un libro mentre preparavo il bagaglio per lincontro di oggi. È il nostro primo film insieme », ha detto, poggiandolo davanti a me.

Il mio braccio ha tremato al tocco della carta, segnata dal tempo. In un attimo sono tornate le emozioni di allora: leccitazione, lincertezza, lodore della sua giacca, il fresco di una sera dautunno mentre tornavamo a casa.

Mi guardava come se volesse che io vedessi nei suoi occhi tutti quegli anni in cui ha pensato a me, ma non ha detto nulla. « Non voglio che tutto questo svanisca di nuovo senza una parola », ha aggiunto sottovoce.

E ho capito che forse ho atteso tutta la vita per questo istante. Che, per la prima volta dopo tanto, ho paura non di perdere, ma di credere che la storia possa prendere una piega diversa da quella che ha avuto.

GinevraMentre il primo raggio di sole baciava le antiche mura di Bologna, ho accettato di lasciarmi andare, sapendo che lamore può rinascere in ogni attimo.

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